giovedì 10 ottobre 2019

Curiosità e video recensione di: Joker



C'è grande fomento in questi giorni per l'uscita di Joker, l'ultimo film di Todd Phillips con protagonista Joaquin Phoenix. Noto che sta dividendo molto, tra chi lo ritiene un capolavoro e chi un film senza senso di esistere. Se volete sapere cosa ne penso nello specifico vi consiglio di seguire la video recensione che trovate in calce a questo post.

Voglio solo fare qualche considerazione prima di lasciarvi alle curiosità sul film.
Penso che non sia una pellicola per tutti, che il proprio punto di vista cambia drasticamente a seconda delle proprie esperienze, della sensibilità del singolo. Ciò che ho scritto è sicuramente scontato, però molti lo dimenticano facilmente. Non è affatto un film ruffiano, commerciale, va meditato e metabolizzato.
Mi dispiace leggere in queste ore che l'Academy sta mezzo boicottando il film bollandolo come troppo violento o cupo. Tra l'altro anche tutta la psicosi intorno al film la trovo davvero esagerata; trovo assurdo pensare che un film possa influenzare così tanto le masse da dare adito a episodi di emulazione e violenza. I cari americani dovrebbero pensare alle armi che dispensano come caramelle o alla democrazia che sono soliti importare in tutto il mondo invece di prendersela con un film che non fa altro che denunciare l'alienazione della società odierna.

Scritto ciò, le mie sette curiosità su Joker:


1) Dato l'iniziale coinvolgimento di Martin Scorsese come produttore del film, si voleva coinvolgere Leonardo Di Caprio come protagonista, invece la prima scelta di Todd Phillips è sempre stata Joaquin Phoenix.

2)  Gia nel 2014 Phoenix si era detto interessato a interpretare un villan che fosse "uno studio del personaggio", quando gli hanno proposto Joker si è mostrato inizialmente contrariato perché i precedenti attori avevano già esplorato il personaggio in un modo molto simile a ciò che aveva in mente. Quando è stato poi ufficializzato il suo ingresso nel progetto, c'è voluto un po' per tirare fuori il personaggio, inizialmente - a detta di Phoenix - non funzionava proprio, temeva di apparire ridicolo. Ora del film tutti ricordano la sua straordinaria interpretazione e addirittura lui si sente così in sintonia col personaggio che vorrebbe esplorarlo ulteriormente.



3) Per interpretare Joker, Phoenix ha perso circa 25 kg, altre fonti dicono 15, in ogni caso un peso considerevole. Visto che il dimagrimento è proseguito nel corso della lavorazione, molte scene sono state rigirate più volte proprio per approfittare dello stato fisico momentaneo dell'attore.




4) Tra le fonti di ispirazione della pellicola, oltre a Re per una notte e Taxi Driver, abbiamo la ormai leggendaria graphic novel The Killing Joke di Alan Moore. Non tutti sanno che la novel è servita anche a Burton e a Nolan per sviluppare la loro visione di Joker.
Infatti nel Batman di Burton la trasformazione in Joker di Jack Nicholson è molto simile a quella che vediamo nel fumetto di Moore. Infine Arthur (Phoenix) cita più volte il tema principe della novel:
"È stata una brutta giornata", "Sono state due settimane difficili", proprio come il Joker di Moore spiega a Batman: "Basta una giornata storta per trasformare il migliore degli uomini in un folle".

5) Il film è costato 55 milioni di dollari, una vera inezia se pensiamo ai budget degli altri cinecomics.

6) I coniugi Wayne escono da una sala dove hanno appena proiettato Zorro, the Gay Balde (film del 1981). Non a caso Zorro è la prima ispirazione del personaggio di Batman.





Piccolo spoiler:


7)  A un certo punto Joker è ospite di un talk show e bacia in bocca una donna, proprio come in  Batman: The Dark Knight  di Frank Miller. Ci sono vari rimandi a questa opera nel corso della storia, basta pensare al ruolo che hanno i media nella pellicola.


Video recensione dal mio canale YouTube:


mercoledì 25 settembre 2019

Sette curiosità su: C'era una volta a... Hollywood




C'era una volta a... Hollywood, l'ultimo film di Quentin Tarantino sta dividendo pubblico e parte della critica. Ho quindi deciso di fare una video recensione senza spoiler, così da darvi il mio punto di vista sul film del momento.

Giusto per non ripetermi, ecco a voi 7 curiosità sulla pellicola e su ciò che vi ruota intorno, in calce trovate la mia video recensione:




1) Il film ha tra i protagonisti Sharon Tate interpretata da Margot Robbie, sfortunata attrice massacrata dalla "Manson Family" di Charles Manson. L'allora marito Roman Polanski, inizialmente ha sospettato dell'omicidio nientemeno che Bruce Lee. Il motivo?  I killer – avevano dimenticato un paio di occhiali da vista nella casa di Cielo Drive dove avvenne la mattanza della Tate, e una mattina, Bruce Lee casualmente accennò a Roman Polanski: “Ho perso i miei occhiali“Inoltre Lee ha allenato la Tate, come si vede anche nel film di Tarantino, per prepararla al ruolo in The Wrecking Crew da noi Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm, quindi in qualche modo Polanski inizialmente pensò al movente della gelosia.




2) Mike Moh, in C'era una volta a... Hollywood, interpreta nientemeno che Bruce Lee. Non tutti sanno che precedentemente ha interpretato l'iconico ruolo di Ryu di Street Fighter in 2 web serie.

