Finalmente, grazie a Yamato Video ed Eagle Pictures, abbiamo anche in Italia i tanto agognati Blu-ray di Rocky Joe. Una delle opere più influenti di tutta l’animazione giapponese.
Anime del 1970 che vede alla regia Osamu Dezaki, al suo esordio alle redini su una serie a 26 anni (fu direttore generale della serie). Uno dei registi più influenti degli anime. Dezaki definiva Joe come la serie che più gli aveva dato soddisfazione dirigere. Fu innovativa per i suoi anni con una impronta molto cinematografica si allontanò dalla semplicità stilistica del manga rendendo più maturo e realistico il racconto e la grafica, arrivò a influenzare addirittura il fumetto che ai tempi non era ancora finito.
Dezaki è stato il primo regista a non proporre semplici adattamenti dei manga di riferimento, ma ha imposto la sua personale visione dell’opera, basti pensare a Lady Oscar. Inoltre è stato il primo a usare (sfondi multi strato) molteplici livelli e una regia altamente cinematografica negli anime ispirandosi al suo grande amore per il cinema.
L’Ep 29 diretto da Yoshiyuki Tomino. La serie fu difficile da adottare per lo stile grafico adottato nel fumetto da Chiba.
Akio Sugino supervisore capo alternato da Akihiro Kanayama responsabile grafico di Rikishi, e Shingo Araki che si è occupato maggiormente di Joe e Dampei, fu il suo primo ruolo di sakkan.
Il raffronto con il DVD: I colori sono molto più vividi, tutto è più luminoso, alcune volte si vede un eccessivo intervento elettronico che ha bruciato qualche particolare, lo si nota soprattutto in alcuni particolari degli sfondi. Il quadro contiene più informazioni di immagine. Nelle scene scure non c’è paragone, laddove nel DVD avevamo macchie qui è tutto più leggibile. Il Blu ray è un netto passo avanti rispetto la vecchia edizione.
Questo e tanto altro nel video che ho realizzato per recensire questo prodotto:
Il Gundam che di cui vi parlo oggi è una riproduzione in scala della statua semovente alta 18 metri situata al molo Yamashita a Yokohama, in Giappone, nel complesso denominato Gundam Factory. È il primo mech mobile di questo tipo.
Originariamente programmato per l'apertura entro ottobre 2020 sia per celebrare il 40° anniversario del franchise di Gundam sia per le Olimpiadi di Tokyo del 2020 , la costruzione della mostra è stata ritardata a causa della pandemia di coronavirus. Il sito è stato aperto il 19 dicembre 2020 e rimarrà aperto fino al 31 marzo 2022.
Questo modellino Bandai di Gundam si può comprare solo in loco o attraverso lo store on line, quindi è una bella chicca per collezionisti.
Vi allego la consueta videorecensione dal canale YouTube del blog.
Giorni fa ho dedicato un video sul mio canale YouTube al cofanetto deluxe di Conan, Il Ragazzo Del Futuro, pochi giorni dopo mi ha contattato Alessandro Falciatore di AnimeClick per propormi di parlarne in una live sul loro canale Twitch (che si è tenuta poi ieri sera).
Chi mi conosce sa quanto sono restio a questo genere di cose, ho rifiutato varie volte occasioni simili, questa volta mi sono detto: "no Moreno, ci devi andare!"
Così ho fatto, anche se mi sono maledetto per tutto il tempo prima della live per aver accettato, poi mi sono divertito e anche tanto. Certo, avrei voluto aver modo di esprimere meglio determinati concetti, però come prima volta non posso lamentarmi. Credo sia uscita una parte di me che raramente ho mostrato in pubblico.
Ho avuto anche il piacere di “conoscere” Matteo Coronna di Terre Illustrate, un ragazzo molto loquace e super ferrato sul mondo di Miyazaki e Lupin.
Vi linko la live qui sotto, così, se vi va, potete vederla. :)
Conan, Il Ragazzo Del Futuro, anime a opera di Hayao Miyazaki tra i più rappresentativi e famosi.
Esce finalmente in HD in un'edizione super lussuosa ad opera di Dynit. L'attesa è stata tanta, le aspettative pure. Vediamone i contenuti nello specifico:
4 Blu-ray disc con l’intera serie in formato originale 4:3 – Nuovo Master HD (2020) Da Scansione 4K Dei Negativi Originali 3 Blu-ray (Bonusdisc) con l’intera serie in formato 16:9 – (versione approvata da Nippon Animation) Audio storico e nuovo doppiaggio Dynit (2007), versione in lingua originale con sottotitoli Doppio vinile contenente la colonna sonora originale e la sigla tv (scaricabile anche in digitale) Settei Artbook di 100 pagine Booklet di 48 pagine con sinossi, schede e approfondimenti Cards-set con i personaggi di Conan Esclusivo “Paper Toy” (action figure in carta assemblabile) Maxi poster 60 x 90 cm.
Come potete leggere sulla carta le premesse per fare l'edizione definitiva di questo anime c'erano tutte. Prodotto in quantità limitata a soli 3000 pezzi, mi aspettavo una qualità ottima, come di consueto da parte di questo editore.
Specifico poi che siamo davanti a un prodotto venduto, anche giustamente, a un prezzo elevato: 119,99€ sullo shop ufficiale Dynit.
Le aspettative però si sono dovute tristemente incontrare con la realtà dei fatti. I contenuti rimangono ottimi, ma il cofanetto è stato pensato male. Prima di tutto i materiali non sono adeguati, mi riferisco proprio al contenitore del box in cartone mal assemblato.
Notare l'interno rovinato negli angoli
I foglietti interni non sono imbustati o tenuti da qualcosa, quindi quando aprirete il box vi troverete quasi sicuramente fogli ovunque.
Altra problematica è quella del cofanetto contente i blu-ray. Materiale molto sottile, senza uno straccio di custodia protettiva, manco plastica intorno per dire, ecco infatti come si presentava la mia copia... ho chiesto poi il reso che fortunatamente è arrivato in condizioni migliori.
