Ci lascia Quincy Jones, una figura a dir poco leggendaria nel mondo della musica. Lascia un segno indelebile, basta pensare alle sue produzioni con Michael Jackson ma anche con molti altri grandi artisti. Ne ho un bel ricordo di quando l’ho incontrato nel lontano 2003, fu molto divertito dal mio entusiasmo, non mi pareva vero di averlo davanti, conserverò sempre il suo autografo sull’album Thriller. Vi posto le foto che gli ho scattato in quel magico giorno.
Questa notte ci ha lasciato Lisa Marie Presley, figlia unica del leggendario Elvis Presley.
Una donna dalla vita complessa, difficile sin dalla tenera età. Si è trovata a doversi confrontare con la morte del padre ancora bambina, vivendo una vita all’ombra, fatta di abusi, di sconfitte, di dolori.
In queste ore ho letto le teorie più disparate, i no vax hanno quasi esultato dell’ennesimo malore vip per loro correlato ai vaccini. Bene, voglio ricordare che la famiglia Presley è costellata di morti giovani, soprattutto dal ramo paterno. Ho letto proprio di recente un libro su Elvis che parla di queste cose che vi consiglio:
Una lettura molto interessante ed esaustiva. Teniamo poi conto che Lisa due anni fa ha subito un grosso lutto da cui non si era mai ripresa: il suicidio di suo figlio. Penso che davanti a certe cose sia giusto portare rispetto senza sperticarsi cercando di mostrare ragioni che di fatto non esistono.
Sono molto addolorato dalla morte di Lisa Marie, una donna dal destino sin troppo segnato che avrebbe meritato maggiori fortune. Spero che ora sia in un posto migliore accanto ai propri cari.
Well, weel, well, cari amicici lontani e vicini, ho avuto occasioni di andare alla prima edizione di Gardacon, fiera del fumetto dalle parti di Montichiari, e mi sono proprio divertito!
Non avevo chissà che aspettative, volevo giusto staccare dal solito tran tran e immergermi nel mio amato mondo dei fumetti. Ho trovato un organizzazione davvero attenta, eventi ben incastrati tra loro, ospiti di tutto rispetto. Atmosfera generalmente rilassata e ordinata.
Prima di tutto ho avuto finalmente l'occasione di incontrare un autore che apprezzo da tanto tempo, mi riferisco a Daw, celebre per le sue strisce sull'amore denominate: "Lov".
Purtroppo è un fumettista a mio avviso sottovalutato, senza contare che è stato vandalizzato da molti copioni senza scrupoli.
Devo dire che si è rivelato un ragazzo alla mano e simpatico - quasi - quanto le sue vignette.
Ho seguito poi la conferenza di Gianluca Iacono, doppiatore famoso soprattutto per aver prestato la voce a Vegeta di Dragon Ball. Attore brillante, acuto, e senza tracce di divismi vari, molto alla mano.
Epocale il suo urlo:"BIG BANG ATTACK!" Che ha fatto letteralmente tremare la sala che ci stava ospitando e che sono riuscito a immortale nel video che vi allego in fondo al post.
Il tutto è stato chiuso con un mini live di Cristina D'Avena, che ha proposto varie tracce dal suo ultimo album di duetti, dove le sue canzoni sono riproposte in chiave moderna accompagnata da altri artisti.
Ho potuto apprezzare la disponibilità di Cristina già varie volte, e anche questa volta non ha deluso le aspettative, anzi, non si è proprio risparmiata! Purtroppo non ho potuto fermarmi ulteriormente per la sessione di rito degli autografi, tanto ne ho già uno da diversi anni (gne gne), certo mi sarebbe piaciuto incontrarla ancora, sarà per la prossima volta.
La fiera si è presentata densa di stand, oggettistica, cosplayer, una zona veramente bella dedicata agli arcade con chicche assurde, tipo il cabinato originale di Out-Run totalmente funzionante, un padiglione poi dedicato ai giochi da tavolo, realtà virtuale, videogiochi vari.
In conclusione, ho trovato questo Gardacon davvero interessante e ben strutturato. Se queste sono le premesse, rischia di diventare un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati.
Complimenti agli organizzatori, davvero ottimo lavoro, continuate così!
Chiudo lasciandovi un po' di foto e al vlog della giornata direttamente dal mio canale YouTube.
I Queen, sono uno dei miei gruppi preferiti, una band iconica che ha segnato la mia adolescenza.
Ero poco più di un ragazzo quando morì Freddie Mercury, e come tanti della mia generazione ho scoperto il gruppo maggiormente in quella triste occasione, anche se già prima simpatizzavo per loro.
Dalla morte di Mercury, ho avuto l'impressione che il resto del gruppo tirasse un po' a campare su ciò che è stato, a eccezione di John Deacon (lo storico bassista), che è l'unico che in tutti questi anni ha scelto una vita ritirata piuttosto dei riflettori. Bohemian Rhapsody, oltre a essere una delle hit più famose dei Queen, oggi è un film sulla storia del gruppo, dalla sua formazione nel 1970 al 1985, incentrato in particolar modo sul mai troppo compianto vocalist Freddie Mercury.
Prodotto tra gli altri da Brian May e Roger Taylor, il progetto ha avuto una vita molto travagliata: una lavorazione di quasi 10 anni, in cui si sono susseguiti cambi di registi, sceneggiatori, attori, tra cui il bravissimo Sacha Baron Cohen che doveva interpretare il protagonista al posto dell'attuale Rami Malek. Purtroppo dissapori artistici hanno allontanato Cohen dal set, devo ammettere con mio grande rammarico, sono sicuro che avrebbe fatto un lavoro eccelso. Ma andiamo al presente, con i se e i ma non si va da nessuna parte.
La storia inizia con un giovane Mercury, indiano naturalizzato inglese, alle prese con gli studi e un lavoro come gestore di bagagli all'aeroporto, vive in una famiglia conservatrice ma esce ogni sera cercando la sua strada. Una sera, in un pub a modo di ascoltare gli Smile, gruppo in cui militano Roger Taylor alla batteria, e Brian May alla chitarra elettrica, il vocalist li lascia a piedi e Freddie si propone di sostituirlo. Nasce così un sodalizio che rimarrà nella storia della musica, la band cambierà nome grazie all'estro di Mercury in Queen. Il resto, come si suol dire è storia.
