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mercoledì 25 giugno 2025

Ciao ad Alvaro Vitali

 




Ieri si è spento all'eta di 75 anni Alvaro Vitali, maschera comica del film di genere anni '80.

Ha esordito nel cinema con Federico Fellini, e ha avuto ruoli anche con registi come Polanski, Dino Risi, Monicelli, Sordi. Purtroppo poi si è fossilizzato nel ruolo di Pierino, a parte una parte drammatica in un corto nel 2019. Vitali aveva una maschera che andava valorizzata di più dal cinema, a questo proposito sono curioso del ruolo che gli ha dato Carlo Verdone nel suo Vita da Carlo.

Ho incontrato Alvaro Vitali nel giugno del 2018, lo ricordo molto schivo e sommesso, il contrario del suo personaggio cinematografico. Negli ultimi anni non se l’è passata bene e la moglie lo ha lasciato proprio poco prima della sua morte, che destino beffardo per un uomo che, beceramente o meno, ha passato la vita cercando di far ridere il prossimo. 

Buon viaggio Alvaro, ricordati di salutarmi papà, i miei ricordi d’infanzia con lui mentre guardavo i tuoi film sono ancora vividi. 

Ciao Alvaro, e grazie di tutto!





lunedì 23 giugno 2025

Chiudere WOW? Un errore che Milano non può permettersi

Tranquillo Charlie, non tocco i tuoi pop corn




Ci sono posti che diventano casa senza che tu te ne accorga, per quanto mi riguarda WOW Spazio Fumetto non è solo un luogo dove ho vissuto bellissime mostre, interviste, eventi, ma un vero e proprio pezzo di cuore. 

La situazione la conoscete in molti: il Museo, soprattutto nel periodo del Covid, ha maturato un grosso debito rimanendo indietro con il pagamento dell’affitto al Comune di Milano. 

In questi ultimi mesi mi sono messo in gioco in prima linea per aiutare questa realtà fianco a fianco con lo staff. Abbiamo catalogato materiale per saldare il debito, raccolto fondi e firme. 

Nonostante le enormi difficoltà il Museo non si è mai fermato nell’aiutare altre realtà, ci sono stati eventi per sensibilizzare contro la guerra con Emergency, e altre iniziative dove sono stati coinvolti autori emergenti proprio nei mesi più difficili del WOW. 





In tutto questo una mia foto è finita sulla Stampa, purtroppo non mi è stata accreditata ma sapete che c’è? Lo faccio io. 

Attualmente non si sa ancora con certezza cosa ne sarà del WOW, posso solo dire che la cultura andrebbe salvaguardata maggiormente e che non si può ridursi sempre all’ultimo, non bisognava nemmeno arrivare a questo punto.

 Il fumetto in Italia viene trattato come se fosse un’arte minore, ci si dimentica troppo spesso del ruolo fondamentale che ha, della grande storia del nostro paese che vanta nomi come: Magnus, Pazienza, Galeppini, Manara, LiberatoreToppi. Personaggi come: Tex, Zagor, Diabolik, Alan Ford sono conosciuti in tutto il mondo. Ritorniamo a essere fieri di ciò che siamo e della nostra arte, tuteliamo le realtà importanti come WOW, un luogo di formazione dove si può tornare bambini al fianco di Charlie Brown.

Ho realizzato un video dove vi apro il mio cuore riguardo le problematiche del WOW, inoltre trovate un riassunto della conferenza finale con Luigi BonaEnrico ErcoleSilverClaudio Sciarrone e tanti altri.

Lunga vita al fumetto, lunga vita a Spazio WOW!




lunedì 16 dicembre 2024

2000 volte grazie!


 “Me and Gizmo really are two different people”.




Citazioni Jacksoniane a parte, festeggio anche qui i 2000 iscritti al mio canale YT!
Una delle poche cose belle di un anno davvero difficile e complesso.
Voglio ringraziare di cuore TUTTE le persone che mi hanno aiutato ad arrivare a questo risultato:
GRAZIE! 
Avrei voluto postare una foto con Tigro ma non ne voleva sapere di stare in posa con me.

P.S. Colore del pelo, occhi e orecchie… Gizmo non iniziare a chiamarmi Papà!

sabato 29 luglio 2023

Pensieri sparsi su Barbie

 



Barbie verrà probabilmente ricordato come il fenomeno dell’estate 2023, eppure raramente ho visto un’opera tanto divisiva. Sui social, già prima che uscisse il film, leggo tantissime persone che si dicono fiere di non vedere certa spazzatura, che è puro trash, una roba per sottosviluppati.

Per non parlare di quelli che dicono di amare il cinema ma che non andranno a vedere Barbie a prescindere perché è solo una mera operazione commerciale. Ho una notizia per voi, le major non sono onlus, quasi tutti i film sono fatti per staccare biglietti e viviamo in un momento storico di grossa crisi del settore, il fatto che tanta gente stia andando al cinema per vedere questo film ci dovrebbe solo che fare piacere, o preferiamo masturbarci davanti alle nostre pellicole preferite in sale buie e solitarie destinate a sparire nel tempo? 

Barbie, è un film molto intelligente e ben fatto. La regista Greta Gerwing ha confezionato una tempesta perfetta sia negli intenti che nel risultato. Un film che diverte, che gioca sugli stereotipi, che ribalta continuamente ruoli e situazioni. Apparentemente pensato per un pubblico giovane in realtà si adatta all’intelligenza dello spettatore. Ecco, e qui mi duole dirlo, la regista ha sovrastimato l’intelligenza del pubblico medio. Chi non sa cogliere le provocazioni di cui è intrisa la storia e vede solo i Ken come zerbini dimostra di non averci capito molto. La messa in scena è volutamente esagerata in tutto.