Si capisce bene che c'è stato un problema di fondo progettuale, perché se un tale oggetto può funzionare su una scrivania, bisogna poi pur considerarne il trasporto.
Bastava usare materiali diversi, per l'interno qualcosa di morbido sagomato sarebbe stato l'ideale.
Intendiamoci, i blu-ray si vedono magnificamente, mi riferisco in particolare alla versione 4:3, a parte qualche artefatto saltuario e segno del tempo fisiologico è più che ottimo; il libretto con i settei fantastico, gli LP una gran chicca, sarebbe quindi un peccato privarsi di un tale capolavoro per questi problemi realizzativi, però a questo punto mi domando se non sia meglio aspettare la versione standard che sicuramente uscirà più avanti.
Ciò che sto scrivendo, come il video che vi allego dove approfondisco la serie di Conan e le problematiche del box, non vuole essere una stroncatura completa. Mi dispiacerebbe se risultasse tale, ma non posso nascondere di essere rimasto piuttosto deluso da questo "Ultimate Box". D'altro canto ci si è persi in un bicchiere d'acqua.
Preciso inoltre che i miei casi, sì perché ho visionato ben due copie solo io, non sono isolati, ho parlato con altre persone che hanno avuto i medesimi problemi.
Mi auguro che questo inciampo serva a far crescere sempre di più una casa che ci ha, sino a oggi, abituato a ottimi prodotti, e che possa essere di monito anche agli altri editori per non incorrere in certi grossolani errori.
Danguard, è una delle serie anni '80 che più ho nel cuore: tanto è vero che il protagonista di questo anime si chiama Arin (in originale Takuma Ichimonji), e indovinate un po' da chi ho preso il nick name che uso da tempo immemore?
Unica serie robotica del grande Leiji Matsumoto, Danguard è un anime peculiare, che a suo modo ha saputo dare una spinta nella rivoluzione del genere. Quanti si ricordano gli estenuanti allenamenti a cui il "Capitano Dan" sottoponeva gli aspiranti piloti del Danguard? Ci vogliono più di dieci episodi solo per vedere il robot nella sua interezza per la prima volta!
Cerca poi di differenziarsi da ciò che ha fatto prima Go Nagai con le sue serie proponendo una forma meno ripetitiva degli episodi, aggiungendo maggior continuity da un episodio all'altro.
Certo non mancano gli episodi filler, e una ripetitività tipica del genere. Indimenticabile l'apporto di Shingo Araki e Michi Himeno al character della serie.
Da noi Danguard è stato un discreto successo, e il primo anime ad arrivare sulle tv private dopo che la RAI mandò in onda il ben più fortunato Goldrake.
Andando al cofanetto proposto da Yamato Video e Anime Factory, direi che siamo davanti a un prodotto di discreta fattura. Dieci DVD con tutta la serie di 56 episodi, più un libricino con artwork vari piuttosto interessante.
Gradevole la resa video, con colori vivaci e generalmente ben saturi, alcuni episodi si presentano leggermente più sfocati, ma è una cosa fisiologica della pellicola originale, il quadro è sempre stabile e nitido.
Per quanto riguarda il doppiaggio italiano non è il massimo in quanto a resa sonora, l'adattamento si prende molte libertà per quanto riguarda i nomi dei protagonisti, ma generalmente è piuttosto fedele ai dialoghi originali a parte qualche eccezione dove viene proprio cambiato il senso delle frasi.
Ricordiamoci che siamo davanti a un prodotto uscito originariamente nel 1977, da noi nel '78, non possiamo pretendere chissà cosa.
C'è comunque la possibilità di vedere la serie con sottotitoli fedeli ai dialoghi originali. Ottimi gli attori coinvolti, segnalo in particolare l'indimenticato Paolo Torrisi nei panni di Arin, il resto del cast è piuttosto di livello con interpretazioni molto convincenti, a parte le voci di contorno che sono molto scadenti.
A proposito di doppiaggio, segnalo che l'episodio 30 ne presenta uno nuovo in quanto quello vecchio pare sia andato perso; per quanto mi riguarda le nuove voci sono sufficienti ma non hanno quella marcia in più che trovo abbiano le storiche, in particolare ho trovato la scelta di Pietro Ubaldi sul Dottor Galax piuttosto infelice, spero di potermi ricredere quando sentirò queste voci nei due cortometraggi su Danguard che ha da poco edito Yamato Video nella: Leiji Matsumoto - Cortometraggi Cinematografici 1977-1979.
Per ulteriori approfondimenti vi lascio la mia video recensione dal mio canale YouTube:
Ho già parlato del personaggio di Alucard, dal celebrerrimo titolo videoludico Castlevania: Symphony of the Night in occasione dell'uscita della statua della Mondo, nel febbraio scorso a questo link: https://darkarynland.blogspot.com/2019/02/castlevania-symphony-of-night-alucard.html
Indi, non starò a raccontarvi la rava e la fava, se non che aspettavo davvero con trepidazione questa statua dedicata al figlio di Dracula by Gantaku.
Già annunciata nei primi mesi del 2018, inizialmente passata in sordina, questa statua è diventata mano a mano sempre più un feticcio per i gli appassionati di Castlevania.
Sin dalle prime immagini trapelate in digitale eseguite da Fabiano Carlos Coelho, mi sono letteralmente innamorato di questa statua.
La scultura è nata da un'idea di Coelho come una fan-art; la base presentava una forma triangolare, e al fianco di Alucard svettava un famiglio, uno degli aiutanti di Alucard nel videogioco.
Quando il progetto è stato presentato alla Gantaku lo hanno accettato con entusiasmo, è stata poi la Konami (detentrice dei diritti sul personaggio) a imporre dei cambiamenti sulla struttura della scultura, che è poi diventata ciò che conosciamo oggi, con questa grande base disegnata in digitale dall'artista Nekro Borja.