La pellicola, si concentra in particolar modo sull'evoluzione umana del protagonista, dal suo incontro con l'amatissima Mary Austin, alla scoperta della propria sessualità, sino ad arrivare alla consapevolezza di essere spiccatamente bisessuale, anche se nel film si fa intendere maggiormente che Freddie sia gay; in realtà pare che il nostro non disdegnasse totalmente il gentil sesso. Molto bella la parte relativa alla creazione dell'album A Night at the Opera del 1975, tra l'altro il mio preferito, e ovviamente ci si concentra sulla composizione della canzone che dà il titolo al film: Bohemiam Rhapsody. Alla lotta artistica per imporre una canzone così innovativa, inoltre pochi sanno che uno dei primi video musicali della storia è proprio quello di questa hit:
Poi la storia prende una vena un po' più drammatica, dove si descrive un Mercury manipolato dal suo manager amante Paul Prenter, alle prese con festini senza fine, solitudine, e redenzione.
Il finale vale il prezzo del biglietto, mi riferisco alla bellissima esibizione del Live Aid del 1985 con cui si chiude la pellicola.
Nella sua totalità trovo che il tutto funzioni, che Rami Malek abbia dato un'ottima interpretazione, anche se a mio parere, soprattutto fisicamente, la sua trasformazione in Mercury funziona molto di più nella prima parte, quando ha i capelli lunghi per intenderci, lo trovo meno somigliante e credibile con i baffi e i capelli corti, ed è un peccato perché doveva essere il punto più iconico della carriera di Freddie. Le movenze, le espressioni, invece quelle ci sono, globalmente quindi penso Malek abbia fatto un ottimo lavoro ma non l'interpretazione da Oscar che stanno invocando alcuni.
Gli altri attori sono piuttosto in parte, anche se per esigenze di copione sono tutti satelliti di Malek, in particolar modo è incredibile la somiglianza di Gwilym Lee, con Brian May, buono anche Joseph Mazzello nei panni di John Deacon, meno riuscito Ben Hardy in quelli di Roger Taylor. Meravigliosa la Mary Austin di Lucy Boynton.
A proposito di Deacon, ho notato che il suo personaggio in un paio di occasioni fa un po' la figura del "fessacchiotto" rispetto al resto della band, spero sia solo una mia impressione e che non sia una "vendetta" di May e Taylor nei confronti del loro collega, anche perché il bassista si è allontanato dal progetto anni fa, quindi dubito abbia avuto voce in capitolo a riguardo.
Altra cosa, alcuni hanno criticato il film per le differenze che ci sono con la realtà, a mio parere ci sta che la storia sia stata un po' romanzata. L'unica cosa che mi ha fatto leggermente storcere il naso è vedere un Mercury con la coda tra le gambe invocare il perdono della band, cosa che non risulta sia mai successa, infatti ognuno ha sempre pensato anche alla propria individualità senza togliere nulla al gruppo.
Freddie, è stato un personaggio con una grandissima personalità, fatico a immaginarmelo succube degli altri. Poi il resto della band pare quasi un gruppo di educandi rispetto a lui, ma è risaputo che gli eccessi ci siano stati da parte di tutti, non certo solo di Fred, anche se lui, a quanto dicono le cronache, ha superato pure gli eccessi mostrati sullo schermo.
Ho notato in generale una punta di eccessivo buonismo, mi riferisco in particolare alla parte finale, non vi spoilero nulla, ma a mio avviso evitabilissimo, stiamo parlando di uno dei gruppi più innovativi di sempre, c'è davvero bisogno di indorare la pillola?
Freddie, ha vissuto la vita al massimo, come l'ha voluta lui, in questa opera sembra quasi che fosse una vittima, invece è stato la regina del suo alveare, non certo l'ape operaia. Mi è mancata anche un po' l'ironia, l'acutezza di Mercury, mi rendo comunque conto che sia davvero complesso tratteggiare in modo completo una personalità tanto sfaccettata in poco più di 2 ore, tra l'altro so che hanno tagliato varie fasi nel montaggio, chissà se una eventuale versione "uncut" possa essere più interessante.
La regia di Bryan Singer, sostituito poi da Dexter Fletcher in corso d'opera, non è certo epocale, poco incisiva per un'opera su una band tanto creativa, però salva la baracca nella parte del Live Aid, dove anche grazie alla computer grafica, riesce ad arrivare a trasmettere un coinvolgimento davvero fortissimo, una parte che mi ha davvero emozionato e commosso.
Il film finisce un po' così, si ha la sensazione che ci potesse essere un maggior approfondimento della vita di Mercury, si esce quindi dalla sala affamati di Queen, di informazioni, di musica, le oltre due ore scorrono velocemente.
In conclusione; un progetto travagliato, riuscito a metà, ma che consiglio di vedere, soprattutto se siete amanti della musica del gruppo, con il patto di saper chiudere gli occhi davanti a qualche inesattezza e a sbavature che in ogni caso non impediscono all'opera di essere godibile.
A Star is Born, è l'opera prima come regista di Bradley Cooper, che vede il suo esordio come attrice nientemeno che Lady Gaga.
Prima di tutto stiamo parlando di un remake, per la precisione del film È nata una stella, pellicola che purtroppo non ho ancora avuto modo di vedere.
Cooper ha quindi scelto la via facile come prima regia? No, direi di no. Prima di tutto perché si è scelto il ruolo del cantantante rock, ha infatti preso lezioni da Eddie Vedder dei Pearl Jam, (e si vede), poi si è affiancato un'artista molto amata ma neofita come attrice. Quindi abbiamo, un attore prestato al canto, e una musicista prestata alla recitazione.
Bello no?
Ok, date le premesse, questo film poteva essere una tavanata di dimensioni bibliche, e invece, invece no! La storia certo non brilla per originalità, il solito clichè della rock star data all'autodistruzione che trova la sua musa in un locale a caso, se la porta sul palco e la fa diventare la diva diddio. Circa il succo è questo, ma il tutto è stato davvero ben confezionato.