3) Per il personaggio interpretato da Brad Pitt, Cliff  Booth, Tarantino si è ispirato a Billy Jack, eroe d'azione dal passato simile interpretato da Thomas Laughlin in quattro film dal 1967 al 1977. Per le sue abilità e il lavoro da stuntman nella Hollywood di fine anni sessanta, ha preso invece ispirazione da figure realmente esistite come Gary Kent, e Gene LeBell, artista marziale assunto come controfigura per la serie televisiva Il Calabrone Verde (1966–1967) poiché era uno dei pochi a riuscire a tener testa a Bruce Lee sul set. Del rapporto tra LeBell e Lee ne parlo anche nella mia videorecensione. A oggi ci sono versioni un po' discordanti sul loro primo incontro, ma una cosa è quasi certa, LeBell ha insegnato a Lee i rudimenti delle prese Judo.

4) Per il personaggio di Leonardo Di Caprio, Rick Dalton, Tarantino ha preso spunto dall'attore Ty Hardin per quanto riguarda la transizione di Dalton da serie televisive western statunitensi agli spaghetti western, mentre tra le altre fonti d'ispirazione ci sono stati Ralph Meeker, George Maharis, Edd Byrnes, Tab Hunter, Vince Edwards e Fabian Forte
Per Bounty Law, la serie televisiva in cui recita Dalton, si è ispirato allo stile di Ricercato vivo o morto (1958–1961) con Steve McQueen, ulteriore fonte d'ispirazione per il personaggio.
 Il rapporto d'amicizia con Cliff Booth è basato invece su quello tra Burt Reynolds e il suo stuntman Hal Needham, che hanno anche ispirato alcuni tratti dei relativi personaggi.

5) A proposito di Burt Reynolds, inizialmente doveva apparire nel film, Il ruolo pensato per lui era quello del proprietario del ranch della Manson Family. Il celebre attore è però deceduto il 6 settembre 2018, avendo il tempo di prendere parte alle prove ma non di girare le proprie scene. Il ruolo è stato infine assegnato a Bruce Dern.





6) Il film è anche l'ultima apparizione cinematografica di Luke Perry, che qui fa un piccolo ruolo accanto a un gigantesco Di Caprio, segnalo inoltre l'apparizione del figlio di Perry: Jack, per la prima volta sul grande schermo.



7)  Nicholas Hammond, attore famoso per aver interpretato per la prima volta Spiderman in una serie tv, qui appare nel ruolo del regista Sam Wanamaker (realmente esistito).




Video recensione dal mio canale YouTube:


giovedì 12 settembre 2019

Mademoiselle di Park Chan Wook


"Ma è bella? - Un'orfana. Suo padre era ricco. Presto si innamorerà di me e fuggiremo in Giappone".



Finalmente sono riuscito a vedere l'ultimo film di Park Chan Wook, uno dei miei registi preferiti in assoluto. Già autore della trilogia della vendetta di cui fa parte il mai troppo acclamato Old Boy.

Mademoiselle, in realtà è uscito nel 2016, mentre da noi il 29 agosto 2019, direi in considerevole ritardo. Pazienza l'attesa ne è valsa la pena.
Il regista non è uno che fa film a nastro, l'ultima volta lo abbiamo visto alle prese con Stoker, film del 2013 di respiro internazionale che in realtà non ha totalmente corrisposto le mie aspettative.
Questo Mademoiselle trovo che sia meno commerciale, più in linea con le precedenti opere di Park, quelle che più gli sono congeniali.

Tratto liberamente da un romanzo inglese di Sarah Wathers chiamato Ladra
Sposta l'ambientazione rispetto al libro dall'inghilterra alla Corea degli anni '30 durante l'occupazione giapponese. Parla fondamentalmente dello svolgimento di una truffa ai danni di una ricca ereditiera, Hideko, tenuta in scacco dallo zio e costretta da lui a leggere preziosi libri erotici a un gruppo di pervertiti. 
L'inganno consiste nel far innamorare la nobildonna di un truffatore, il sedicente conte Fujiwara, mediante l'aiuto di una dama di compagnia da egli introdotta, Sook-hee, una ragazza giovane e apparentemente molto sprovveduta, tutto questo per farla sposare con Fujiwara in modo da intestarsi il denaro della donna e spartirselo con Sook-hee, non prima di averla dichiarata pazza, facemdola poi interdire in un maniconio.
Il losco piano andrà però incontro a imprevisti totalmente inaspettati che sapranno tener alta l'attenzione dello spettatore.

Al solito nei film di Park non tutto è come sembra. Il film è diviso in tre parti, la prima più introduttiva, una seconda che in qualche modo riprende la prima con una prospettiva diversa, e la parte finale, l'epilogo.


Siamo davanti a un'opera visivamente eccezionale, con una fotografia stupenda, costumi fantastici, una sontuosa colonna sonora, regia a dir poco perfetta. Un film che funziona come una bomba a orologeria, dove nulla viene lasciato al caso, con un finale perfetto. 
Certo, può apparire un po' lento in alcuni frangenti, e la durata di due ore e mezza può scoraggiare molti, ma vi assicuro che è molto coinvolgente, sino alla fine riesce a tenere alta l'attenzione dello spettatore. Siamo davanti a una delle opere più intense degli ultimi anni, di grande impatto artistico. 

Questo è un film particolarmente incentrato sulla figura femminile, vagina centrico, l'uomo quasi un inutile orpello viene presentato come gretto, violento, in preda ai suoi istinti e poco scaltro. 
Un inno alla libertà e alla forza femminile che si ribella ai soprusi maschili.
Nonostante l'innata sensualità delle scene proposte non vi è mai volgarità, c'è un tocco così soave anche nelle sequenze più spinte che non mi sono mai apparse fuori luogo, le due protagoniste sono a dir poco splendide insieme.
Segnalo le ottime interpretazioni dei protagonisti, in particolare la conturbante Kim Min-hee nei panni di Hideko. Il film nonostante le tinte thriller sa regalare anche momenti ironici, dove si prende in giro quasi facendo l'occhiolino allo spettatore. 