Già dalle prime immagini dei prototipi colorati, mi sono accorto della grande accuratezza con cui hanno tributato l'arte di Ayami Kojima. Questa di Gantaku è la terza statua in commercio di un certo livello dedicata ad Alucard, ma a mio avviso questa è quella che più riesce a catturare il design dei migliori artwork. Basta osservare questa immagine per rendersene conto:
La cura con cui hanno reso la giacca, le catene, lo sguardo, le labbra, i capelli, davvero un lavoro encomiabile dal punto di vista del design più puro.
Devo dire che, statua alla mano, sono rimasto molto colpito soprattutto dalla pittura del viso, molto bella: le labbra lucide, la pelle, gli occhi ben definiti ed espressivi.
La figure si presenta molto alta e slanciata, con il corpo ricoperto da texture molto d'effetto e credibili, sanno differenziare molto bene la differenza tra i vari materiali. Mi aspettavo qualcosa di più nella definizione delle ciocche dei capelli, ma tutto sommato il mio modello da questo punto di vista è abbastanza fortunato.
Non posso dire altrettanto degli incastri; ecco, come spiego abbondantemente nella video recensione che vi allego a questo post, l'insana idea di fare l'incastro della testa con così pochi millimetri di scarto con il collo del mantello, crea grossi problemi al momento del contatto. Ci ho messo ore ad assemblare questo modello!
Ho fatto ricerche in rete, mi sono confrontato con varie persone di tutto il mondo, e il mio caso non è certo isolato.
Esistono anche statue più fortunate certo, d'altro canto ogni caso fa a sé, bisogna ricordarsi sempre che queste sono sculture stampate in quantità limitata (1000 pezzi in questo caso), rifinite e colorate a mano, quindi è fisiologico che quando crei incastri complessi su strutture rigide come resine, polystone, possa trovarti con problemi poi.
Ecco, se posso fare un appunto a questa stupenda scultura, è al malsano sistema di incastri.
Certo, fare un blocco unico del tutto avrebbe potuto creare poi problemi nell'imballaggio con conseguenza di varie statue rotte, visto che vengono spedite in tutto il mondo.
Il mantello che si leva è una bellissima idea, bello poter posare Alucard senza, ma, almeno nel mio modello, un operazione un po' rischiosa.
Bisogna infatti fare particolare attenzione al mantello. si macchia di scuro nella zona interna del collo quando si sfrega con la figure, cosa a mio avviso abbastanza assurda, in pratica prende il colore della giacca sottostante.
Per fortuna queste macchie rimangono nascoste, sembrano quasi sfumature, e finisce lì, ma bastava pensare a un sistema di feltrini interni per ovviare alla cosa, in ogni caso la statua si presta, per come è stata strutturata, al graffio facile. Se siete maniacali e volete sempre le vostre figure intonse, montatela una volta e non toccatela più, è molto delicata.
Peccato che per cambiare il braccio destro, che è quello configurabile con scudo o crocifisso, bisogna per forza smontare il mantello e la testa, sarebbe stato forse più pratico un incastro all'altezza dell'avambraccio. Per fortuna la mia copia ha problemi solo con l'innesto del capo, gli altri funzionano a dovere e risultano piuttosto stabili.
L'ideale è intendersene un po' di modellismo per risolversi da soli i piccoli difetti che ci possono essere nella propria copia. Nel mio caso mi ha aiutato un caro amico, e devo dire che ora il risultato è ottimo. Infatti grazie a lui ho capito che mi si era staccato il magnete situato sotto al foulard di Alucard, incredibile ma vero si era fissato all'altro magnete che sta sul corpo, ecco perché ho incontrato tante problematiche nel montare la testa, non si attaccava proprio come avrebbe dovuto!
Inoltre nella mia copia i piedi non si inserivano totalmente nella base, si è risolto scavando al suo interno con un oggetto appuntito.
Le mie critiche vogliono essere costruttive, e lo sottolineo in particolare perché per il resto questo Alucard Gantaku è uno spettacolo per gli occhi. Credo davvero tra i pezzi migliori della mia collezione. Esteticamente non mi ha affatto deluso, anzi, a differenza della sfortunata statua Mondo, non differisce molto dalle immagini promozionali diffuse nei mesi scorsi, quando la guardo le perdono qualsiasi cosa, ma la fase di montaggio la ricordo come un'esperienza traumatica. Collezionare è una passione per me e per altre milioni di persone, chi produce questo genere di prodotti ha il dovere di fare in modo di renderci felici, non certo incazzati o frustrati, anche perché stiamo parlando di oggetti che costano fior di soldi.
Questa in particolare viene 450 dollari sul sito della Sideshow, ma contando la dogana la paghereste davvero una fucilata, e i preorder sono finiti da tempo, indi fatevi un po' due conti.
Poi certo capisco che controllare perfettamente 1000 statue non sia una passeggiata, soprattutto per una casa piccola come la Gantaku, ma è una cosa su cui deve assolutamente migliorare.
Se siete amanti sfegatati di Castlevania e adorate le statue, questo è praticamente un acquisto imprescindibile, al netto di tutte le problematiche di cui vi ho parlato, abbiamo comunque davanti un pezzo da collezione configurabile in vari modi: dallo scudo, alla spada, alla mano che impugna il crocifisso, al fatto di poterlo esporre senza mantello.
La base stessa, criticata da varie persone perché ritenuta inutilmente grande, è un pezzo di design goticheggiante fantastico.
Ora vi lascio alla video recensione con tanto di unboxing che ho messo sul mio canale YouTube:
Credit:
Direttore creativo: Fabiano Carlos Coelho, Nick Chang.
Artisti 3D: Fabiano Carlos Coelho - Concept Art 2D Base: Nekro Borja
Aspettavo da tempo immemore una uscita su disco blu di Jeeg robot d'acciaio.
Dovete sapere che questa serie l'ho particolarmente nel cuore, vuoi perché gestisco la sua pagina su Facebook, da diversi anni, vuoi perché è un anime che ho sempre amato molto.
Da bambino ero solito registrarne l'audio su cassetta dalla tv, mi bastava preservare quello per essere contento, ricordo qualche giocattolo, le figurine, poi riuscii a registrare quasi tutta la serie su VHS negli anni '90, ho ancora quelle cassette usurate, fatico a separarmene.