Prima tutto abbiamo ottima musica, la ost è molto coinvolgente, e la scelta di sottotitolare tutte le canzoni l'ho trovata davvero azzeccata. Cooper si rivela un cantante credibile, affascinante e carismatico. Gaga, un'anima in cerca della sua dimensione, del suo riscatto.
Entrambi paiono come due treni in corsa, ognuno verso il proprio destino.
L'unica cosa che non ho totalmente apprezzato è lo sviluppo del personaggio di Bradley Cooper (Jackson Maine), un po' debole, sicuramente ispirato a gente tipo Chris Cornell, ma quanto avrei gradito una vena un poco meno decadente, un ritratto meno stereotipato della rock star bella e dannata. Per assurdo ha una maturazione più strutturata la sua controparte femminile: Lady Gaga.
Una rivelazione come attrice, regge praticamente l'intero film sulle sue spalle, però mi è parso che interpretasse un po' sé stessa, sarebbe da rivedere in un ruolo meno cucito addosso alle sue capacità, quindi ancora presto per dire se sia davvero "nata una stella", nel campo cinematografico si intende.
Il resto del cast mi è piaciuto, in particolare un attore che ricordo con molto affetto nel cult Dietro la maschera, mi riferisco a Sam Elliott, mi ha fatto davvero piacere rivederlo sullo schermo.
Quindi, concludendo, questo è un ottimo film, forse un po' lento in alcune parti che andavano un po' snellite, ma nel complesso un esperimento riuscito. Toccante, coinvolgente, divertente in alcuni frangenti, con quel finale che, anche se piuttosto telefonato, ti rimane dentro per un bel po'.
Bravo Bradley, aspettiamo la tua opera seconda, nel frattempo ascoltatevi pure l'ost di A Star is Born che spacca veramente.
Mentre scrivo è la ricorrenza della morte di Michael Jackson, deceduto il 25 giugno 2009, sono passati quindi ben 7 anni da quel giorno che ha scioccato il mondo, e che ha cambiato così tanto la vita di molti. Ogni volta che si avvicina questa data escono notizie assurde su Jackson, quasi si volesse sfruttare l'onda mediatica, certo è che il buon Michael è sempre un argomento ghiotto per i media e che diffondere fandonie è una cosa piuttosto semplice oggi giorno.
Ultimamente i media hanno scritto che in casa di Jackson è stato trovato materiale pedopornografico nel 2003. Niente di più falso, questo è un reato federale, MJ avrebbe visto direttamente il carcere. Troppi si dimenticano che il 13 giugno 2005, Michael Jackson è stato assolto da ben 14 capi di imputazione. Che l'FBI stessa ha indagato anni su Jackson senza trovare uno straccio di prova a dimostrare le sue presunte tendenze illecite nei confronti dei bambini.
Qui info più dettagliate:
In rete si può trovare la lista delle cose che sono state trovate in casa Jackson nel raid a Neverland del 2003 da parte della polizia di Santa Barbara, più che che libri di nudi artistici, o riviste come Hustler non hanno trovato. In ogni caso a seguito di tutto ciò la polizia dichiarò:
Anche se in inglese credo sia chiaro per chiunque, in ogni caso per quei due o tre che hanno dubbi:"nessuno del materiale contenuto in questi libri può essere considerato pornografia con bambini". Eppure, eppure i media continuano a mentire spudoratamente. I giornali italiani sguazzano in certa accozzaglia e hanno pubblicato più e più articoli a riguardo, addirittura anche quando è arrivata la smentita dalla stessa polizia californiana che lavorò al caso Jackson.
Esiste una sorta di ostinazione da parte dei media nel voler distruggere Jackson, lo hanno fatto da vivo, lo stanno facendo da morto. Certo è che tutte queste cose insieme mi puzzano. Voglio accennarvi anche di quel simpaticone di Sean Lennon, amico di Jackson negli anni '80, lo ha difeso più volte ed è famoso più che altro per essere figlio di John e per aver partecipato al film "Moonwalker" con lo stesso Michael. Bene, proprio a inizio mese ha fatto uscire un video musicale, la canzone si chiama Bubble Burst, lui ne parla come se fosse arte, a me pare proprio spazzatura, aprezzo giusto la parte in stop motion, :
A Sean Lennon sono arrivate molte critiche dopo aver fatto uscire questo video diretto da Les Claypool, lui si è difeso dicendo che Michael era bizzarro e molto solo, che lui ha voluto descrivere tutto questo sotto forma di parodia e arte, mi domando se fosse così placido se qualcuno facesse la stessa cosa con suo padre. Lo trovo di un cattivo gusto allucinante, seriamente disturbante. Tra l'altro ho dato un'occhiata al Facebook del signor Lennon e noto che è tutt'altro che misurato nelle sue argomentazioni, per chiunque volesse farsene un'idea: https://www.facebook.com/seanlennon/posts/10154194082464431?__mref=message
Alcune risposte degli utenti sono stupende, ma in particolare vi voglio segnalare questa di una ragazza italiana che mi ha fatto morì:
Qualcuno forse si starà chiedendo perché ho fatto questo post.
Bene, questa è la mia piccola difesa a un uomo che mi ha dato tanto, che da ragazzo mi ha aiutato con la sua arte, la sua presenza, che è stato ucciso da un mondo che non ha saputo apprezzarlo in pieno, e da un dottore incosciente, vogliamo uccidere anche la sua memoria? Sono stanco di leggere queste cazzate, non è possibile nel 2016 mostrare tanta ignoranza.
Informatevi, il processo del 2005 è stato una farsa, non c'erano prove concrete, non vi era NULLA, solo un procuratore distrettuale livoroso, Thomas Sneddon, e la voglia di trovare per forza un colpevole, perché strano, perché diverso.
Una sorta di caccia delle streghe ben documentata nel libro "Michael Jackson Il Complotto" di Aphrodite Jones. Visto che è fuori catalogo potete dare un'occhiata anche alla pagina wiki sul processo: https://it.wikipedia.org/wiki/Processo_a_Michael_Jackson
cercate in rete, documentatevi, non fermatevi.