La trama parte da Barbie stereotipo, Margot Robbie (qui anche produttrice del film), perfetta creatura di Barbieland, un luogo dove le donne ricoprono i ruoli più importanti della società mentre gli uomini, i Ken, se ne stanno in spiaggia aspettando un cenno dalle loro Barbie sempre prese tra feste e autocelebrazioni. La svolta si ha quando Barbie stereotipo si accorge che qualcosa inizia a non andare nella sua routine perfetta, decide così di andare nel mondo reale accompagnata da Ken, un grande Ryan Gosling, per cercare di ristabilire le file della sua vita. 

Una sorta di fiaba plasticosa, un po’ Pinocchio, un po’ musical, un po’ femminismo, umorismo ed  emancipazione. Barbie, intendiamoci, non è un film perfetto, non ha nemmeno la pretesa di esserlo. 


Gioca e lo fa bene, sfotte il machismo, sfotte noi uomini e tutte le nostre idiozie, le disuguaglianze, ci sto, infondo non risparmia manco le donne e il loro bisogno di protezione e perfezione. Ho adorato le citazioni a Kubrick, l’atmosfera colorata e pop, l’umorismo continuo, i momenti di riflessione. Ma più di tutto mi ha colpito la parte finale, quel balletto struggente sulle note di “I’m Just Ken” con un Ryan Gosling in stato di grazia. Mannaggia quella canzone mi è entrata in testa e pare non volerne uscire più

Non sono totalmente convinto del finale, forse troppo Collidiano, d’altro canto la pellicola cerca anche di spiazzare un po’ lo spettatore e lo capisco. Ognuno di noi è semplicemente in cerca della sua dimensione in questo viaggio che chiamiamo vita, giusto? Così l’ho inteso io.

Ma perché questo film sta facendo arricciare così tante labbra ancora non mi è totalmente chiaro. È rosa? Parla di una bambola? Mette gli uomini in secondo piano. La Mattel ci vuole rubare la vita? Oddio, che scandalo, bravi, bravi maschi alpha, dimostrate che voi siete diversi, che vi lavate con la benzina e che non siete pecore che corrono al cinema solo perché un film sta piacendo a tanti, se piace a tanti sarà sicuramente una boiata perché a voi non la si fa mica eh. Naaaaaaaa, voi siete delle volpi. Mi raccomando, continuiamo a giudicare roba senza averla manco vista che andiamo avanti bene. Continuiamo a guardare senza capire o contestualizzare.

Ah, aggiungo una roba che non mi è piaciuta, il doppiaggio italiano è ottimo e apprezzo la decisione di non doppiare le canzoni, ma Pino Insegno, oddio solo a me ha stancato? 

Per il resto finisco dicendo solo una cosa: W Barbie, lunga vita al cinema!






mercoledì 14 giugno 2023

Ciao a John Romita SR.




Ci ha lasciato serenamente John Romita SR. celebre artista diventato famoso grazie al suo Spider-Man. John ha raccolto il pesante fardello dell’eredità di Steve Ditko ed è riuscito a non farlo rimpiangere. Il suo meraviglioso stile, la sua eleganza, le sue bellissime donne sono diventate un classico, tanto da far diventare Spidey una delle figure più iconiche di sempre.
Non a caso ancora oggi tutti si ispirano al suo Spider-man stilisticamente.
Romita negli anni è diventato un simbolo della Marvel, dando sempre un apporto fondamentale all’arte dei comics. Non si contano le storie, i personaggi a cui ha lavorato, le copertine. 

Personalmente le sue donne hanno segnato il mio immaginario tanto da diventare un impossibile metro di paragone, una delle mie prime cotte è stata Gwen Stacy e non ho mai totalmente digerito la sua dipartita fumettistica. John ha saputo infondere bellezza, dinamismo, potenza alle sue tavole. Un maestro che ha segnato indelebilmente la storia dei comics. Mi ha instillato l’amore per il fumetto tanto da portarmi a studiarlo per decenni. Con John se ne va l’ultimo pezzo della Marvel storica, un pezzo del mio cuore e della mia infanzia. 

Grazie di tutto John, la tua arte rimarrà per sempre. Sei nell’Olimpo dei grandi.















venerdì 2 giugno 2023

40 anni di Lady Oscar - Incontro con Cinzia De Carolis






Sabato 27 maggio 2023, si è svolto un bellissimo evento presso Yamato Shop a Milano per festeggiare i 30 anni di attività e i 40 anni di Lady Oscar. Ospite d’eccezione: Cinzia De Carolis, voce italiana di Oscar e di tanti altri personaggi. Finalmente ho coronato il sogno di incontrare questa grandissima doppiatrice e tutto è andato oltre qualsiasi mia più rosea aspettativa. Cinzia è una persona splendida. Ama incontrare i fans e ricevere affetto, si dona in modo spontaneo e genuino senza atteggiamenti divistici di sorta. 
Durante la nostra conversazione la De Carolis mi ha parlato in modo entusiastico di Romano Malaspina, suo “padre” in Lady Oscar.

 


Le dediche della De Carolis. La prima accanto a quella della sensei Ikeda.


Ho avuto modo di parlare anche con il figlio della De Carolis, Lorenzo Crisci, anch’esso attore, mi ha colpito che non ha ancora mai visto l’anime di Lady Oscar. Mi ha parlato della fortuna di avere una madre come la sua, dei valori che gli ha trasmesso e della motivazione che lo ha spinto a scegliere la stessa professione della madre; d’altro canto Lorenzo andava in sala di registrazione accanto alla mamma già da bimbo, questo gli ha messo il seme che poi ha germogliato nell’amore per il lavoro del doppiatore.

All’evento presente anche un’altra doppiatrice, Beatrice Caggiula, mi ha parlato di come il lavoro del doppiatore sia spesso sottovalutato, di varie persone che si sono espresse malevolmente verso la sua professione. Mi è dispiaciuto constatare che ci sia in giro così tanta ignoranza in materia. Un doppiatore è a tutti gli effetti un attore e compie qualcosa di molto difficile, non si limita certo a muovere la bocca davanti a un microfono, è assurdo solo pensarlo.