In conclusione: Mademoiselle è assolutamente da vedere e rivedere. Un Park Chan Wook in grandissimo spolvero.
Spero che il distributore gli renda merito con una bella edizione in blu-ray, intanto:
ANDATE AL CINEMA A VEDERLO!

Video recensione dal mio canale YouTube:






martedì 3 settembre 2019

Viaggio nell'arte Toscana

Questa estate mi sono dedicato in particolar modo alla cultura, visto che ho avuto l'occasione di andare a Firenze, mi sono fatto quasi un mese di immersione in tutto ciò che ha da offrire: arte, bellezza, e buona cucina in primis.

Ho quindi confezionato un video, "vlog", della mia esperienza.
Certo, non ho potuto o voluto mettere tutto. Tipo sono stato agli Uffizi, ma più che foto non ho fatto, mi sono infatti goduto la prima parte della vacanza senza avere il pensiero di dover per forza fare dei video. Nonostante questo alla fine ho raccolto circa un'ora e mezza di materiale, è stato molto difficile e laborioso condensare tutto in questi venti minuti che potete trovare in calce a questo mio post.

Voglio citare alcuni posti che proprio non sono riuscito a inserire nel video, anche per una questione di tempo, fra tutti: Vallombrosa, una meravigliosa oasi di pace e verde, a circa cinquanta km da Firenze, un luogo così rilassato, così bello che ci avrei passato la vacanza, senza contare che non  fa caldo visto che è piuttosto in alto. Il parco dedicato a Pinocchio a Collodi, un bel posto, certo le attrazioni non sono il suo punto forte, ma l'area ha molto fascino e offre belle possibilità, soprattutto per i più piccoli. Nota di demerito per il locale attiguo, il Gambero Rosso, davvero attese bibliche, ok che ci sono stato a Ferragosto, ma non ho mai visto una cosa simile.

Sono stato anche ad Hard Rock Café di Firenze, mi piacerebbe tanto un locale simile a Milano. Davvero bello, un po' caro ma le porzioni sono più che abbondanti.

In conclusione la Toscana si è presa un pezzettino del mio cuore, complice la sua arte, i suoi paesaggi, il buon cibo, la sua innegabile bellezza.
Ci tengo in particolar modo a ringraziare Chiara e la sua famiglia per avermi fatto sentire davvero a casa.

Buona visione!
 







 







venerdì 30 agosto 2019

Il Re Leone






Dopo le vacanze estive, torno sul blog con la recensione del film del momento: Il Re Leone.

Premetto che adoro il cartone originale, quindi ho atteso con ansia questo riadattamento in chiave realistica della "fiaba" Disney.
Sotto la regia di Jon Favreau, già autore della versione live action de Il Libro della Giungla, ci ha mostrato ottime doti registiche anche in opere come Iron-Man, e interpretative nelle varie saghe Marvel in cui partecipa regolarmente (vedi l'ultimo Spider-man Far From Home), è quindi ormai un autore garanzia per la casa di Topolino.

Il remake del Re Leone sta sbancando in ogni dove, dimostrando che la formula dei live action ha tutt'altro che stancato il pubblico di tutto il mondo, ma tanto successo è anche indice di qualità?

Per quanto mi riguarda questo Re Leone in versione "National Geographic", aggiunge veramente poco all'opera originaria, ha tanta perfezione realizzativa da proporre, ma rispetto all'orginale ha decisamente perso in espressività.
Personaggi disegnati in chiave ironica, antropomorfi, hanno per forza di cose una comunicativa nettamente maggiore rispetto a degli animali realizzati in computer grafica iper realistica.
Per il resto siamo davanti a un'opera davvero ben realizzata, con ritmo, e sfumature dark che l'orginale ha solo in parte, certo qui però abbiamo perso molte sfumature comiche.

Ho apprezzato sia le musiche sinfoniche di Hans Zimmer che quelle cantate, nella nostra versione da Marco Mengoni, Elisa Toffoli, Cheryl Porter e Massimo Popolizio.




Mi è piaciuto meno il doppiaggio italiano: Marco Mengoni nella parte di Simba adulto è piuttosto fuori parte, ma più che altro si sente che doppiare non è il suo pane, un po' meglio Elisa Toffoli, anche se poco espressiva, con mio grande rammarico mi ha un po' deluso anche Luca Ward nei panni di Mufasa, mi è sembrato poco incisivo nelle parti più decisive, monocorde, stanco, in ogni caso poco convincente. Ottimo invece Popolizio nei panni di Scar, davvero cattivo e riuscito, fantastici Edoardo Leo (Timon) e Stefano Fresi (Pumbaa).
In particolare ho adorato i personaggi di Timon e Pumbaa, molto divertenti e ben costruiti.
C'è una scena in particolare dove citano La Bella e la Bestia che ho trovato davvero gustosa.

Peccato per la mancanza di pathos in alcuni momenti, vedi la morte di Mufasa, forse complice la poco espressività data da personaggi resi in modo così realistico. Il tutto rimane per forza di cose più freddo a mio avviso, a partire dai colori.