"Il pregiudizio è ignoranza", "solo perché lo vedete in tv o lo leggete su un giornale non significa che sia vero". Andate oltre il muro. Michael Jackson ci ha insegnato ad abbattere le barriere, raziali, culturali, noi oggi giorno siamo ancora chiusi in un provincialismo disarmante, non stiamo imparando niente dalla storia. Mi rincuora che le falsità hanno vita breve, miti come quello di Jackson vivranno per sempre.
Ciao Michael, non guardare troppo a noi e grazie per ciò che ci hai donato.
"Non so dove sto andando ma vi prometto che non sarò noioso." David Bowie
Bowie ha saputo più di altri donarsi, con la sua voce, le sue parole, la sua musica, è riuscito a infrangere ogni barriera, arrivando oltre, spesso oltre la nostra stessa comprensione, così avanti a tutti da doversi spesso fermare per prendere fiato, ripartendo poi per la sua corsa. Oggi David si ferma per un attimo e riparte verso quell'infinito che gli appartiene. Il mio cuore è gonfio, pesante, consapevole della fortuna di aver vissuto e condiviso lo stesso tempo con un'artista così straordinario, un uomo che sino all'ultimo ci ha saputo stupire, ci ha incantato, e come per magia se né andato.
Il Goblin King, il Duca Bianco, l'alieno venuto da Marte torna libero di esplorare mondi a noi ignoti. Grazie di cuore per tutto ciò che ci hai donato BlackStar, ci hai stupito, sino alla fine.
Losing My Religion dei R.E.M, è sicuramente uno dei miei brani preferiti, e una di quelle canzoni che per me ha un gran valore affettivo. Nasce tutto da quando frequentavo la Scuola Del Fumetto a Milano, un giorno il professore di italiano, gran persona, ci chiese di portare due brani per noi importanti, per analizzarne il testo, e con una mia compagna portai anche Losing My Religion, che a dir la verità, al tempo non mi colpiva tanto per il suo messaggio, ma più per le sonorità, infatti l'insegnante si disse deluso per la mia scelta poco ardita, invece devo dire che da adulto poi l'ho compresa meglio, apprezzandola di più anche per ciò che vuole comunicare.
Bene, dopo questo piccolo angolo amarcord, prima di lasciarvi al solito testo tradotto della canzone, vi metto qualche curiosità riguardante questo classico anni '90.
Viene ritenuta la canzone più famosa dei R.E.M., la rivista Rolling Stone l'ha posizionato tra le 500 canzoni migliori, sta al infatti al n.170. Nonostante il titolo, non è legata a tematiche religiose, lo stesso Michael Stipe ha dichiarato di essersi ispirato al classico dei Police Every Breath You Take.
Il video è stato girato da Tarsem Singh, regista di The Cell e di Biancaneve, contiene immagini di varie religioni e fu nominato, nel 1991, agli MTV music awards, vinse anche come best art, best group e best editing, non male direi!
Sono passati quattro anni dall'uscita del precedente disco postumo di Michael Jackson, un progetto che è stato molto discusso e relativamente apprezzato, a suo tempo ne ho parlato in questo post qui. Proprio in questi giorni è stato presentato il "nuovo" album di MJ, in uscita il 13 maggio, dal titolo Xscape. La title track per i fans non è certo nuova, anzi, la si conosce da più di un decennio, scarto di Invincible finito in rete non si sa come.
Le canzoni che sono state annunciate sono quasi tutte ben conosciute dagli appassionati, almeno questa volta si dovrebbe essere sicuri che non ci saranno altri a cantare al posto di MJ. La copertina è di Mat Maitland, artista che ha già lavorato per artisti del calibro di Prince e Kanye West, in una recente intervista spiega da dove gli è venuta l'ispirazione per la cover: "ho voluto evocare una incarnazione contemporanea di Michael come artista che ha costantemente iniettato nuova linfa nella sua musica e ho cercato di concentrarmi su entrambi gli aspetti intriganti e futuristici di MJ. Oltre ad essere un omaggio, spero che ispirerà la riflessione su un uomo che continua a stimolare e a offrire uniche possibilità musicali e creative per tanti oggi. Ho anche provato a dire che Michael è intorno a noi, nel nostro universo e oltre, sulla terra e nello spazio."
Questa volta devo dire che la copertina dell'album mi piace, anche se ho visto la comunità Jacksoniana non proprio contenta di questo lavoro, per non parlare delle polemiche sull'uscita dell'album. Vorrei spendere due parole a proposito, capisco l'amore per l'artista e per il suo perfezionismo, ma trovo giusto preservare l'arte, quando muore una persona non muore automaticamente ciò che ci ha lasciato, ma anzi, continua a vivere, e così facendo rende immortale l'uomo e l'artista. D'altro canto quante opere sono uscite postume nel corso dei secoli? Quanta arte avremmo perso ragionando dicendo: "no, Leonardo non avrebbe voluto far vedere una sua opera non finita".
Quello che mi fa storcere il naso è il tipo di operazione, apprezzerei molto di più che queste canzoni venissero proposte solo nella loro forma originale, senza nessun tipo di rimaneggiamento, e magari in cofanetti divisi per ere, ma capisco che le mie sono considerazioni da appassionato, e che non ragiono come ragiona il mercato discografico, che deve prima di tutto vendere e fare soldi.
Per fortuna questa volta Sonyci farà ascoltare anche le canzoni così come le ha concepite Michael Jackson, purtroppo solo nella versione deluxe dell'album Exscape. I produttori che hanno partecipato al progetto sono tutti fan di MJ, e gente con cui ha lavorato o con cui voleva lavorare, vedi Timbaland, Jerkins, L.A. Reid che ha collaborato nella selezione dei brani, che dovrebbero essere:
Love Never Felt So Good
A Place With No Name
Slave To The Rhythm
She Was Lovin' Me
Chicago
Blue Gangster
12 O' Clock (Do Yo Know Where Your Children Are)
Xscape
Quindi ricapitolando, il 13 maggio avremo una versione standard, che consisterà in un cd da 8 brani inediti rivisitati in chiave contemporanea dai produttori che ho citato prima, e la versione deluxe, che conterrà anche un altro cd con i brani nella loro versione originale più, rumors dicono, due video, si presume sulla lavorazione di Invincible con Jerkins.