Ho avuto modo di chiedere a Francesco Di Sanzo, ragguagli sull’uscita di Lady Oscar in Blu-ray: la cosa è ancora lontana ma, a quanto ho capito, vale sicuramente la pena attendere.

Ho confezionato un video dell’evento, purtroppo non ho avuto modo di usare molto materiale della conferenza ma spero possa essere comunque di vostro gradimento. 
Buona visione!




lunedì 20 febbraio 2023

Ciao al Maestro Leiji Matsumoto





Ci ha lasciato da una settimana ma la notizia è trapelata solo ora. Si è spento il sensei Leiji Matsumoto, papà di Capitan Harlock, Danguard, Galaxy Express e tante altre opere immortali. Grazie di tutto sensei. Ora va nel mare di stelle che hai sempre sognato e disegnato con tanta cura, l’Arcadia ti aspetta al suo timone, noi non ti dimenticheremo mai.
“Non è tempo per essere divisi da religioni, razze o confini.
Dovete tenere stretti i vostri sogni, sono loro che vi porteranno ad avere un futuro migliore. La vita è fatta per essere vissuta, tutti nasciamo per vivere, nessuno nasce per morire”.

venerdì 13 gennaio 2023

Ciao a Lisa Marie Presley

 




Questa notte ci ha lasciato Lisa Marie Presley, figlia unica del leggendario Elvis Presley.

Una donna dalla vita complessa, difficile sin dalla tenera età. Si è trovata a doversi confrontare con la morte del padre ancora bambina, vivendo una vita all’ombra, fatta di abusi, di sconfitte, di dolori. 

In queste ore ho letto le teorie più disparate, i no vax hanno quasi esultato dell’ennesimo malore vip per loro correlato ai vaccini. Bene, voglio ricordare che la famiglia Presley è costellata di morti giovani, soprattutto dal ramo paterno. Ho letto proprio di recente un libro su Elvis che parla di queste cose che vi consiglio:


Una lettura molto interessante ed esaustiva.  Teniamo poi conto che Lisa due anni fa ha subito un grosso lutto da cui non si era mai ripresa: il suicidio di suo figlio. Penso che davanti a certe cose sia giusto portare rispetto senza sperticarsi cercando di mostrare ragioni che di fatto non esistono. 

Sono molto addolorato dalla morte di Lisa Marie, una donna dal destino sin troppo segnato che avrebbe meritato maggiori fortune. Spero che ora sia in un posto migliore accanto ai propri cari. 



Ciao Lisa.

venerdì 30 dicembre 2022

Buon 2023!




Volge al termine un anno ricco di cambiamenti, particolarmente sofferente. Il 2022 è stato complesso, lungo, stressante, non vedo l’ora di mettermelo alle spalle.

A livello creativo ho bei ricordi. Ringrazierò sempre:
Emanuele Leone per l’opportunità che mi ha dato con il Magazine di Emacomics.
Claudio Castellini, collaborare in qualche modo con lui è stato come realizzare un sogno. 
Giorgio Bassanelli Bisbal per l’intervista e l’amicizia.
La Fondazione Culturale Carlo Rambaldi e la soddisfazione che mi hanno dato con il video sulla mostra di E.T.

Voglio salutare questo anno con speranza, la stessa che mi animerà sempre.

Buon anno gente!


Per celebrare i 1000 iscritti sul canale YouTube ho fatto questo video, spero possa piacervi:



martedì 20 dicembre 2022

Il Fantastico Mondo di Paul: Pakkun e Miracle car Jungle



Chi mi segue sa quanto amo l’anime Tatsunoko de Il Fantastico Mondo di Paul. Jungle ha recentemente pubblicato sia una figure di Pakkun che la Miracle Car. Nel mio consueto video per il canale YouTube del blog parlo di entrambi i prodotti. A bocce ferme voglio fare alcune considerazioni aggiuntive su questi oggetti, in particolar modo sulla Miracle Car.

Apprezzo molto che la Jungle e Matteo Togni si stiano tanto concentrando su una serie così particolare nella storia dell’animazione giapponese. Da questo punto di vista gli va dato sicuramente un plauso. Purtroppo la mia copia della macchina ha qualche sprua di troppo, ma la cosa più grave che ho riscontrato è un difetto di assemblamento della capotte:




Ovvio, sono cose che possono succedere, poi nel viaggio ecc chissà cosa può essere successo. Però un’altra problematica è a livello ingenieristico: una volta inseriti, a fatica, i personaggi nella macchina sono davvero difficili da togliere, mi riferisco a Paul e Nina, gli altri due invece non hanno nessun tipo di ancoraggio ai sedili posteriori. Ciò nel mio caso ha reso ancora più difficile risolvere il problema della capotte. Tra l’altro ho notato che il rosso dei sedili tende a rimanere sulle figure a causa dello sfregamento a cui i materiali sono sottoposti, ciò lo si nota soprattutto su Nina.

Penso che ci voglia maggior controllo qualità e attenzione nella progettazione di questi prodotti, che ricordiamoci vengono venduti a caro prezzo. Ho contattato a riguardo Togni, ed è stato molto carino con i suoi consigli, una copia un po’ sfortunata purtroppo può capitare, ma che ci siano tante difficoltà nell’inserimento e disinserimento dei personaggi no, andava pensato meglio tutto il progetto, altrimenti lo si vendeva con le figure già inserire nella macchina così da evitare tribolazioni varie.


Tutto ciò lo scrivo perché nel video credo di essere stato sin troppo magnanimo davanti a una casa produttrice che sta ancora cercando di crescere e si sta impegnando per farlo.