Come dimenticare il logo: "AB international"?
Ragazzi, qui si parla proprio di lacrime napulitane, Jeeg è storia per tutti i girellari, e l'uscita Yamato Video in collaborazione con Koch media italia, colma una lacuna nel panorama italiano.
Perché se è vero che questa serie è già uscita 4 anni fa in edicola, la sua qualità editoriale per me non era assolutamente a livello di un'opera di tale valenza storica, finalmente questa lacuna è stata colmata con questa edizione di tutto rispetto.
La qualità audio video, per ciò che ho visto è molto buona, e ha superato le mie aspettative.
Tenendo sempre presente che non parliamo di materiale nativo in Full HD, ma upscalato a 1080P da NTSC in SD. Forse il colore è eccessivamente saturo in alcune scene, ma a naso un bel miglioramento rispetto ai DVD.
Da notare la possibilità di guardare la serie con i sottotitoli fedeli all'originale, così da sopperire alle mancanze dell'audio storico. C'è stato anche qualche aggiustamento audio a opera di Amakusa corps, hanno infatti coinvolto Romano Malaspina facendogli doppiare qualche linea aggiuntiva di dialogo, laddove è stato possibile, cercando di non esagerare, perché la serie ha ben 40 anni, e purtroppo anche le voci cambiano.
Per qualsiasi ulteriore info, vi rimando alla mia recensione su YouTube, che potete trovare qui sotto:
Mobile Suit Gundam, è una di quelle storie che noi girellari abbiano nel sangue, che abbiamo per forza di cose mitizzato. Non riesco a dimenticarmi la mitica sigla italiana col suo:
"Gundam, tum tum"
Peccato che sia stato trasmesso davvero poco nel nostro paese, ne ho quindi ricordi nebulosi dal punto di vista affettivo. Per fortuna crescendo, sono riuscito a recuperarmi tutta la serie, vedendola per intero la prima volta intorno ai primi anni 2000.
Ne rimasi folgorato! Una serie così avanti per la sua epoca, ricordiamoci che Tomino l'ha creata subito dopo il flop (in Giappone) di Daitarn III nel 1979.
Nel nostro paese Gundam, non ha avuto molto fortuna, complice una distribuzione precaria, problematiche sui diritti non del tutto chiarite, un adattamento che salta ben 4 episodi.
Solo nel 2004, abbiamo potuto vedere la serie nel suo splendore, per intero, a parte il famigerato episodio 15, epurato dalla serie dallo stesso Tomino. Con un nuovo adattamento, finalmente fedele e approvato dallo stesso Tomino, che ha pure presenziato al casting di selezione dei doppiatori, confermando la sua meticolosità e precisione.
Uscì in tutti i formati disponibili all'epoca, lo trasmisero anche sui canali Mediaset, purtroppo non raccogliendo indici di ascolto memorabili.
Il menù, scusate la bassa qualità della foto
Recentemente Dynit ha rispolverato il mito facendo uscire un cofanetto Blu-ray contenente tutta la serie. Non è la prima volta che Gundam esce in questo formato , ma dovrebbe essere la prima che esce in un cofanetto unico. L'edizione è un po' povera rispetto a quanto visto in passato, ma il prezzo è allettante (50 euro) e la qualità audio video davvero alta.
Complice un buonissimo scan delle pellicole originali, privo di artifizi digitali, quadro stabile, fedele al girato e nitido. Problematico in alcune scene scure, dove si nota l'usura della pellicola e qualche peletto di troppo.
Comunque uscita che promuovo totalmente, tutti gli amanti dell'animazione nipponica dovrebbero vedere almeno una volta Gundam, soprattutto la prima mitica serie, quando l'idea che potesse diventare un fenomeno commerciale era ben lontana dalle menti degli stessi autori.
Di questa edizione, ne parlo abbondamentemente anche sul mio canale YouTube:
Ultimamente ho sentito un gran parlare della serie animata Hi Score Girl in onda su Netflix, mi sono quindi detto:"c'ha diamogli un'occhiata". Le ultime parole famose, in un giorno mi sono visto tutte le 12 puntate che compongono la prima serie.
D'altro canto non poteva essere diversamente. La trama dalla pagina Netlifx: "Un gamer incallito, negato per lo studio e gli sport, trova pane per i suoi denti misurandosi con la ricca compagna di classe Akira in un'insolita sala giochi".
Abbastanza per far andare in sturbo una vecchia cariatide otaku come me cresciuta a pane e sale giochi.
La serie è ambientata nel 1991, dove il nostro Harou, poco più che un bambino, passa il tempo libero nella sale giochi della sua città giocando nientemeno che a Street Figher 2 (in tutte le sue varianti), cercando di diventare il più forte possibile, sino a che non incontra Akira, una compagna di classe perennemente silenziosa, capace però di farsi ben capire con i gesti (picchia come un fabbro) non la classica nerd, anzi, ricca di famiglia e amata da tutti, che ci fa quindi una giovane ragazza in una sala giochi? Scappa dalle oppressioni della sua famiglia sfogandosi nei picchiaduro. La nostra infatti si dimostrerà fortissima a Street (e non solo), diventando così col tempo la rivale di Harou da battere, lei con il suo personaggio preferito: Zangief, lui con il suo fido Guile.
La sfida, il bisogno di migliorarsi, l'amore, il confronto, questi sono i temi di questa gradevolissima serie.
Per chi è cresciuto come me negli anni a cavallo tra gli '80 e '90 avrà di che divertirsi, Hi Score Girl è veramente una gioia, un grande amarcord, un tripudio di nerditudine, di aneddoti, di sensazioni, che è destinata a far breccia nel cuore dei più nostalgici.
Ho apprezzato molto la chicca di svelare vari segreti dei giochi nel proseguo della storia, oppure cose come Guile che diventa il guru spirituale di Harou, non mancano le prime cotte, le lezioni scolastiche che fanno solo da contorno perché in tutto prevale la totale ossessione per gli amati cabinati e le console del periodo. Un meraviglioso e colorato omaggio al mondo arcade che non può lasciare indifferenti gli amanti del genere.