In definitiva Il Re Leone rimane un ottimo prodotto, un film che si fa vedere volentieri e che scorre velocemente nonostante i suoi 118 minuti di durata, forse graficamente ha perso un po' in forza espressiva, ma ciò è lo scotto da pagare per questo genere di trasposizioni.




venerdì 14 giugno 2019

Matsumoto - Manga of Zero Dimension




Oggi sono felice di parlavi di un libro a cui tengo particolarmente: Matsumoto - Manga Of Zero Dimension. Uscito già nel novembre del 2018, a opera della neonata casa editrice Nippon Shock che si sta specializzando nel portare autori del sol levante nel nostro paese, qui in collaborazione con L'Associazione Culturale Leiji Matsumoto.
Il libro è uscito nel corso del 2017 in Giappone, e la versione italiana è la prima a essere editata fuori dal suo paese di origine.
Il volume è il più possibile fedele alla versione originale, tanto che è stato realizzato seguendo le direttive del Sensei Matsumoto e dell'editore giapponese, i quali hanno imposto che l'edizione italiana rispettasse in tutte le sue parti l'edizione giapponese.

Come spiego ampiamente nella videorecensione tratta dal mio canale YouTube, ciò è sia un bene che un male, in quanto la leggibilità dell'opera a volte è inficiata da questo adattamento.
Certo, a quanto ho capito o così o niente, quindi c'è poco da farci a riguardo, mi domando solo se non ci fosse proprio un'alternativa per rendere l'esperienza di lettura meno travagliata.

Il libro ci dà la possibilità di guardare da vicino un genio al lavoro offrendoci un punto di vista privilegiato. Di pregio le illustrazioni a corredo del volume, proposti con una qualità di stampa e una carta di tutto rispetto, nonché la parte finale, dove viene ristampata la guida realizzata dal maestro per una rivista per ragazze: Funny della Mushi Production. Questa si focalizza sulla "tecnologia" con la quale si crea un manga.
Percorriamo quindi la vita che ha condotto Leiji Matsumoto nel diventare mangaka, i suoi precoci inizi, la fase shojo, sino ad arrivare alle sue opere più note.

Questo è un volume imprescindibile per tutti gli amanti del Maestro Matsumoto, ma anche per chi volesse avvicinarsi all'arte di un artista che ha lasciato un segno indelebile nel mondo dei manga e dell'animazione giapponese, inventando personaggi entrati di diritto nell'immaginario collettivo, partendo da: Capitan HarlockDanguardGalaxy Express 999Corazzata Yamato e tanti altri.

Vi lascio alla gallery e alla videorecensione tratta dal mio canale YouTube:







Titolo
Leiji Matsumoto: Matsumoto – Manga of Zero Dimension
Editore
Nippon Shock Edizioni
Testi
Leiji Matsumoto
Disegni
Leiji Matsumoto
Colori
Leiji Matsumoto
Copertina
Leiji Matsumoto
Formato
18,5 x 20,5 cm, B., 146 pp., b/n + col.
Prezzo
25,00 Euro
Data di uscita
1° novembre 2018
Traduzione
Edoardo Serino, Luigi Boccasile



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venerdì 31 maggio 2019

50 anni di Alan Ford





Sono letteralmente cresciuto leggendo fumetti, in particolare ho imparato a leggere a 6 anni con le uscite dell'Editoriale Corno. Sono molto grato a Luciano Secchi alias Max Bunker, per aver contribuito a portare in Italia L'Uomo Ragno e tutti gli eroi Marvel che oggi tanto spopolano al cinema.
Vent'anni fa ho lavorato con l'editore Andrea Corno, nella sua Garden Editoriale, la casa editrice che ha fondato dopo il fallimento dell'Editoriale Corno, così l'uomo che ha contribuito alla mia formazione culturale mi ha dato anche la mia prima esperienza lavorativa. 
Capirete quindi cosa possa dire per me incontrare Max Bunker. 
Peccato il nostro sia molto reticente agli eventi pubblici, tutto questo sino a domenica, quando presso lo spazio WOW di Milano, ho potuto finalmente chiudere il cerchio e incontrare il papà del Gruppo TNT proprio in occasione della presentazione della Mostra per i 50 anni di Alan Ford.

La presentazione ha visto sul palco: Moreno Burattini, che ha scritto anche un libro su Bunker che vi consiglio: "Una vita da Numero Uno". Filippo Mazzarella, il direttore artistico di Cartoomics, Dario Perruca, storico disegnatore di Alan Ford, Luigi Bona, direttore presso lo Spazio Wow Fumetto, oltre ovviamente al mitico Max Bunker.

Purtroppo sono arrivato a evento già iniziato, come spiego anche nel video che potete trovare in calce a questo post. Bellissimo l'aneddoto su Elvis Presley del nostro Max, insospettabile fan della prima ora del King. A mio parere la presentazione è stata interessante, ma avrei lasciato più spazio di parola a Bunker, a volte un po' sopraffatto dalla loquacità dei suoi interlocutori.

Mi è piaciuto come si sia ricordata Eureka, una rivista davvero stupenda, una delle migliori mai uscite in Italia a tema fumetto. Si è giustamente sottolineato quanto il lavoro di Luciano Secchi non sia circoscritto a quello di scrittore, dove è sempre stato un passo avanti ai colleghi anticipando temi in  anni insospettabili, ma un grandissimo editor, portando in Italia opere e autori inestimabili.

La mostra è molto interessante, ho apprezzato l'angolo Editoriale Corno, ma pure l'approfondimento sui vari personaggi che costellano l'universo Alanfordiano, meravigliose le tavole originali presenti, di pregio quelle del mai troppo lodato e rimpianto Magnus, che giustamente ha un angolo tutto suo.