Buone feste!





martedì 29 marzo 2022

Riflessioni sparse su Will Smith VS Chris Rock

Come ormai saprete tutti, durante la notte degli Oscar Will Smith ha tirato uno schiaffo a Chris Rock dopo che questi ha salutato Jada Pinkett Smith facendo riferimento ai capelli di lei con un: “Non vedo l’ora di vederti ne il soldato Jane II”, famoso film dove Demi Moore si presentava totalmente rasata in testa. 


Il problema è che la moglie di Smith soffre di alopecia, una condizione difficile per molte persone, sicuramente invalidante. Siamo quindi tutti d’accordo che la battuta di Rock non sia stata delle più felici, anche se ci sono accostamenti peggiori della Moore.

In queste ore ho letto tantissime cose a riguardo, la maggioranza delle persone sono d’accordo nel pugno dato da Smith, anzi, avrebbero fatto di peggio, queste cose le ho lette per la maggior parte da donne. Ora, cari tutti/e, vorrei fare solo alcune considerazioni a riguardo:

Il black humor può piacere o meno ma l’America ne è la patria. Negli anni ho sentito battute ben più pesanti, tipo su Di Caprio e la sua preferenza per le giovinette, eppure a memoria mia nessuno ha mai alzato le mani. Si parla tanto di emancipazione femminile, di ruoli, di parità, ma siamo ancora fermi al singolar tenzone se qualcuno osa ferire in qualche modo la dignità della nostra amata.

Tra l’altro la stessa Jada a riguardo dei suoi capelli ha dichiarato in passato: 
“Tutti volevano una chioma liscia e fluente, ma proprio non faceva per me. Quindi ho dovuto imparare a trovare il coraggio di andare per la mia strada, di dire di no, di sentirmi libera. Oggi non me ne frega nulla di quello che le persone dicono sulla mia testa pelata. Perché, indovinate un po’? La adoro.”

Un po’ contraddittorio, non trovate?

Inoltre, rivedendo la scena in questione si nota che inizialmente Smith sorride della battuta di Rock, solo quando si rende conto che la moglie ci è rimasta male decide di salire su quel palco per fare il maschio alpha della situazione.


Il momento della battuta



Questa poteva essere una buona occasione per sottolineare il peso delle parole, per parlare di bullismo, della sofferenza, e invece sì è preferito alzare le mani buttando alle ortiche la ragione.

Riflettiamoci, siamo tutti dotati di vocabolario, di voce, cosa ci spinge a scegliere come prima opzione la violenza? Cosa risolve? Davvero pensate che la dignità di Jada si sia salvata? E lei non poteva rispondere a tono? Ora tutti non fanno altro che parlare della sua alopecia. Quanto sarebbe stato bello invece usare questo momento per crescere dando il buon esempio.
Non si comprende poi che Smith ha commesso un reato punibile davanti a un numero incalcolabile di persone, mentre Rock ha fatto semplicemente il suo lavoro. 

Aggiungo che anche il discorso di Smith durante l’accettazione del suo Oscar in cui diceva che: “l’amore fa fare cose folli”, a me ha ricordato fatti di cronaca non tanto belli. Quindi tutta questa santificazione di Will Smith davvero non riesco a comprenderla. Le donne che dicono che sarebbero fiere di avere un uomo che le difende così mi sembrano ancora vittime di stereotipi macisti che andrebbero decisamente aggiornati.
 
Gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda ci dicono che Will Smith si è scusato:
“La violenza in tutte le sue forme è velenosa e distruttiva. Il mio comportamento agli Oscar di ieri sera è stato inaccettabile e imperdonabile”. Ma stranamente le sue scuse sono arrivate quando l’Academy ha diramato questo comunicato:
“L’Academy condanna le azioni del signor Smith durante lo spettacolo di ieri sera – si legge. Abbiamo ufficialmente avviato una revisione formale dell’incidente ed esploreremo ulteriori azioni e conseguenze in conformità con il nostro statuto, gli standard di condotta e legge della California”.

Lungi da me voler far processi, le mie sono semplici riflessioni su questa vicenda che tanto ha smosso gli animi in queste ore. Ovviamente si parla di esseri umani. In quanto tali siamo destinati a sbagliare. Ma cerchiamo di tener presente cosa è giusto e sbagliato rimanendo su parametri accettabili di tolleranza. 

La strada intrapresa è da lungo tempo ormai compromessa ma confido ancora che ci siano persone che capiscano cosa è giusto e sbagliato, e alzare le mani come PRIMA opzione è SEMPRE sbagliato.

Vedremo gli sviluppi di questa storia. Che può essere riassunta come: un gesto evitabilissimo che rischia di rovinare una carriera grandiosa. 



martedì 8 febbraio 2022

La prima volta

Recentemente mi hanno fatto una piccola intervista per un giornale locale riguardante il CSE che frequenta mio fratell: La Luna sulla Gru di Rosa Cooperativa Sociale.

All’interno c’è qualche curiosità su di me che non tutti conoscono. Sono sempre stato restio a farmi intervistare, amo di più parlare di altri che di me, ma ogni tanto ci sta anche farsi conoscere meglio. 

Spero vi piaccia.







martedì 11 gennaio 2022

Ciao Fulvia

Fulvia ai tempi della scuola
Fulvia ai tempi della scuola






Fulvia Cavallotti
, è stata una mia compagna di classe quando ho frequentato La Scuola Del Fumetto di Milano negli anni '90. La sua morte, in così giovane età, è qualcosa che fatico ad accettare e metabolizzare. Una ragazza dal grandissimo talento artistico, dallo splendido sorriso,  che nonostante le avversità della vita aveva sempre una buona parola per tutti, quella parola che forse a lei spesso è mancata.

La vita non è stata clemente con Fulvia, e non lo è stata sino alla fine. Difficile darsi una spiegazione quando qualcuno se ne va così giovane, nel fiore degli anni, forse perché di fatto una spiegazione al mistero della vita non esiste. 