Da notare che oltre ai coin-op, sono citate console come: il primo Nintendo 8 bit, il Super Nintendo, il Pc Engine, sino ad arrivare alla rivalità tra Sony Playstation e Saturn. Che volere altro di più?
Qualche difettuccio l'ho trovato, lo stile è davvero divertente, però la trama a tratti mi è parsa un poco ripetitiva, è una serie decisamente dedicata agli amanti dei cabinati, ai nostalgici, non so infatti se un altro pubblico possa apprezzare le lunghe sessioni di gioco, o se possa anche lontanamente comprendere la passione che certi giochi possono ispirare. Certo, siamo davanti a un anime, se la sua funzione primaria è intrattenere, direi che lo fa egregiamente.
Qui apro una parentesi personale:
Da ragazzo ho avuto una vera e propria infatuazione per Street Fighter (che a fasi alterne dura tutt'oggi), ricordo le sfide con gli amici, ma soprattutto la prima volta che ci giocai nella calda estate del 1991, la fila che si faceva ogni volta che giocavo perché mazzolavo tutti (o quasi), le amicizie che a volte si sono incrinate per un perfect di troppo, o perché mi bullavo con i più deboli (sigh).
Bei tempi ingeui che per forza di cose non torneranno più.
Un po' di dati tecnici e curiosità varie:
Hi Score Girl è prima di tutto un manga scritto e disegnato da Rensuke Oshikiri serializzato su una rivista edita da Square Enix dal 25 ottobre 2010, attualmente è ancora in corso. Ha avuto una battuta d'arresto nel 2014, quando la SNK Playmore ha denunciato la Square per violazione dei diritti d'autore per l'uso di alcuni suoi videogiochi. La controversia si è risolta e il manga ha potuto riprendere la sua serializzazione nel 2015.
Guile interagisce col protagonista in una tavola del manga
Le notizie di fare un anime di Hi Score Girl gira già dal 2013, è stato realizzato dallo studio JCStaff Co., Ltd. studio fondato nel 1986 da Tomoyuki Miyataun ex dipendente Tatsunoko.
La serie è diretta da Yoshiki Yamakawa e scritta da Tatsuhiko Urahata, con disegni di personaggi di Michiru Kuwabata e la musiche di Yoko Shimomura autore di molte ost di videogiochi, tra i quali Street Figher e Final Fight (entrambi molto citati nel corso delle puntate).
Per realizzare la serie è stata usata la tecnica del cel shading. molto in voga nell'ambito dei videogiochi, vedi Dragon Ball Fighter oppure gli ultimi Guilty Gear; il risultato è eccellente, perfetto per questo tipo di anime.
Mia piccola nota, non ho ancora avuto modo di leggere il manga, se non qualche tavola, però credo che si perda un po' nella parte gameplay, cosa perfettamente riuscita invece nell'anime visto che riproduce proprio video dagli arcade originali con tanto di scanline.
Concludo questo mio post su Hi Score Girl, consigliandolo caldamente a tutti gli amanti degli arcade, a chi è cresciuto a pane e street fighter, per tutti gli altri guardatelo, potrebbe coinvolgervi e ammaliarvi con il suo sapore retrò e il suo candore di tempi ormai lontani.
Intanto Netflix a marzo farà uscire 3 OAV intitolati Extra Stage, si vocifera il 20 marzo 2019. Non vedo l'ora!
Poco più di un mese fa, vi ho parlato del ritorno dei robottoni Nagaiani.
Il primo a tornare, per ora solo nelle edicole, è l'amatissimo Ufo Robot Goldrake. Anime simbolo di un'intera generazione, tanto da essere denominata "Goldrake Generation". Abbiamo dovuto aspettare molti anni per rivedere, in modo ufficiale Goldrake in Italia; purtroppo l'ultima volta non andò molto bene, mi riferisco alla versione D\Visual, mai finita, senza audio storico, senza sottotitoli, con un package molto bello, ma con un costo non propriamente popolare.
Dimentichiamo il passato, e guardiamo lo splendido presente, che ci riserva questo graditissimo ritorno.
Certo, se guardiamo la parte grafica, si vede subito che è un prodotto da edicola, ha uno stile molto vintage, ma è ovvio che sia così, è tutto più dedicato al grande pubblico, per un edizione veramente da collezionisti doveremmo aspettare la versione deluxe di Yamato video.
Ecco alcune foto per voi:
Si presenta bene!
Il retro
Il contenuto
La custodia è in cartone. Da notare il DVD che rappresenterà ogni volta un oggetto tratto dalla serie
Sommario interno
Il poster!
Partiamo descrivendo la traccia audio: finalmente abbiamo la possibilità di ascoltare il doppiaggio storico del 1978, remixato in stereo, oltre a quello rifatto nel 2007 da D/Visual, anche se manca quello con i nomi e le armi come nell'originale, quindi scordatevi "Grendizer avanti", traccia che credo verrà inserita nella versione deluxe, abbiamo poi l'audio giapponese con i sottotitoli. Mi dispiace che non abbiamo inserito tutte le musiche presenti in origine, cosa che purtroppo si ripete, visto che anche la precedente versione home video deficita da questo punto di vista, per sentirle bisogna mettere la traccia giapponese.
L'edizione ha dei menù semplici, ma di effetto, con accompagnamenti tratti dall'anime sempre molto belli, anche se visivamente non sono certo eccelsi.
L'unica cosa che mi ha infastidito, è che non si può cambiare traccia audio o mettere i sottotitoli durante la visione, bisogna ogni volta tornare al menù principale, spero che Yamato aggiusti questa cosa.