Vi lascio con un estratto dell'album, mixato da DJ ADA:
Cara mamma, oggi sono due anni che hai lasciato questa terra. Ricorderò sempre l'ultima volta che ho potuto parlarti, anche in un letto di ospedale ti preoccupavi di me, del mio viaggio per ritornare a casa.
Mi manchi, se potessi tornerei a quella sera e ti non ti lascerei più. Purtroppo non abbiamo mai avuto un rapporto facile, e soffro di ciò che non sono riuscito a darti quando era possibile, certo non era sempre semplice starti vicino, avevi un gran dolore dentro di te e ció si rifletteva anche nel tuo rapporto con l'esterno. Non sei mai stata capita e apprezzata in pieno, non hai ricevuto quanto hai dato e so che ciò ti ha dato grande frustrazione, spesse volte sei stata usata a causa della tua ingenuità, più cercavi di farti amare e meno ci riuscivi, più ti perdevi, quante similitudini abbiamo, più passa il tempo e più me ne rendo conto. Recentemente ho trovato il tuo diario, non c'è scritto altro che di papà; hai passato la vita inseguendo il suo amore, nonostante i vostri litigi non potevate vivere l'uno senza l'altro, spero che almeno ora siate insieme serenamente, che tu possa aver trovato la pace che la vita non ti ha dato.
Il buon David ha sempre una risposta giusta per tutto. Negli ultimi anni la mia vita è molto cambiata, sin troppo direi, e il difficile è adattarsi ai cambiamenti, infatti la mia bruttura è che rimango sempre troppo uguale a me stesso... e invece no, bisogna sempre cambiare, cambiare punto di vista, cambiare sé stessi, cambiare vita, cambiare attitudini, imparare dai propri errori, altrimenti come sopravvivi? Siamo figli delle nostre esperienze e in qualche dobbiamo evolvere, altrimenti a che serve stare al mondo?
Dai, ce la farò, vero Ruggè?
Vabbè, un po' di autoironia ogni tanto non guasta. Andiamo alla canzone, una delle mie preferite di David Bowie, Changes, spettacolare brano contenuto nell'immortale album Hunky Dory del 1971.
La dedico a me e a tutte quelle persone che stanno cercando di attuare un cambiamento nelle loro vite, in se stessi, che sia di buon auspicio. Vi lascio con la traduzione del testo e a un video con le lyrics originali:
MUTAMENTI
Non so ancora cosa stavo aspettando
E il mio tempo passava irruente
Un milione di vicoli ciechi
Ogni volta che pensavo di avercela fatta
Sembrava che il sapore
non fosse così dolce
mi sono voltato per guardarmi
ma non ho colto il minimo accenno
di come gli altri vedono uno che finge
sono troppo veloce per quella prova
M-m-m-m-mutamenti
(Girati e affronta lo straniero)
M-m-mutamenti
Non voglio essere più ricco
M-m-m-m-mutamenti
(Girati e affronta lo straniero)
M-m-mutamenti
Devo solo cambiare identità
Il tempo può cambiarmi
Ma io non posso inseguire il tempo.
Guardo i vortici che cambiano forma
Senza lasciare mai la corrente
Di calda precarietà e
Così i giorni scorrono attraverso i miei occhi
Ma sembrano sempre uguali
E questi bambini su cui sputi
Mentre cercano di cambiare il loro mondo
Sono immuni ai tuoi consigli
Sanno bene quello
a cui andranno incontro
M-m-m-m-mutamenti
(Girati e affronta lo straniero)
M-m-mutamenti
Non dire loro di crescere e di piantarla
M-m-m-m-mutamenti
(Girati e affronta lo straniero)
M-m-m-m-mutamenti
Dov'è la tua vergogna
Ci hai lasciati dentro fino al collo
Il tempo mi può cambiare
Ma tu non puoi inseguire il tempo.
Strano fascino che mi affascina
I mutamenti seguono
il mio ritmo
M-m-m-m-mutamenti
(Girati e affronta lo straniero)
M-m-mutamenti
Guardate fuori voi che ballate il Rock'n'Roll
M-m-m-m-mutamenti
(Girati e affronta lo straniero)
M-m-mutamenti
Molto presto sarai
un po' più vecchio
Il tempo può cambiarmi
Ma non riesco a inseguire il tempo
Ho detto che il tempo può cambiarmi
Ma non riesco a inseguire il tempo
A proposito di cambiamenti: scusate l'accostamento in un post in parte ironico, ma ci tengo ad augurare al popolo Sardo di uscire presto dall'immane tragedia che l'ha toccato in queste ore. Il mio pensiero va a voi.
Ne ho viste di cose fighe, ma il concerto di ieri sera si piazza sicuramente nella mia personale top.
I Depeche Mode a San siro sono stati una grandissima emozione, non mi aspettavo nemmeno io di esserne così coinvolto. Contando poi che avevo visto Michael Jackson nel '97 nella stessa cornice, il mio pensiero è stato volto a lui, almeno inizialmente, al primo impatto, poi sono arrivati Dave Gahan e soci sul palco e han spazzato via tutti i miei timori.
Devastanti, a dir poco, una scaletta praticamente perfetta. I DM hanno reso giustizia alla figura della rock band, si sono dimostrati all'altezza della loro fama, anzi, hanno superato le mie più rosee aspettative, anche se avevo visto già dei loro live, vederli dal vivo è altra cosa. In particolare proprio Gahan mi ha stupito, una voce quasi sempre perfetta, e una padronanza del palco che ho visto poche volte nella vita.
Due ore e mezza di puro orgasmo musicale, non so come altro definire ciò che ho potuto vedere ieri.
Non si sono mai risparmiati, anzi! Inizialmente una versione di Welcome to my world, diversa dal disco, molto molto bella, poi lentamente, presi per mano, Angel, Walking in My Shoes, la meravigliosa versione acustica di Home che mi ha letteralmente rapito... sino ai pezzi immancabili come Enjoy the Silence e Personal Jesus.