Parlando del mio incontro con Max Bunker, devo dire che ha corrisposto perfettamente alle mie aspettative. Gli ho portato due cose da firmare: la sua biografia scritta da Burattini, e il numero 1 dell'Uomo Ragno Gigante, datato 1976 ma ancora con i suoi adesivi all'interno.
Quando ha visto l'albo più vecchio, L'Uomo Ragno Gigante, ho colto emozione nel suo sguardo, e mi fa che quello è stato un albo a cui è molto legato e che ha avuto un grande successo.
Ho saputo poi da Thea Valenti, storica grafica della Corno presente nell'evento, che l'idea di fare una rivista Gigante con la ristampa di Spiderman è stata di Max, e che Corno non ne era convinto, temeva che potesse far concorrenza con la testata maggiore. Bunker mandò alle stampe un numero zero, pare ora molto quotato, e lo portò a Corno che si convinse, il resto è storia.

Ho avuto modo di vedere all'opera Dario Perruca, l'odierno disegnatore di Alan Ford, devo dire veramente bravo, ma la cosa che mi ha colpito di più di lui è stata la sua estrema disponibilità, anche troppa, infatti qualcuno si è approfittato della sua gentilezza a discapito di altri. Alcuni gli hanno fatto richieste pretenziose, ma lui ha continuato e continuato a disegnare sino a che il prode Bunker non gli ha dato lo stop. 
Quando ho fatto i complimenti a Perruca per il suo lavoro, mi fa che è semplicemente allenamento, come se fosse una cosa da niente. Davvero una persona umile e gentile, cosa non scontata in questo ambiente.


Vi lascio a un po' di foto dell'evento, e all'immancabile video dal mio canale YuoTube, dove ho filmato le parti salienti della presentazione e una piccola parte della mostra.






Bunker  mentre mi parla del suo attaccamento a L'Uomo Ragno Gigante








giovedì 2 maggio 2019

Monster Boy and the Cursed Kingdom




Nato inizialmente come progetto kick starter, Monster Boy and the Cursed Kingdom, riprende in mano la saga di Wonder Boy dopo un ventennio di silenzio (remake e collection a parte), proponendosi come seguito spirituale di una saga che ha lasciato il segno in tutti i videogiocatori nati a pane e arcade anni 80.

Supervisionato dal creatore della serie classica, Ryuichi Nishizawa, prodotto da Game Atelier e pubblicato da FDG Entertainment, vanta tra gli autori delle musiche una certa Michiru Yamane, artista che tengo nel cuore per averci donato l'ost di tanti Castlevania.

Il gioco ha una trama piuttosto semplice e pretestuosa: lo zio del protagonista, Nobu, preso dai fiumi dell'alcool e quindi fuori di senno ha trasformato con la sua magia gli abitanti del regno in animali antropomorfi, per risolvere questa maledizione bisogna raccogliere delle sfere che donano inoltre il potere di trasformarsi in altri animali con i poteri più svariati.

Il gameplay è un platform molto ispirato, con piccole spruzzate di rpg, un classico "Metroidvania".
A parte le prime fase, poi diventa piuttosto impegnativo e divertente, pieno di segreti, enigmi e situazioni buffe, con dialoghi che ho trovato molto ispirati.
Certo la cosa che colpisce di più è decisamente il design, un fantastico mondo 2D in alta risoluzione che è una gioia per gli occhi. Scorci molto evocativi, parallasse a iosa, ottima tridimensionalità dello scenario, animazioni quasi sempre al top, e un atmosfera generale che ho trovato decisamente riuscita, rendono perfettamente il look anime style.
Le trasformazioni poi, non sono altro che un modo per farci tornare spesso sui nostri passi per scandagliare il mondo alla ricerca di anfratti prima invalicabili, rendono il gioco piuttosto vario.

Dal fronte del gameplay nudo e crudo, ho trovato i comandi in alcune situazioni un po' macchinosi, niente di grave per carità, ma a volte mi sono incartato tra il cercare la trasformazione adatta alla situazione c lanciare il l'oggetto giusto, soprattutto nelle situazioni più concitate come nelle boss fight.
Le musiche le ho trovate un po' altalenanti, si sente che sono state eseguite da molti autori, a volte mi sono parse poco coese tra loro, alcune decisamente ripetitive.

La longevità è molto buona per il genere di appartenenza, si parla di un 15 ore per finirlo tutto, a seconda del grado di completezza e del tempo che vorrete dedicare al gioco.

Ho provato la versione per Nintendo Switch, ma il gioco è reperibile sia su PS4 che su Xbox, a breve sarà giocabile anche in ambiente PC.
Consiglio caldamente l'acquisto di questo Monster Boy a tutti gli amanti della saga di Wonder Boy, ma perché no, anche a chi ama il genere di appartenenza.
Plauso agli autori per questa ottima perla 2D! Supportiamo il genere, purtroppo ce ne sono veramente poche di perle a questi livelli, gli sviluppatori sono presi dal 3D, dal voler per forza accontentare il gusto della massa, questo titolo dimostra che si possono fare splendide cose anche in un ambiente bidimensionale.

Vi lascio con il mio unboxing della versione retail, e con un gameplay al volo che ho registrato per il mio canale YouTube:




lunedì 1 aprile 2019

Gardacon - Il resoconto!





Well, weel, well, cari amicici lontani e vicini, ho avuto occasioni di andare alla prima edizione di Gardacon, fiera del fumetto dalle parti di Montichiari, e mi sono proprio divertito!

Non avevo chissà che aspettative, volevo giusto staccare dal solito tran tran e immergermi nel mio amato mondo dei fumetti. Ho trovato un organizzazione davvero attenta, eventi ben incastrati tra loro, ospiti di tutto rispetto. Atmosfera generalmente rilassata e ordinata.

Prima di tutto ho avuto finalmente l'occasione di incontrare un autore che apprezzo da tanto tempo, mi riferisco a Daw, celebre per le sue strisce sull'amore denominate: "Lov".
Purtroppo è un fumettista a mio avviso sottovalutato, senza contare che è stato vandalizzato da molti copioni senza scrupoli.
Devo dire che si è rivelato un ragazzo alla mano e simpatico - quasi - quanto le sue vignette.