La qualità dell'immagine è piuttosto buona, contando soprattutto che parliamo di un'opera del 1975, è meno compressa rispetto alla versione D/Visual, ma confrontando le due versioni, devo dire che nonostante il quadro sia più pulito, l'immagine meno traballante, trovo che sia un po' sfocata, soprattutto in alcuni punti, personalmente preferisco un po' di grana, soprattutto se non va a sacrificare il dettaglio, ma qui si parla pure di gusti personali, entrambe le versioni hanno pro e contro. Ovviamente, siamo di fronte a un 4:3 nativo, che è la configurazione con cui vi consiglio di guardare il DVD, devo dire che non sfigura nemmeno in 16:9, anche se si snatura un po' la natura del prodotto, e per forza di cose l'immagine perde leggermente.
Le uscite totali saranno 19, compresa questa ovviamente. che ha il costo di € 1, 99, mentre la seconda uscita, prevista per il 4 settembre costerà € 5,99 dalla terza costeranno tutte € 9.99, per una spesa complessiva di € 178. Ogni DVD contiene 4 episodi, un po' poco, ma così si è ottenuta una compressione video migliore, e comprendo che devono rientrare anche in determinati costi.
Segnalo gli extra presenti nel disco che sono piuttosto miseri, ci sono le sigle storiche di apertura e chiusura in edizione tv, ma si vedono veramente in modo infimo, poi il solito elenco dei crediti, tra cui i doppiatori delle varie edizioni della serie.
Al momento in cui scrivo, non si hanno informazioni sui Box Set che farà uscire Yamato Video. A quanto so, promette di essere l'edizione definitiva di Goldrake. Sta a voi decidere se aspettare o meno, contando che dovrebbero uscire verso fine anno.
Molte persone si sono comprensibilmente lamentate dell'assenza di una versione Blu-ray per Goldrake, purtroppo non esiste nemmeno in Giappone, quindi c'è poco da fare a riguardo.
Che dire, sono entusiasta per questo ritorno nel nostro paese e spero che abbia l'accoglienza che merita.
Vi lascio allo spot televisivo della collana:
Per qualsiasi informazione, e per prenotare la serie completa, seguite questo link: QUI
Domenica scorsa sono andato al cinema per vedere l'ultimo film di Tim Burton: Dark Shadows.
Qui apro una piccola parantesi, 8,50 € di biglietto, sarò retorico, ma poi si lamentano che si scaricano i film?
Zio Billy!
Indi dopo essere stato dissanguato, non dal vampiro interpretato da Johnny Depp, ma dal cinema, andiamo a parlare del movie. Ho già accennato alla trama precedentemente, indi non mi dilungherò molto a riguardo, almeno, non in modo canonico. Adoro particolarmente le atmosfere gotiche, e questo film è davvero molto dark. Ha una fotografia meravigliosa, una delle migliori che ho visto negli ultimi tempi, regia veramente bella e d'atmosfera come solo Burton sa fare.
La trama parte subito spedita, molto bene i primi 10 minuti, poi a un certo punto BAM, rallenta, troppo per certi versi. Bellissimo il quadro familiare che la pellicola rappresenta, che ricordo, è tratta da una serie televisiva molto in voga negli anni '60, oggi considerata un cult.
Quindi, andiamo con ordine: siamo nel finire del 1700, abbiamo una strega innamorata di un uomo che l'ha sedotta e abbandonata, questa si vendicherà privando lo stesso prima dalla donna che ama e poi facendolo vampiro e condannandolo per l'eternità in una cassa, cassa che verrà dissepolta 200 anni dopo, non senza spargimenti di sangue vari.
Ok, questi i primi minuti, poi abbiamo il ritorno a casa del polveroso e sanguinolento vampiro nella sua tipica dimora da film horror comprensiva di passaggi segreti, e una famiglia abitante davvero singolare. Abbiamo una padrona di casa sui generis, un bambino funestato da visioni di fantasmi, una ragazza adolescente in piena esuberanza ormonale, un padre non curante del proprio figlio, una signora anziana particolarmente svampita, una psicologa dedita all'alcool, il tipico servo dei film horror, e un aspirante tutrice reincarnazione del vero amore del vampirotto Depp.
Finale? Tutto sommato molto prevedibile, avrei preferito qualche colpo di scena in più, ma essendo un film tratto da una serie esistente non posso esprimermi totalmente su certi aspetti, anche perché ammetto che il serial Dark Shadows non l'ho MAI visto.
Quindi stiamo parlando di una sorta di Famiglia Addams più seria? Sicuramente Dark Shadows è più spregiudicato, più "realistico", ma nello stesso tempo sa far sorridere. Col suo gusto splatter gotico piacerà a molti e l'ammiccamento generale agli Hammer film sarà molto apprezzato dai cultori del genere.
Le scene migliori sono quelle dedicate al vampiro Barnabas Collins, interpretato molto bene da Deep, bellissima la sua interazione con l'ambiente e con i personaggi del "futuro", di contorno e non.
Alcune battute sono memorabili. Il resto del cast è ottimo, abbiamo la meravigliosa Eva Green nei panni della strega cattiva, una sempre verde Michelle Pfeiffer in quelli della padrona di casa, una fantastica Helena Bonham Carterm nei panni della psicologa alcolista, il cameo di Alice Cooper nei ruolo di sè stesso e il grandissimo Christopher Lee in quello di Bill Malloy.
L'amore e la famiglia sono il perno della storia. Quanto si può amare qualcuno? Quanto di egoistico c'è in questo sentimento? Quanto dolore sa dare? Dove si può arrivare per esso?
La vita stessa è nata dall'amore. Sarò banale, ma penso che sia il sentimento per eccellenza, quello che dà più gioie e dolori, quello con più dualismo, quello per cui viviamo. (Ok, fermatemi).
Nota di merito per i costumi, veramente stupendi, soprattutto quelli del periodo settecentesco. Lo stile Burton si vede in ogni cosa, dall'ombrello di Barnabas, hai capelli dei vari attori.
Musiche al solito di Danny Elfman, non mi hanno colpito particolarmente, le incursioni rock sono quelle che più mi hanno divertito.