Spero che questa ragazza abbia trovato la pace e la serenità che merita e che possa vegliare sui suoi cari tanto devastati in questo momento a cui va tutto il mio affetto, in particolare alla mamma e al giovane Noah.

Voglio ricordare Fulvia attraverso i suoi disegni, la sua arte che la descrive così bene. 
Spero che serva a tenerne vivo il ricordo.
In tempi recenti si era dedicata al digitale con splendidi risultati, se volete vedere la sua gallery e iscrivervi al suo Instagram potete farlo seguendo questo link:


Ti voglio bene Fulvia e ti porterò sempre nel mio cuore.

















mercoledì 15 settembre 2021

Gardacon 2021

 Il ritorno alle fiere, dopo più di due anni a causa della pandemia, è stato un po' traumatico.

Vuoi le restrizioni del Covid, vuoi che non sono più abituato a stare in mezzo a tanta gente.

Gardacon 2021 è stata per me una bella occasione per rimettermi in pista in questo senso. Mi mancava incontrare persone, artisti e non, sono sempre stato mosso, prima di tutto, dalla curiosità; senza questa non sarei qui a scrivere in questo momento. 

Le passioni che ho mi hanno sempre tenuto attivo, doversi rintanare nella propria stanza senza poterle toccare con mano alla lunga diventa poco stimolante.

Ma andiamo a Gardacon, una fiera che seguo dalla sua prima edizione (vedi qui). Decisamente ingrandita, con molti più eventi, ecco direi che li ho trovati sin troppi, spesso accavallati, alcuni nemmeno segnalati. Secondo il mio parere è meglio fare cose più mirate e con ordine, altrimenti il visitatore rischia di trovarsi disorientato e diventa per lui difficile scegliere gli eventi che vuole seguire.

Un piccolo appunto poi sul servizio d'ordine, praticamente inesistente, su una fiera con così tante persone credo ci voglia maggior attenzione da questo punto di vista.

Il mio post può apparire di sole critiche, ma non è affatto così. Con entusiasmo ho apprezzato la varietà degli stand, il fatto che ci fosse molto spazio a disposizione in modo da evitare, nel possibile, assembramenti. Gli ospiti quasi tutti molto interessanti, forse darei spazio a qualche fumettista un po' più di richiamo ecco. Non me ne voglia nessuno, ma veramente è importante che in una fiera simile ci sia L'uomo Gatto? 

Scritto questo, vi lascio al resoconto che ho filmato durante la mia permanenza a Gardacon. 

Ho avuto il piacere di incontrare di persona Alessandro Falciatore di AnimeClick, chi mi segue si ricorderà la live che ho fatto da loro, ho pensato di ricambiare facendogli una piccola intervista.

All'interno parte della conferenza di Emanuela Pacotto e Gianluca Iacono, doppiatori molto famosi da noi. Mi dispiace di non aver filmato di più, soprattutto alcune battute di Iacono che mi hanno proprio steso. Scusate le riprese non sempre ottimali, non ero in una posizione comodissima!

Con questo è tutto, alla prossima.


Buona visione!




lunedì 28 giugno 2021

Conan, Il Ragazzo Del Futuro - Ultimate Edition Box

 




Conan, Il Ragazzo Del Futuro, anime a opera di Hayao Miyazaki tra i più rappresentativi e famosi.

Esce finalmente in HD in un'edizione super lussuosa ad opera di Dynit. L'attesa è stata tanta, le aspettative pure. Vediamone i contenuti nello specifico:


4 Blu-ray disc con l’intera serie in formato originale 4:3 – Nuovo Master HD (2020) Da Scansione 4K Dei Negativi Originali
3 Blu-ray (Bonusdisc) con l’intera serie in formato 16:9 – (versione approvata da Nippon Animation)
Audio storico e nuovo doppiaggio Dynit (2007), versione in lingua originale con sottotitoli
Doppio vinile contenente la colonna sonora originale e la sigla tv (scaricabile anche in digitale)
Settei Artbook di 100 pagine
Booklet di 48 pagine con sinossi, schede e approfondimenti
Cards-set con i personaggi di Conan
Esclusivo “Paper Toy” (action figure in carta assemblabile)
Maxi poster 60 x 90 cm.

Come potete leggere sulla carta le premesse per fare l'edizione definitiva di questo anime c'erano tutte. Prodotto in quantità limitata a soli 3000 pezzi, mi aspettavo una qualità ottima, come di consueto da parte di questo editore.
Specifico poi che siamo davanti a un prodotto venduto, anche giustamente, a un prezzo elevato: 119,99€ sullo shop ufficiale Dynit.

Le aspettative però si sono dovute tristemente incontrare con la realtà dei fatti.
I contenuti rimangono ottimi, ma il cofanetto è stato pensato male.
Prima di tutto i materiali non sono adeguati, mi riferisco proprio al contenitore del box in cartone mal assemblato.
Notare l'interno rovinato  negli angoli


I foglietti interni non sono imbustati o tenuti da qualcosa, quindi quando aprirete il box vi troverete quasi sicuramente fogli ovunque.
Altra problematica è quella del cofanetto contente i blu-ray. Materiale molto sottile, senza uno straccio di custodia protettiva, manco plastica intorno per dire, ecco infatti come si presentava la mia copia... ho chiesto poi il reso che fortunatamente è arrivato in condizioni migliori.



Si capisce bene che c'è stato un problema di fondo progettuale, perché se un tale oggetto può funzionare su una scrivania, bisogna poi pur considerarne il trasporto.
Bastava usare materiali diversi, per l'interno qualcosa di morbido sagomato sarebbe stato l'ideale. 