Per onore di cronaca vi posto la scaletta completa del concerto, e che scaletta:
Welcome to My World
Angel
Walking in My Shoes
Precious
Black Celebration
Policy of Truth
Should Be Higher
Barrel of a Gun
Higher Love
Shake the Disease (Acustica)
Heaven
Soothe My Soul
A Pain That I’m Used To
A Question of Time
Secret to the End
Enjoy the Silence
Personal Jesus
Goodbye
Home (Acustica)
Halo
Just Can’t Get Enough
I Feel You
Never Let Me Down Again
Trentatré anni di carriera e non sentirli questi Depeche Mode, anzi, l'esperienza li ha fatti sempre più grandi e ha esteso il loro pubblico formando una fan base ormai indissolubile. Infatti una delle cose che più mi ha colpito osservando intorno a me è stata l'estrema varietà del pubblico, dalla ragazzina, alla signora di mezza età... sessanta mila persone unite da un solo battito, da un solo colore, dalla musica.
Ricordo che i DM saranno domani sera allo stadio Olimpico di Roma, se siete da quelle parti vi consiglio di non lasciarvi sfuggire una tale occasione, non ve ne pentirete!
Un grazie particolare a Rossella per avermi accompagnato in questa bellissima avventura.
« Scrivere questo disco è stato particolarmente incoraggiante, dato che volevo un suono molto moderno. Volevo che la gente si sentisse bene ascoltandolo, che trovasse una certa pace. C’è stato qualcosa di veramente magico in questo. » Martin Gore
Periodo di grandi ritorni questo, dopo il leggendario David Bowie con il suo The Next Day, ecco il turno dei Depeche Mode con Delta Machine.
L'album si presenta con il suono tipico dei Depeche, indi molto elettronico con qualche piccola incursione acustica.
Sicuramente come album mi sta piacendo di più di Sound of the Universe, anche se necessito di più ascolti per assimilare meglio le varie tracce, indi il mio parere è ancora prematuro, ma infondo questo post non vuole certo essere una recensione.
Del cd è presente una deluxe edition, come va tanto di moda ultimamente, contenente un doppio cd, nel primo troviamo le stesse canzoni della normal edition, nel secondo 4 bonus track. Da segnalare che chi prenotava da Itunes aveva diritto a un ulteriore traccia.
I Depeche saranno in Italia il prossimo luglio, per la precisione il 18 e il 20 con date a Milano e Roma, e infatti andrò a vederli, ecco la prova fotografica del misfatto:
Sino ad ora dall'album sono stati tratti due singoli con relativi videoclip, Heaven e Soothe My Soul.
Visto che mi piace andare contro corrente vi propongo il testo, e relativa traduzione, della bella Welcome To my World, canzone di apertura di Delta Machine:
Da pochi poco tempo è uscito su Itunes l'EP di Claire, Fallen Angel.
Una giovane ragazza con una voce molto melodiosa che ha un sogno: diventare una cantante. Essendo mia amica ho pensato di farle una piccola intervista, spero possa piacervi e aiutarvi ad avvicinarvi alla sua musica.
Clara, o meglio Claire, ti va di presentarti?
Ma certo che mi va: mi chiamo Clara, ho 27 anni, vivo in provincia di Pavia e nutro un amore incommensurabile per tutto ciò che si possa definire musica, dalle sigle dei cartoni animati, a Chopin. :)
Ho scelto Claire (che è semplicemente la traduzione francese/inglese del mio nome) come nome d'arte, perché il mio papà mi ha sempre chiamata in questo modo, sin da quando ero piccolissima... aveva ideato una canzoncina apposta per me, già prima che nascessi, dove mi chiamava così. Da quando lui non c'è più, ufficializzare questo nome era il minimo che potessi fare, specialmente perché lui è stato il mio primo vero fan... ha sempre appoggiato molto la mia dedizione per la musica.
Quali sono le tue fonti d'ispirazione musicali?
Gli stili che mi affascinano di più sono sempre stati il rock (melodico, ma anche punk-rock) ed il pop (evito di menzionare i singoli artisti, perchè sono un'infinità), ma ascolto un po' di tutto: da Celine Dion ai Metallica, artisti del passato e del presente, senza badare alle mode, perchè la musica è assolutamente senza tempo e non può essere imprigionata in un trend, come ovviamente qualsiasi altra forma d'arte. Sarebbe un peccato tremendo, limitarsi ad ascoltare solo ciò che è in voga al giorno d'oggi.
Non mi piace infatti chi si vanta di ascoltare un solo genere, qualunque esso sia, denigrando gli altri stili... il punto è: chi siamo noi per erigerci a giudici supremi e permetterci di criticare ciò che non abbraccia i nostri gusti? Le polemiche su questi temi mi irritano molto. Trovo assai triste che ci siano persone che litigano per decidere chi ascolta il gruppo migliore o l'artista più celebre. è un atteggiamento infantile.
La musica è tutta meritevole d'attenzione, e dato che ogni essere umano fa caso a sé, non si può assolutamente insultare chi gradisce qualcosa che non incontra la nostra approvazione.
Come mai canti in inglese?
Io e l'inglese siamo sempre stati in sintonia... quando canto, o semplicemente parlo in inglese, è come se uscisse la mia "vera voce", quella artistica, che risiede nella parte più intima del mio animo, come una sorta di alter ego.
Comunque l'inglese non è la sola lingua che amo. Ho ereditato l'interesse per le lingue straniere da mio padre, come del resto la passione per la musica, il disegno e la fotografia. Praticare tutte queste attività non è solo un hobby, ma è soprattutto un modo per sentirmi più vicina a lui, oltre che per realizzare me stessa, naturalmente.
Scrivi tutte le tue canzoni? Quali strumenti sai suonare?
Si, io adoro creare musica e scrivere testi, e fortunatamente riesco a trovare l'ispirazione facilmente, anche nei contesti più impensabili.
Amo anche le collaborazioni, sia quando coinvolgono persone che possiedono una sensibilità simile alla mia, sia quando entrano in gioco persone che hanno idee differenti da quelle della sottoscritta. Trovo che la comunione di più anime non possa che giovare ad una creazione artistica.
I miei strumenti preferiti sono il pianoforte e la chitarra, sia in versione acustica che elettrica. A seconda del mio umore, decido quale di questi "alleati" può aiutarmi a costruire un nuovo brano. :)
Parlami del tuo EP, so che Fallen Angel nasce come tributo a un'artista che entrambi amiamo molto.