Concludendo questo strano post, direi che Dark Shadows è un ottimo film, un buon Burton, indi le premesse per un suo ritorno agli antichi fasti ci sono tutte. Se come me apprezzate queste atmosfere un po' retrò non fatevi sfuggire questa pellicola.
Vi lascio con un dietro le quinte in Italiano, spero vi piaccia:
Tim Burton e Johnny Depp sono da molto tempo un connubio imprescindibile.
Ed ecco così, che a maggio uscirà la loro ultima fatica, Dark Shadows, remake di una serie televisiva degli anni '60.
La storia vede Barnabas Collins, ricco playboy, la sua vita scorre benissimo fino a quando non spezza il cuore di Angelique Brouchard, una strega che per vendicarsi lo trasforma in un vampiro seppellendolo poi vivo in una cripta.
Dopo 200 anni Collins viene liberato accidentalmente e si trova così catapultato in una realtà totalmente cambiata.
Il cast, molto interessante, tra gli attori vede: Michelle Pfeiffer, che adoro e torna a lavorare con Burton dopo l'ottimo Batman returns, il magnifico Christopher Lee, e Helena Bonham Carter.
Si è spento stamane uno degli ultimi capisaldi dello spettacolo Italiano, Raimondo Vianello.
Non mi è affatto facile parlare di questo lutto, ne sono rimasto molto colpito. Lo ricorderò sempre con affetto e stima, con il suo stile elegante, il suo humor inglese, si è sempre contraddistinto per non essere mai scaduto nel volgare per strappare qualche risata, cosa ormai più unica che rara oggi giorno.
"Casa Vianello" non so se è la produzione migliore di Raimondo Vianello con la moglie, ma credo sia senza dubbio quella che lo ha rappresentato meglio, quella nel cuore di tutti. Vi lascio quindi a un video e mando un abbraccio ideale a Sandra Mondaini:
Ok, come molti di voi avranno capito sono un grande fan dei Live Action, cioè delle serie animate Giapponesi trasportate alla realtà. Bene dopo avervi proposto cose come Rocky Joe, Sampei, Yattaman... ecco arrivare Carletto il principe dei mostri.
Onestamente ho delle serissime riserve verso questa trasposizione, però se siete amanti del trash più puro credo che un'occhiata potreste anche darcela, almeno al trailer:
Il live action andrà in onda sulle tv Giapponesi dal prossimo 17 aprile, se avrò altre news non mancherò di postarle...O.O
"Il web magazine Daily Cyzo, riporta la notizia di un nuovo live action in programma sul classico manga di boxe Ashita no Joe, opera del duo composto da Asao Takamori (pseudonimo di Ikki Kajiwara, autore di Tommy, la stella dei Giants e L’Uomo Tigre) e da Tetsuya Chiba. Le riprese avranno inizio a fine marzo e Tomohisa Yamashita (Ikebukuro West Gate Park, Kurosagi), membro del gruppo idol dei NEWS, interpreterà il ruolo del protagonista, Jo Yabuki.
Nel manga originale, creato tra il 1968 e il 1973, Jo è un ragazzo dei bassifondi di Tokyo, orfano di entrambi i genitori, che vive di espedienti. Un giorno un ubriacone lo urta e Joe, infastidito, lo allontana con un potentissimo diretto; la reazione del vecchio è del tutto inaspettata: egli è, infatti, Danbei Tange, un grande allenatore di boxe scomparso nell’oblio dell’alcool dopo l'ennesima sconfitta. Nasce così un breve sodalizio fra i due, il primo interessato a scroccare al vecchio cibo e alloggio, il secondo convinto di poter fare di Jo il pugile del domani. Il protagonista finge di allenarsi, ma in realtà passa il suo tempo a cacciarsi nei guai, finendo così in prigione, ma Danbei non si scoraggia e continua ostinatamente a spedirgli le lezioni di boxe per lettera, convinto che quel ragazzo, prima o poi, riuscirà a diventare un dei pugili più forti di sempre.
Ashita no Jo è uno dei manga più amati in terra nipponica e viene considerato dalla critica come una delle pietre miliari della cultura popolare giapponese, un mito rinforzato dalle serie televisive dirette da Osamu Dezaki (Ace wo nerae!, Lady Oscar, Black Jack), che ha lasciato un segno indelebile in ben due generazioni di manga sportivi, tra cui Hajime no Ippo.
Molteplici sono stati gli adattamenti ispirati al manga: oltre alle già citate serie televisive (la prima, composta da 79 episodi, venne realizzata nel 1971, a manga ancora in corso; la seconda, di 47 episodi, venne creata, invece, nel 1980), si possono annoverare ben due lungometraggi animati, una serie OAV spinoff e un live action del 1970 diretto da Yasuharu Hasebe (Stray Cat Rock, Black Tight Killers).
In Italia le due serie televisive furono trasmesse con il titolo Rocky Joe, per sfruttare la notorietà di Rocky Balboa di Silvester Stallone e, in tempi più recenti, sono state rieditate in DVD dalla Yamato Video, che ha anche pubblicato il film Rocky Joe: L'ultimo round."
La recente morte di Claudio Capone, la voce storica di John Travolta, Don Johnson e di Ronn Mossha scosso molti. Una voce talmente importante che anche il Wall Strett Journal ne ha parlato di recente, e vi rimando a questo bell'articolo del Messaggero: QUI Familiare a tutti per essere stato sin dall'inizio la voce narrante in Superquark. Piero Angela proprio ieri sera l'ha voluto ricordare così:
Fato vuole che pochi mesi fa se nè andato anche Oreste Rizzini, in qualche modo legato a Capone, infatti è stato molto famoso per aver doppiato Eric Forrester, il padre di Ridge Forrest, ma anche per aver lavorato per attori del calibro di Bill Murray, Michael Douglas.e Gene Hackman.
Ebbene si, il 4 aprile 1978 arrivava su Raidue il primo cartone animato Giapponese destinato a segnare un'epoca in Italia, parlo di UFO Robot Goldrake. Il nostro cornutore fu un successo incredibile nel nostro paese, scatenò una miriade di polemiche e si diffuse anche la leggenda che i cartoni giapponesi fossero fatti al computer, cosa totalmente priva di senso dato che Ufo Robot è del 1975!