Intendiamoci, i blu-ray si vedono magnificamente, mi riferisco in particolare alla versione 4:3, a parte qualche artefatto saltuario e segno del tempo fisiologico è più che ottimo; il libretto con i settei fantastico, gli LP una gran chicca, sarebbe quindi un peccato privarsi di un tale capolavoro per questi problemi realizzativi, però a questo punto mi domando se non sia meglio aspettare la versione standard che sicuramente uscirà più avanti.

Ciò che sto scrivendo, come il video che vi allego dove approfondisco la serie di Conan e le problematiche del box, non vuole essere una stroncatura completa. Mi dispiacerebbe se risultasse tale, ma non posso nascondere di essere rimasto piuttosto deluso da questo "Ultimate Box". D'altro canto ci si è persi in un bicchiere d'acqua.

Preciso inoltre che i miei casi, sì perché ho visionato ben due copie solo io, non sono isolati, ho parlato con altre persone che hanno avuto i medesimi problemi.

Mi auguro che questo inciampo serva a far crescere sempre di più una casa che ci ha, sino a oggi, abituato a ottimi prodotti, e che possa essere di monito anche agli altri editori per non incorrere in certi grossolani errori.




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giovedì 20 maggio 2021

Kentaro Miura 1966 - 2021




Kentaro Miura, autore di Berserk, uno dei mangaka più significativi di sempre. Muore il 6 maggio 2021 per una dissezione ortica, veniamo a saperlo solo oggi 20 maggio, In Giappone si è soliti tenere riserbo e ad aspettare a dare le tristi notizie.

La morte di Miura è molto difficile da digerire, vuoi per la sua giovane età, 54 anni, vuoi perché senza preavviso. Stamane mi sono svegliato e sono rimasto sgomento nell'apprendere la notizia, una delle più tragiche di questi anni.

Ho iniziato a leggere Berserk nel lontano 1997 su consiglio di un amico che mi prestò i primi 17 volumetti circa. Ricordo che divorai quei manga, fui subito totalmente rapito dall'opera di Miura.



In tutti questi lunghi anni sono successe tante cose, Berserk ha preso una piega che non sempre ho apprezzato e ho temuto spesso di non vederne mai la fine. Oggi sono consapevole che quel mio sentimento era veritiero, però non ho rimpianti da questo punto di vista; credo che il sensei Miura ci abbia dato tutto ciò che poteva e che il suo sia tra i manga più belli e coinvolgenti che abbia mai letto. 

Mi rattrista leggere in queste ore così tante persone preoccupate per la fine di un manga piuttosto che per la fine di un essere umano. Di Kentaro Miura, prima di tutto, ricordiamoci della persona, un uomo che ha iniziato a fare fumetti dall'età di 10 anni, che ha dedicato la sua esistenza al suo sogno. 

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Il sogno, tema che ha spesso citato nella sua opera più famosa. Per favore, ricordiamoci sempre che dietro a un autore, un'artista, esiste una persona, questa va pianta oggi e va ringraziata per ciò che ci ha donato con la sua meravigliosa arte. Nulla ci è dovuto in questa vita e dobbiamo prendere come un dono ciò che ci arriva.

Il mio pensiero a tutti i fan che stanno piangendo la morte di Miura come se avessero perso un caro compagno di viaggio, alla sua famiglia, e il mio ENORME grazie a te sensei per averci donato il tuo sogno, il nostro sogno. Ovunque tu sia spero tu possa essere fiero di questo.  


Ti dobbiamo solo gratitudine.





martedì 7 luglio 2020

The Last Of Us part II







Sono passati esattamente 7 anni da quando ho parlato del primo The Last Of Us.
Dopo aver finito il secondo capitolo di questa meravigliosa saga creata dai Naughty Dog, mi sono fatto tante domande, tra cui: cosa mi ha lasciato questo gioco? 
Uscito il 19 giugno 2020, gli sviluppatori ci hanno messo ben 6 anni di lavorazione per portarlo a compimento. I trailer hanno tratto a inganno i molti che si aspettavano un sequel canonico del primo capitolo, ma non tutto è come sembra.

Neil Druckmann, il direttore creativo della serie non si è accontentato di un sequel che riprendesse le caratteristiche del primo capitolo, non ha dato ai giocatori ciò che si aspettavano, ma ha sovvertito tutto il sovvertibile presentando un prodotto coraggioso come pochi nella storia di questo media.

Il coraggio, le prese di posizione, il cambiare le regole del gioco, portano spesso a risultati contrastanti. 
Nonostante la stampa unanimamente abbia promosso questo The Last Of Us 2 come il capolavoro della generazione su Playstation 4, moltissimi altri si sono schierati contro il lavoro svolto da Naughty Dog, ma come mai?

Tutta la violenza verbale che sto leggendo in queste ore verso il team creativo di The Last Of Us 2 fa pensare molto. Per chi non lo sapesse molti utenti si stanno scatenando contro gli sviluppatori di questo gioco a causa delle scelte prese con toni spesse volte molto pesanti e violenti. 
Eccovi qualche esempio dal twitter di Neil Druckmann:




La storia del gioco parla principalmente di vendetta, di inclusività, di accettazione, di dolore, di morte, di separazioni, di crescita, di perdono, di violenza, di empatia; la stessa che manca ai molti haters di questo sequel. Ciò è piuttosto beffardo.

Ci troviamo catapultati 4 anni dopo il primo meraviglioso capitolo, chi ci ha giocato ricorderà il peso della azioni di Joel, protagonista amatissimo nella saga, tanto da essere uno dei motivi principali dell'odio degli haters verso questo seguito. Ogni azione che compiamo ha un ruolo nelle nostre vite, pensare che un team di sviluppo acuto e sensibile come i ND potesse lasciar passare come se niente fosse determinate scelte sarebbe stato a mio modo di vedere poco creativo e stimolante.

Quindi abbiamo lasciato Joel con il peso di una scelta difficile ma comprensibile, umana: mettere davanti a tutto chi si ama, non importa il prezzo da pagare; a discapito di qualsiasi altra cosa ha mentito, ha ucciso, e snon si è mai pentito di averlo fatto.