Ho seguito poi la conferenza di Gianluca Iacono, doppiatore famoso soprattutto per aver prestato la voce a Vegeta di Dragon Ball. Attore brillante, acuto, e senza tracce di divismi vari, molto alla mano.
Epocale il suo urlo:"BIG BANG ATTACK!" Che ha fatto letteralmente tremare la sala che ci stava ospitando e che sono riuscito a immortale nel video che vi allego in fondo al post.

Il tutto è stato chiuso con un mini live di Cristina D'Avena, che ha proposto varie tracce dal suo ultimo album di duetti, dove le sue canzoni sono riproposte in chiave moderna accompagnata da altri artisti.
Ho potuto apprezzare la disponibilità di Cristina già varie volte, e anche questa volta non ha deluso le aspettative, anzi, non si è proprio risparmiata! Purtroppo non ho potuto fermarmi ulteriormente per la sessione di rito degli autografi, tanto ne ho già uno da diversi anni (gne gne), certo mi sarebbe piaciuto incontrarla ancora, sarà per la prossima volta.

La fiera si è presentata densa di stand, oggettistica, cosplayer, una zona veramente bella dedicata agli arcade con chicche assurde, tipo il cabinato originale di Out-Run totalmente funzionante, un padiglione poi dedicato ai giochi da tavolo, realtà virtuale, videogiochi vari.

In conclusione, ho trovato questo Gardacon davvero interessante e ben strutturato. Se queste sono le premesse, rischia di diventare un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati.
Complimenti agli organizzatori, davvero ottimo lavoro, continuate così!

Chiudo lasciandovi un po' di foto e al vlog della giornata direttamente dal mio canale YouTube.


Con Daw

Che uomo amabile
   
La signora in giallo
Con Gianluca Iacono
Dedica di Iacono





giovedì 14 marzo 2019

Jeeg robot d'acciaio - la serie completa in blu-ray!







Aspettavo da tempo immemore una uscita su disco blu di Jeeg robot d'acciaio
Dovete sapere che questa serie l'ho particolarmente nel cuore, vuoi perché gestisco la sua pagina su Facebook, da diversi anni, vuoi perché è un anime che ho sempre amato molto. 
Da bambino ero solito registrarne l'audio su cassetta dalla tv, mi bastava preservare quello per essere contento, ricordo qualche giocattolo, le figurine, poi riuscii a registrare quasi tutta la serie su VHS negli anni '90, ho ancora quelle cassette usurate, fatico a separarmene. 
Come dimenticare il logo: "AB international"?


Ragazzi, qui si parla proprio di lacrime napulitane, Jeeg è storia per tutti i girellari, e l'uscita Yamato Video in collaborazione con Koch media italia, colma una lacuna nel panorama italiano.
Perché se è vero che questa serie è già uscita 4 anni fa in edicola, la sua qualità editoriale per me non era assolutamente a livello di un'opera di tale valenza storica, finalmente questa lacuna è stata colmata con questa edizione di tutto rispetto.

La qualità audio video, per ciò che ho visto è molto buona, e ha superato le mie aspettative. 
Tenendo sempre presente che non parliamo di materiale nativo in Full HD, ma upscalato a 1080P da NTSC in SD. Forse il colore è eccessivamente saturo in alcune scene, ma a naso un bel miglioramento rispetto ai DVD.
Da notare la possibilità di guardare la serie con i sottotitoli fedeli all'originale, così da sopperire alle mancanze dell'audio storico. C'è stato anche qualche aggiustamento audio a opera di Amakusa corps, hanno infatti coinvolto Romano Malaspina facendogli doppiare qualche linea aggiuntiva di dialogo, laddove è stato possibile, cercando di non esagerare, perché la serie ha ben 40 anni, e purtroppo anche le voci cambiano.

Per qualsiasi ulteriore info, vi rimando alla mia recensione su YouTube, che potete trovare qui sotto:



Per comprare il cofanetto: QUI

mercoledì 6 marzo 2019

Mobile Suit Gundam cofanetto Blu-Ray

Nessuno ce la fa contro Gundam



Mobile Suit Gundam, è una di quelle storie che noi girellari abbiano nel sangue, che abbiamo per forza di cose mitizzato. Non riesco a dimenticarmi la mitica sigla italiana col suo:
"Gundam, tum tum"
Peccato che sia stato trasmesso davvero poco nel nostro paese, ne ho quindi ricordi nebulosi dal punto di vista affettivo. Per fortuna crescendo, sono riuscito a recuperarmi tutta la serie, vedendola per intero la prima volta intorno ai primi anni 2000.
Ne rimasi folgorato! Una serie così avanti per la sua epoca, ricordiamoci che Tomino l'ha creata subito dopo il flop (in Giappone) di Daitarn III nel 1979.
Nel nostro paese Gundam, non ha avuto molto fortuna, complice una distribuzione precaria, problematiche sui diritti non del tutto chiarite, un adattamento che salta ben 4 episodi.
Solo nel 2004, abbiamo potuto vedere la serie nel suo splendore, per intero, a parte il famigerato episodio 15, epurato dalla serie dallo stesso Tomino. Con un nuovo adattamento, finalmente fedele e approvato dallo stesso Tomino, che ha pure presenziato al casting di selezione dei doppiatori, confermando la sua meticolosità e precisione.
Uscì in tutti i formati disponibili all'epoca, lo trasmisero anche sui canali Mediaset, purtroppo non raccogliendo indici di ascolto memorabili.