L'innovazione di questa serie "sconvolse" l'Italia, abituata al massimo alla cattiveria della strega di Biancaneve. Sociologi e psicologi si divisero analizzandone i contenuti ritenuti violenti, parlamentari ne proposero la censura, ma niente arrestò mai Goldrake, tantè che ancora oggi è un vero e proprio MITO. L'invasione dell'animazione Giapponese nel nostro paese venne da li a poco, e serie come Mazinga, Jeeg, Lady Oscar,Lamù, Heidi, fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo.
Tempo fa sentii un'intervista radiofonica al grande Romano Malaspina, il doppiatore Italiano di Actarus, nemmeno lui a tutt'oggi riesce a capacitarsi del grande successo di Goldrake. Un successo che non è soltanto imputabile all'innovazione, ma è soprattutto merito dei grandi sentimenti che veicola e riesce a trasmettere la serie. Ci sono puntate che sfiorano livelli di poesia estrema, si parla di violenza si, ma anche di soldati costretti a combattere una guerra che spesso non sentono loro. Temi molto adulti e importanti per un "semplice" cartone animato. Oggi è facile dire che alcune cose sono scontate è vero, ma non 30 anni fa. Tutto in Goldrake è e rimarrà negli anni, dal doppiaggio meraviglioso, alla colonna sonora dirompente, ai disegni, in molte puntate veramente sublimi!
Rimane molto difficile spiegare cosa sia Goldrake per un 30enne ma ancora oggi l'amore per questa serie sembra non morire mai. Basta pensare che la mitica sigla rifatta nel 2004 da Alessio Caraturo ha venduto ben 25 mila copie! Il video tra l'altro è piuttosto suggestivo:
E non finisce certo qui visto che i progetti dedicati a Ufo robot sono sempre molti, basta pensare alla riedizione in DVD della serie, alla recente uscita del Manga di Gosaku Ota sino alla produzione di Fan Film. Molto interessante il progetto The Ufo, che parla del prequel della serie. Un'opera tutta italiana che sta riscuotendo molta aspettativa nei fans del cornutone spaziale ormai da parecchi anni. Vi segnalo il nuovo trailer:
La mitica sigla:
Lunga vita a Goldrake quindi, sperando che anche le nuove generazioni imparino ad amare queste serie spesso sottovalutata dai più.
The war at home penso sia una delle migliori sit-com degli ultimi tempi, molto fresca e veloce. Nonostante non sia proprio un format originale, riesce sempre a divertire molto dissacrando i classici della famiglia bene.
La trama parla di una famiglia media come tante i cui genitori, Vic e Dave, hanno un solo obiettivo: riuscire a mandare i tre figli all'università senza dipendenze da droghe o premature gravidanze. Il nucleo è composto dalla sedicenne Hillary, che si definisce ancora vergine dal punto di vista strettamente tecnico, ma che dà i suoi bei grattacapi ai genitori per via di flirt sempre più improbabili, Larry classico nerd appassionato di fumetti, spesso in compagnia del suo fedele amico Kenny (segretamente gay e innamorato di lui), ed infine il più giovane, Mike, un tredicenne tutto ormoni e videogame decisamente sveglio per la sua età.
Creata da Rob Lotterstein, già autore di serie come Ellen e Will & Grace, The war at home è composta da 44 episodi. La sit è stata interrotta dopo 2 serie nel maggio del 2007. Forse i toni spesso sopra le righe non sono andati propriamente a genio ai perbenisti Americani.
Il programma va in onda dal lunedì al venerdì alle 19 su Italia1. Un plauso a loro visto che spesso propongono serie interessanti non preoccupandosi molto che siano "politically correct".
Il mio personaggio preferito è senza ombra di dubbio il padre della famiglia, Dave Gold, ma anche il resto del cast non scherza!
Speriamo che in America si ravvedano e che si possano vedere nuove puntate della guerra in famiglia più divertente della tv!
In Giappone si sta affermando sempre di più la tendenza di realizzare versioni "live" di Manga e Anime di successo. Fra gli esempi più famosi cito le serie televisive *drama* di Ace wo nerae (Jenny la tennista), GTO,i film di Devilman, Kyashan, Nana, Death Note.
Ora è il turno di una serie intera dedicata a Maison Ikkoku della grande Rumiko Takahashi.
Negli anni oltre all bellissimo Anime si è visto anche un live action decisamente di scarsa fattura ispirato alla Maison. Uscito nel 1986 con pochi fondi e con personaggi decimati. Il film dal vivo è stato un tentativo abbastanza debole di rendere le magiche atmosfere della Takahashi, non parliamo poi degli attori, fisicamente davvero molto lontani dalle controparti disegnate. A difesa del film c'è da dire che in 2 ore è decisamente difficile riassumere una serie lunga come Maison Ikkoku.
Ed ecco che fiinalmente a distanza di oltre 20 anni arriva una serie televisiva dal vivo per acontentare tutti gli innumerevoli fans di Maison Ikkoku. Questa volta, il budget a disposizione è più alto e gli attori mi sembrano quasi tutti piuttosto azzeccati, a parte Yozuya, decisamente troppo vecchio! Anche la ricostruzione degli interni è piuttosto curata e le sceneggiature prendono spunto direttamente dagli episodi del manga.
Inutile dire che mi sono innamorato di Misaki Ito, l'attrice che interpreta Kyoko! A questo punto spero tanto in un drama ispirato a Lady Oscar, oppure a Lamù.
Vi lascio con qualche video tratto dalla nuova serie:
☆ Ciao a tutti! Sono Moreno: ex fumettista, blogger dal 2006, amo tutto ciò che viene considerato nerd, collezionare oggetti e sogni. Qui trovi recensioni e approfondimenti su statue/robot/doll, anime, film, fumetti, videogiochi, eventi, viaggi, arte.
Gestisco varie pagine Facebook tra cui quelle di Jeeg Robot e Romano Malaspina.