Ellie, è cresciuta, fa giri di ronda per uccidere infetti, ha una cotta per un'amica, la sua omosessualità non è accettata da tutti nella sua comunità ma lei sa sicuramente farsi valere.
I segreti hanno un peso da portare, da reclamare, ed è difficile perdonare chi si ama quando ci ha mentito per tanto tempo, quando ci ha imposto una scelta che non condividiamo.

In tutto questo abbiamo chi ancora cerca riscatto: Abby, una soldatessa allenatissima con una forza fuori dal comune. Questo è il personaggio tra i più odiati e amati nel campo dei videogiochi. 
Basta pensare che chi le ha prestato la voce: Laura Bailey, sta ricevendo minacce di morte in queste ore sui social solo per averla doppiata. 

Questo è uno dei giochi, che chiamare così trovo riduttivo.
Videogioco da quando ero un bambino, dai primissini anni 80. Raramente ho provato sentimenti così forti, contrastanti, ondivaghi, per quanto riguarda un videogioco e la sua storia.
Per me The Last Of Us 2 è stata un'esperienza, qualcosa che ha trasceso il media. 
Mi sono commosso, ho provato rabbia, voglia di vendetta, ho capito, ho perdonato, ho sperato, ho sudato, ho sofferto. Questa si chiama empatia, questi personaggi che per molti sono solo pupazzi 3D mi hanno trasmesso tutti questi sentimenti, mi sono arrivati come un pugno nello stomaco ogni volta.
Intrippato come davanti alla migliore delle serie tv, mi sono trovato a spegnere a forza la PS4 nel timore di finire troppo presto questa esperienza, per fortuna, piuttosto longeva.




Da una parte capisco chi sta provando frustrazione verso i programmatori perché non gli hanno dato la storia felice che si aspettavano, il seguito che volevano. 
D'altra parte però non capirò MAI come si possa riservare tanta violenza verbale verso delle persone reali per una storia fittizzia, per personaggi di fantasia. Tutta ‘sta polemica poi perché il gioco non ha la storia che volevano in molti, una semplice ripetizione del primo, il classico seguito che fa leggermente maturare i personaggi quel tanto che basta da essere rassicurante per i più. Come se le azioni del precedente capitolo non avessero conseguenze.
I ND invece hanno spiazzato le persone creando qualcosa di totalmente inaspettato, di maturo, di spietato, ed ecco le critiche feroci. 

Tornando al gioco, come ho già accennato in precedenza, compie enormi scelte morali, coraggiose e inedite che non ti aspetteresti mai dal sequel di un videogioco. Raramente ho visto tanta violenza, rabbia, disillusione, espressività, libertà creativa, infatti lo sconsiglio caldamente ai ragazzi molto giovani, da noi è vietato ai minori di 18, ma sono regole che, soprattutto nel nostro paese, non vengono MAI rispettate come dovrebbero.

Ogni azione ha un peso, la violenza a un certo punto diventa quasi nauseante per il giocatore,  ogni uccisione è accompagnata da una sorta di senso di colpa che ti molla raramente durante la storia.

Il cambio di prospettiva dell'avventura a metà storia è stata una scelta molto contestata.
Non a tutti è piaciuto vestire i panni di Abby, per alcuni una forzatura innaturale. A mio avviso invece è il punto focale della storia, ti fa comprendere come non esistano buoni e cattivi ma punti di vista diversi dal nostro, ogni cosa è relativa. Questo atto di coraggio degli sviluppatori per me va premiato, e mi dispiace molto che non sia stato apprezzato da tutti.
Viviamo in un mondo restio al cambiamento, a parole lo vogliamo, ma a conti fatti lo temiamo, non è la comfort zone, ci destabilizza. Certo inizialmente anche io non ho sopportato il personaggio di Abby, ma ciò è voluto, se non si riesce a fare quello step in più avvicinandosi alla storia con la giusta apertura mentale si rimane relegati al passato, ancorati a: "non è ciò che volevo".

Ma quando mai poi si è visto un gioco con: 2 protagoniste lesbiche e una donna apparentemente mascolina ma etero. Si sovvertono punti di vista, convinzioni, convenzioni. Questo è The Last Of Us 2. 
Un "gioco" che va oltre il suo media, che sfonda la quarta parete, che ti tocca nel profondo lasciandoti spesso interdetto, senza via di uscita. 

La colonna sonora incalzante del premio Oscar Gustavo Santaolalla, ti preme nel petto, ti pulsa dentro tutta l'avventura. Le citazioni musicali si sprecano, dai Pearl Jam agli a-ah, scene già cult nel mondo videoludico.
La grafica spreme in modo incredibile l'hardware di PS4 settando nuovi standard. Ogni parola a riguardo sarebbe superflua. C'è uno studio maniacale dietro a ogni singola cosa, niente è lasciato al caso, raramente si riscontrano cali di tono, il level desgin è splendido, sfaccettato, multilivello, un passo avanti rispetto al precedente titolo. Certo si ha meno varietà di ambienti rispetto al primo, ma gli scorci che si vedono lasciano a bocca aperta, e alcune parti sono vera e propria poesia. Da segnalare poi che il tutto qui si svolge in 3 giorni, mentre il precedente compiva un viaggio della durata di un anno, ecco perché per taluni le ambientazioni possono essere meno varie, ma qui il focus sono soprattutto i personaggi e le loro azioni, i loro sentimenti, il resto è puro contesto.

Belli i flashback, mai ridondanti e sempre funzionali, alcuni particolarmente poetici e toccanti.
Il gameplay è stato migliorato e ampliato, ciò non significa che sia una vera rivoluzione rispetto al precedente ma compie un decisivo passo avanti. 