Esatto, ovvero l'ineguagliabile Michael Jackson! ;)
Fallen Angel è nata in un periodo di profonda malinconia, tra il 2005 ed il 2006...
Ricordo che cercavo tra i tasti del piano dei suoni che assomigliassero al mio dolore, ma al contempo volevo anche trovare conforto in quella stessa melodia, come fosse una cura; come il vaccino che ti salva ma che proviene dallo stesso male che stava per ucciderti! Ecco perchè la canzone ha un introduzione molto triste, uno sviluppo in crescendo ed un finale trionfante.
Il mio pensiero è volato subito a Michael, perchè lui è stato un eccellente esempio di forza d'animo, per me. Aveva appena attraversato un processo ingiusto e terribile, ma ne era uscito vittorioso, così ho deciso che meritava di essere il protagonista della mia 'ricerca della salvezza', da quel difficile momento.
Quando MJ venne a mancare, la canzone era già stata incisa e non avevo alcuna intenzione di modificare il finale (che appunto è gioioso), perchè il brano era nato così, e non sarebbe stato corretto snaturarlo per colpa di qulla tragedia improvvisa. Voglio che resti un tributo al suo coraggio, per come lui ha reagito a tutto quel veleno che non meritava, non voglio che sia solo un pezzo commemorativo.
Come definiresti il tuo stile musicale in una parola?
Oddio, questa è difficile... uhm... "autentico"? Si, direi proprio che quello è il termine più adatto, perché tutto ciò che ho composto fino ad ora (incluse le demo più scarse) l'ho fatto impiegando ogni millimetro del mio cuore, davvero. Inoltre, il 99% dei brani che scrivo, trattano vicende che ho vissuto realmente, quindi...
Cosa ne pensi dell'attuale panorama musicale mondiale?
Data la vastità di generi musicali e di performer, penso che ricavarsi il proprio angolino nel mondo della discografia, sia un'impresa ardua... in realtà questo pensiero non mi turba più di tanto, perché non sto affatto cercando di creare qualcosa che possa lasciare tutti a bocca aperta, bensì qualcosa che possa lasciare me soddisfatta di aver compiuto il mio lavoro in modo onesto. Non ho la presunzione di raggiungere un pubblico vasto, magari con il tipico tormentone, creato a tavolino; preferisco pochi apprezzamenti ma sinceri.
Io desidero solo mettere i miei sentimenti nero su bianco, per poterli condividere e nulla più, non sono a caccia di fama, grazie al cielo.
I tuoi progetti per il futuro?
Spero di continuare a crescere e a migliorare, per poter offrire una qualità di emozioni sempre nuova ed apprezzabile, a chi mi vuole ascoltare.
C'è un messaggio che vorresti lasciare alle persone che si stanno avvicinando alla tua musica?
Per me l'essenziale è riuscire ad essere di supporto, tramite la musica... che si tratti di un sorriso, un brivido, o di una lacrima di commozione, per me la gratificazione maggiore è sapere che ciò che è scaturito dal mio cuore, ha accarezzato o guarito altri cuori.
Claire, grazie per il tempo che mi hai concesso e tantissimi in bocca al lupo per la tua avventura musicale. :)
Grazie mille e duemila a te!! :D
Vi ricordo ancora che l'EP è disponibile su Itunes a questo indirizzo: QUI
Mi raccomando, promozioniamo la musica Italiana, soprattutto quando si tratta di artisti emergenti.
Vi lascio con il video della canzone Fallen Angel, che vede tra l'altro la partecipazione di mia nipote Eleonora alla composizione delle immagini.
Premessa: tempo fa mi sono imbattuto in un articolo molto interessante riguardante l'aspetto fisico di Michael Jackson. Visto le tantissime leggende metropolitane che sono sempre girate intorno ai cambiamenti di MJ ho pensato di fare una cosa buona diffondendo questo documento. Ringrazio il gruppo http://www.truth4mj.it per la traduzione e per tutto ciò che fanno per difendere la legacy di Michael. Buona lettura.
Ci sono molte speculazioni sul fatto che Michael Jackson soffrisse di dismorfofobia ("una sensazione soggettiva di deformità o di difetto fisico, per la quale il paziente ritiene di essere notato dagli altri, nonostante il suo aspetto rientri nei limiti della norma", ndr.). Vari media sapientoni, psicologi da salotto e veri psicologi hanno affermato che lui soffrisse di questa patologia e di molti altri disturbi mentali, basandosi semplicemente su voci estrapolate fuori dal contesto, foto prese da angolature strane, o peggio, su infondati gossip dei tabloid.
Loro, per di più unanimemente, ignorano i problemi reali che Michael aveva in relazione al proprio aspetto, che andavano oltre il suo controllo.
Ecco alcuni dei fattori esterni che influenzavano il suo aspetto:
Ciò che noi sappiamo davvero e che spesso viene misconosciuto in tutte queste discussioni è questo: Michael soffriva di 2 malattie “sfiguranti”, la Vitiligine e il Lupus.
La Vitiligine lo portò a perdere la pigmentazione in quasi tutte le aree del suo corpo, lasciando la sua pelle traslucida, non bianca, e le manifestazioni fisiche del Lupus lo portarono a perdere i capelli, a eruzioni cutanee e lesioni della pelle.
Ha inoltre sofferto di una grave forma d’acne quando era adolescente che gli ha causato cicatrici profonde, e di un’ustione di 3° grado sul cuoio capelluto nel 1984 (durante le riprese per lo spot Pepsi: http://www.youtube.com/watch?v=U6yLdJQNMoc) che, anche dai risultati dell’autopsia, risulta non essere mai guarita, lasciandogli una calvizie permanente al centro della testa.
Per compensare gli effetti della Vitiligine all'inizio Michael Jackson provò ad utilizzare i trattamenti UVA per ripristinare il pigmento della sua pelle nera, ma quando questi fallirono fu solo nel 1990, secondo le trascrizioni della giuria del 1994, che gli furono prescritte delle creme schiarenti per uniformare il colore della sua pelle. Aveva anche cominciato ad indossare il guanto, maniche lunghe e un pesante trucco per nascondere le parti visibili del suo corpo che non erano pigmentate in modo uniforme, pratiche adottate da molte persone affette da Vitiligine.