Il menù, scusate la bassa qualità della foto

Recentemente Dynit ha rispolverato il mito facendo uscire un cofanetto Blu-ray contenente tutta la serie. Non è la prima volta che Gundam esce in questo formato , ma dovrebbe essere la prima che esce in un cofanetto unico. L'edizione è un po' povera rispetto a quanto visto in passato, ma il prezzo è allettante (50 euro) e la qualità audio video davvero alta.

Complice un buonissimo scan delle pellicole originali, privo di artifizi digitali, quadro stabile, fedele al girato e nitido. Problematico in alcune scene scure, dove si nota l'usura della pellicola e qualche peletto di troppo.

Comunque uscita che promuovo totalmente, tutti gli amanti dell'animazione nipponica dovrebbero vedere almeno una volta Gundam, soprattutto la prima mitica serie, quando l'idea che potesse diventare un fenomeno commerciale era ben lontana dalle menti degli stessi autori.

Di questa edizione, ne parlo abbondamentemente anche sul mio canale YouTube:






Per acquistarlo: QUI












giovedì 28 febbraio 2019

L'imbattibile Daitarn 3 in Blu-ray!



Daitarn 3, è una delle serie anime più famose da noi in Italia, non che una delle più amate. Fa strano pensare che in realtà in Giappone non abbia riscosso successo. Lo stesso ideatore, Yoshiyuki Tomino, ne parla ancora oggi con scarso entusiasmo, definendola una serie a basso costo, con un potenziale non del tutto espresso a causa di personale non all'altezza delle sue idee. Onestamente penso che in questo caso Tomino pecchi di perfezionismo.
Daitarn, è una serie ancora oggi, a 41 anni dalla sua creazione, fresca, innovativa, coinvolgente. Ovviamente soffre un po' di ripetitività, data dalla serialità dell'opera, ciò nonostante ogni episodio ha spunti interessanti, con alcune scelte narrative e grafiche davvero all'avanguardia.
Non dimentichiamo inoltre che Daitarn è il primo mecha con espressività, cosa che ha contribuito al suo successo da noi, e a renderlo così iconico. Il design di Kunio Ōkawara (autore poi anche di un certo Gundam), personalmente lo trovo superbo. Ha creato un robot esteticamente molto bello, ancora oggi uno dei più riusciti.




Creato nel 1978, approdato da noi solo nel 1980, Daitarn è diventato un cult per più di una generazione, vuoi la splendida sigla di Luigi Albertelli e Vince Tempera, vuoi la sua componente di sexy humor che ne contraddistingue tutta l'opera, vuoi quel finale così misterioso, complice un primo adattamento italiano un po' superficiale, ma comunque riuscito, anche e soprattutto per merito della grande interpretazione di Renzo Stacchi nei panni del protagonista: Aran Banjo.

Finalmente oggi possiamo goderci questo splendido anime nella magnificenza del Blu-ray, grazie a un cofanetto che ne contiene tutti i 40 episodi edito da Dynit.
La qualità audio video è molto buona, questo infatti non è un  semplice upscale, ma un rescan a 2K. Certo parliamo pur sempre di un'opera in 4:3 di oltre 40 anni fa, ma Daitarn così bene non si è mai visto.
All'interno si può trovare anche l'ottimo ridoppiaggio, quello presente anche su Netflix degli anni 2000.
Molto sottovalutato, da risentire e ampiamente rivalutare, fedele nei dialoghi originali e con un cast d'eccezione.
Troviamo anche una bella intervista al sensei Tomino, dove si possono apprendere vari aneddoti curiosi, tra cui il fatto che ignorasse che Daitarn fosse così amato da noi, ma pure che fosse andato in onda, e il suo amore per Michelangelo Antonioni, da cui dice aver tratto ispirazione.

Concludo, lasciandovi il mio video su yotube con unboxing e impressioni a caldo su questo bel cofanetto, acquisto super consigliato per tutti gli amanti dei robot anni'80!







lunedì 18 febbraio 2019

Castlevania: Symphony of the Night Alucard Mondo





Dopo tanta, tantissima attesa, ho finalmente ricevuto la statua di Adrian Fahrenheit Ţepeş meglio conosciuto come Alucard, celebre personaggio della serie Castlevania, della Mondo. Statua annunciata nei primi mesi del 2018, arrivata solo oggi, questa è un'anteprima, in quanto i rivenditori italiani non ancora hanno ricevuto la versione normal (la mia è una special edition). Ma andiamo con ordine.

Alucard, è il figlio di Dracula, un dampyr, mezzo uomo e mezzo vampiro, celebre soprattutto per la sua comparsa da protagonista in Castlevania: Symphony of the Night, mitico gioco uscito nel 1997, prima su Playstation One, poi su Saturn e successivamente su tantissime altre piattaforme. Uno dei giochi 2D più belli di sempre, a questo proposito vi consiglio di giocarvi la collection uscita recentemente su Ps4 che lo contiene.

Castlevania, e il nostro Alucard, sono tornati recentemente alla ribalta con la serie animata by Netflix.
Dopo tanti anni c'è come una rinascita di questo personaggio, tanto che questa di Mondo è la prima statua di un certo livello dedicata di Alucard, ma altre 2 case produttrici recentemente si sono aggregate e hanno creato la loro versione del personaggio. La cosa mi fa estremamente piacere, del resto Alucard sta facendo cameo anche in vari videogiochi, da Smash bros a Bomber man R, ma a quando un nuovo capitolo con protagonista il mio mezzo vampiro preferito? Pare uscirà qualcosa per cellulare, ma personalmente spero di rivederlo su console o su Pc.