Capisco e comprendo che The Last Of Us part II possa lasciare attoniti, che possa anche non piacere, però da qui a criticarlo ferocemente a mio parere ce ne passa. Questo è uno di quei titoli che si ricorderanno anche tra molti anni, è innovativo, ha una forza dirompente incredibile, sovverte il concetto di bene e male, lascia il segno. Non è certo un mero esercizio di stile, e traccia una via per gli sviluppatori.

Forse per qualcuno potrà essere forzata tutta "l'inclusività" che si porta dietro, ma a quel qualcuno chiederei: hai giocato al primo capitolo? Ellie era già dichiaratamente gay, qual è il problema? 
Quanti giochi toccano questo tema? Io credo sia molto importante sdoganare certe tematiche. 
Sulle scelte narrative invece potremmo discuterne all'infinito, ogni grande storia ha pure i suoi espedienti narrativi dietro.

Questo gioco a mio parere, meriterrebbe di essere vissuto da tutti gli amanti dei videogiochi, e non solo, perché ha una capacità di raccontare e coinvolgere che raramente mi è capitato di vedere, non fatevi condizionare dalle critiche, godetevi questo viaggio senza preconcetti.

Sono molto curioso di vedere come sarà la mini serie HBO dedicata a The Last Of Us, Johan Renck risulta essere il regista dell'episodio pilota, ma per vederla purtroppo bisognerà attendere almeno il prossimo anno.

Vi lascio alla mia video recensione della Special Edition del gioco:





See you soon guys!

giovedì 12 marzo 2020

11 consigli nerd ai tempi del coronavirus

Questo è sicuramente il periodo storico più complesso che abbia mai vissuto nella mia esistenza. 
Non avrei mai immaginato che ci potessimo trovare in una situazione simile.
Il mio pensiero più grande va alle famiglie colpite dal coronavirus, agli ospedali, ai medici, agli infermieri, ai commercianti,  Ciò nonostante penso che non si debba mai perdere la capacità di sorridere.
Le mie passioni mi hanno sempre salvato nei momenti più ardui della mia vita. 
Ho pensato a cosa potevo fare in questo momento per la collettività, oltre a salvaguardare me stesso e chi ho intorno, perché non fare un video con qualche consiglio? 
Ho così tante passioni e voglio continuare a condividerle con il mondo.

Questo vuol essere un monito soprattutto verso i più giovani che mi pare stiano prendendo questa situazione molto sotto gamba. 
Mi auguro che altri possano seguire il mio esempio, e già sono sicuro che stia accadendo. 
Ho pensato di aderire alla campagna: "#iorestoacasa", con un'altra: "#ionerdo". Cosa significa? Che si può viaggiare anche stando nella propria stanza! Lo faccio da una vita, provate anche voi!

Fermiamo il coronavirus restando con le nostre passioni! ❤️
Vi allego il video dove spiego meglio cosa intendo.

Sono sicuro che un giorno ricorderemo tutto questo solo come un lontano ricordo, nel frattempo dobbiamo fare il possibile per continuare a preservare i nostri sorrisi e le vite di tutti.

Vi abbraccio.



Moreno



giovedì 29 marzo 2018

Grazie a Fabrizio Frizzi




La morte di Fabrizio Frizzi ha colpito tutti.
Raramente ho visto un moto di dolore così grande muoversi a tutti i livelli, e ciò mi ha fatto riflettere molto.
Infatti, in una società apparentemente arida come la nostra, dove appare figo essere cinici, cattivi, stronzi, uno come Frizzi è un caso raro, una persona che in altre circostanze alcuni definirebbero come una sorta di "loser", invece no, ci ha dimostrato quanto abbiamo bisogno di sorrisi, normalità, gentilezza, cura e amore.

Basta vedere quanto Frizzi si è prodigato per il prossimo, a quante associazioni benefiche ha aderito, quanto si è donato, mostrando inoltre la sua abnegazione ammirevole per il lavoro.
A chi non è capitato di sentirsi dire: "sei troppo buono", come se fosse un deficit, una mancanza?
Essere buoni è un plus non un malus, dobbiamo imparare a educarci all'importanza della nobiltà d'animo, e non a passare il tempo pensando a come fregare il prossimo indossando le maschere più disparate, perché tanto "lo fanno tutti".

In queste ore, tra le tante interviste sulla dipartita di Fabrizio Frizzi, mi hanno colpito le parole di Milly Carlucci al Corriere della sera, calzano molto con quanto ho scritto sino ad ora:
"In questi mesi ha dimostrato cosa significhi essere un uomo forte: spesso la forza viene fraintesa con l’aggressività. Lui che era l’uomo più mite del mondo ha dimostrato invece cosa significhi esserlo per davvero."
Infatti, spesso fraintendiamo la forza con l'urlare, con l'imporsi sul prossimo, con la maleducazione e l'arroganza, ma è tutt'altro che così, anzi, è spesso dimostrazione di debolezza e pochezza interiore.

Ci tengo quindi a ringraziare Fabrizio per l'insegnamento che ci ha lasciato, per l'amore che ha seminato, per i dolci ricordi di quando presentava in tv Doreamon e più avanti Scommettiamo Che...?; per aver reso così umano un giocattolo: Woody di Toy Story, e a proposito, ti voglio vedere ora a trovare chi lo sostituirà per il quarto imminente capitolo.
Un uomo che non ha mai perso la speranza di un domani migliore, un uomo profondamente ottimista, con una grandissima dignità, che è stato fortunato quanto sfortunato nella sua fine prematura, ma che a mio avviso meritava più considerazione in vita, soprattutto da quella Rai che ora tanto lo sta lodando.

La  mia vicinanza a sua moglie Carlotta Mantovan, alla figlia Stella e a tutte le persone che stanno patendo per questa perdita.

Ciao Fabrizio, sei e rimarrai sempre il nostro sceriffo preferito!