Andiamo alla statua che ho ricevuto, me l'hanno spedita il 28 gennaio dal Texas e l'ho ricevuta il 15 febbraio, ha peregrinato per la Germania, per arrivare poi in Italia, purtroppo ho subito una brutta mazzata con la dogana, mi hanno ben bastonato, ma non ero colto di sopresa, me lo aspettavo purtroppo.

Come ho già spiegato, la mia statua è una versione esclusiva (lo scudo non è presente nella normal), l'ho comprata direttamente sul sito della Mondo, purtroppo l'unico modo per avere questa versione, infatti i rivenditori possono importare solo la normal, direttive della casa madre. Certo ho speso una cifra per colpa della dogana, ma non sono affatto pentito. In prospettiva la mia sarà la versione più rara, soprattutto in europa.


Il volto della discordia

La statua finale, è leggermente diversa dal prototipo presentato inizialmente fatto in computer grafica, e ciò ha creato qualche polemica, soprattutto il viso, che ha acquisito maggior maturità ma ha perso in dettagli. Evidentemente ci sono stati prolemi produttivi, ciò penso abbia inficiato nel risultato finale, si spiegherebbe anche il ritardo con cui è uscita.
La mia copia è abbastanza fortunata, ho letto di persone con prolemi ai magneti, statue rotte, colorazione del viso tendente al verde, sbavaturela mia è arrivata integra e i magneti che tengono insieme le braccia e le mani sono davvero solidi, anche se a mio avviso era meglio aggiungere dei perni a incastro, così da rendere il tutto ancora più stabile; i colori sono buoni anche se credo si potesse fare meglio a livello di painting. texture e gradazione colore (forse un po' troppo pallida); a questo proposito apro una piccola parentesi: ho letto molte critiche feroci a questa statua, condivido che a livello di dettaglio ci si potesse lavorare meglio, ma in toto la trovo davvero d'effetto, complice un design generale particolarmente ispirato. Sulla mensola fa un gran figurone, cattura lo sguardo.
Ho letto che ci hanno lavorato lungamente, e nel design (soprattutto la parte del mantello) direi che si vede, ovviamente siamo asuefatti dai risultati della CGI dimenticandoci che poi la realizzazione su larga scala è un altro paio di maniche. Questo modello poi ha un impostazione più anime che realistica, non vuole ricreare Alucard in modo veritiero ma in modo fumettoso, quindi le critiche più aspre le capisco sino a un certo punto, certo non stiamo parlando di un prodotto a basso costo e mi rendo conto poi che è anche una questione di gusto personale. Non dimentichiamoci poi che la Mondo non è specializzata in statue, ha sicuramente una buona base per migliorarsi, le idee ci sono tutte!

Per quanto mi riguarda questa è davvero una chicca per la mia collezione. Segnalo il packaging davvero di gran pregio ed eleganza realizzato da Brent Ashe, il peso della statua che mi aspettavo più leggero, senza contare che live fa davvero un bell'effetto, sarà che ci si sofferma meno sul singolo dettaglio.

Disegno di Ayami Kojima che ha ispirato l'idea della statua

 La colorazione leggermente pastello, un po' effetto ecoline, mi ricorda i disegni originali di Ayami Kojima, la creatrice grafica del personaggio, non che una delle mie artiste preferite.
Forse qualche texture per differenziare i vari tessuti di cui sono composti gli abiti poteva giovare, ma probabilmente avrebbe inficiato nell'effetto anime che ha la scultura. Amo poi molto l'idea di poterla esporre in varie configurazioni, in varie pose cambiandogli le varie braccia e mani disponbili ad attacco magnetico.
 Abbiamo infatti la possibilità di mettere due configurazioni per braccio: nella destra la spada o intento a lanciare un pugnale, nella sinistra o lo scudo o la mano aperta, questo dona alla scultura una buona varietà di pose. Apprezzo in particolare il design generale, soprattutto come hanno reso l'idea del mantello che mostra le 3 trasformazioni di Alucard: lupo, pipistrello, e nebbia, a quanto ho letto, la parte più difficile da realizzare. Per quanto riguarda la base, fa un poco torta nuziale, ma il design intorno (rose/teschi) grida Kojima da tutte le parti.

in definitiva questa statua è davvero una gran bell'oggetto per ogni amante di Castlevania, e perché no, di tutte le persone che sono affascinate dallo stile gotico. Certo, i circa 300 euro che servono per averla non sono pochi, ma qui sta alla valutazione del singolo, ricordiamoci poi che è un prodotto limitato (850 pz) e che ognuno di noi da' un valore diverso al denaro, fatto sta i preorder sono chiusi da tempo è che è difficile trovarla a un buon prezzo.
Non ho trovato molto carino il fatto di mettere lo scudo solo nella versione exclusive, costringendo così l'utente estero ad avere un rincaro con la dogana, ma ormai è andata così.

Vi lascio alle informazioni tecniche e al mio reportage sulla statua. Per la prima volta ho caricato un video su Youtube, spero sia di vostro gradimento!

Note tecniche:

Marca Castlevania: Symphony of the Night fabbricante Mondo genere Statua

artisti
Matthew Black
Mireya Romo-Bowen
Jason Wires Productions
Sara Diesel

DETTAGLI E DIMENSIONI AGGIUNTIVI
materiale Polystone

Taglia del prodotto: Altezza: 16 "(406,4 mm) | Peso: 10,00 libbre (4,54 kg) *Dimensione della scatolaAltezza: 12,00 "(304,8 mm) | Larghezza: 22,00" (558,8 mm) | Profondità: 23,00 "(584,2 mm) | *Peso dimensionale27,00 libbre (12,25 kg) [Intl. 44,00 libbre (19,96 kg)] *

* Le dimensioni e il peso sono valori approssimativi.