I danni provocati dal Lupus e dalla Vitiligine lo hanno portato a tatuarsi con pigmento scuro ciglia, sopracciglia e cuoio capelluto per cercare di nascondere la ricorrente perdita di capelli e pigmentazione in quelle aree. Ha anche dovuto sottoporsi a dei trattamenti sul viso per aiutarlo a correggere i danni estetici delle lesioni e delle eruzioni cutanee provocate dal Lupus.
Per l’ustione, inizialmente ha provato a farsi inserire una specie di “palloncino” nel cuoio capelluto allo scopo di espandere la pelle in quel punto, nella speranza di lasciar crescere tessuto cicatriziale e permettere ai capelli di ricrescere naturalmente, ma dopo numerosi tentativi questa procedura si rivelò fallimentare. A metà degli anni ’90, pare che vi rinunciò, cominciando allora ad usare extention e altre parrucche per mascherare la perdita di capelli. Inoltre, è stato riportato che a volte indossava il fedora per nascondere questo sollevamento cutaneo causato dal palloncino.
Per quanto riguarda il suo naso, secondo la relazione di un medico per il procuratore distrettuale che nel 1993 aveva controllato le sue cartelle cliniche, sembra che il suo secondo intervento al naso del 1983 abbia avuto delle complicazioni dovute ad un’infiammazione di cui stava soffrendo a causa del Lupus, che allora non gli era stato ancora diagnosticato, e dal momento che il Lupus può provocare che la pelle “muoia” nelle aree coinvolte, specialmente con la chirurgia, ha dovuto subire ulteriori interventi di ricostruzione per sistemarlo.
Sembra che abbia tenuto gran parte di tutto questo in privato, senza renderlo pubblico, perché ovviamente sarebbe stato imbarazzante e traumatico per lui, come lo sarebbe per la maggior parte delle persone.
A questi problemi reali molto seri legati al suo aspetto, che lui non poteva controllare, si aggiunse il modo in cui lui era stato preso in giro e ridicolizzato da suo padre e da alcuni membri della sua famiglia per il suo naso ed il suo aspetto quando era un bambino.
Questo è stato ulteriormente aggravato dai media, che lo hanno pubblicamente deriso e denigrato per il suo aspetto, e dalla sua riluttanza nel fornir loro la lista completa di ciò che aveva fatto (a livello estetico, ndr) e perché (molto comprensibilmente! ndr).
Cosa sappiamo ancora: dai risultati dell’autopsia emerge che il naso di Michael non era “collassato” e non c’è alcuna prova che questo sia mai avvenuto.
Michael non ha mai modificato gli occhi, assottigliato le labbra o rifatto gli zigomi.
Per saperlo, basta una semplice occhiata alla sua famiglia: Michael, Janet, La Toya, Paris e Blanket hanno tutti gli stessi grandi occhi da cerbiatto e tutta la famiglia Jackson ha gli stessi zigomi che aveva Michael.
Ha dovuto passarne così tante per via del suo aspetto fisico, è stato messo così tanto sotto i riflettori che sembra inevitabile si sentisse insicuro e ansioso a questo riguardo.
Non so se i media erano soddisfatti quando lo sentivano ripetere quanto fosse infelice per il suo aspetto. Da una parte volevano sapere il perché, dall’altra producevano un numero infinito di articoli, documentari televisivi, interviste con dottori che non lo avevano mai nemmeno visto o migliori amici che lo avevano incontrato una volta sola ad una festa negli anni ‘80, deridendolo e ridendo del suo aspetto fisico, specialmente per la Vitiligine.
Il mio più grosso fastidio non è dovuto al fatto che la gente voglia sostenere che Michael non era felice del suo aspetto e che probabilmente aveva dei complessi in merito, ma perché sembra non abbiano mai provato ad usare empatia verso la sua situazione per capirlo meglio, piuttosto sembra vogliano usare tutto questo solamente per umiliarlo ulteriormente, cancellando quello che gli è successo veramente, per esempio: “Aveva la dismorfofobia, quindi questo prova che si è rifatto il naso 100 volte; odiava il suo aspetto, questo perciò significa che non ha mai avuto davvero la Vitiligine e ha semplicemente voluto sbiancarsi la pelle; ha modificato tutto del suo aspetto, inclusa la sua struttura ossea, so che ha fatto tutto questo perché si sentiva brutto ed è così chiaro che volesse rifarsi completamente la faccia daccapo e dal momento che sappiamo che si è rifatto il naso, questo deve voler dire che lui era disposto a sbiancarsi la pelle e ricostruirsi tutta la faccia.”
Nessuno sceglie mai di parlare o lodarlo in merito a quanto duramente lui abbia lottato per apparire “normale” e tenere questi problemi in privato. Lui ha scelto di truccarsi, tatuarsi, indossare guanti, maniche lunghe, cappelli, parrucche, cosicché la gente non avrebbe dovuto vedere cose che lo riguardavano che avrebbero potuto farli sentire dispiaciuti per lui, e invece la gente usa tutto questo per condannarlo!
“Beh, perché non ci ha fatto semplicemente vedere tutto questo? Perché non se ne andava in giro mezzo nudo per tutto il tempo portando con sé le sue cartelle cliniche in modo che io potessi verificare personalmente tutte queste cose che non andavano in lui? Questo è l’unico modo per cui ognuno avrebbe potuto sapere davvero la verità su di lui. Prometto che non avrei riso di lui ancora, e ancora, e ancora come ho fatto quando lui ha parlato dei suoi problemi”.
La gente dimentica anche di dire che le malattie come la dismorfofobia sono radicate in un sentimento di vergogna. Coloro che ne soffrono si vergognano del loro aspetto che odiano, si vergognano di ciò che fanno per nasconderlo, si vergognano di richiamare l’attenzione di chiunque. Perciò, chiedendosi perché Michael non abbia parlato di questi problemi, insistendo al tempo stesso che lui aveva questo disturbo, mostra solo che la maggior parte della gente non vuole affatto capirlo, ma solamente continuare ad etichettarlo.
Durante le interviste con Oprah e con Bashir è visibilmente stressato e a disagio quando gli vengono fatte domande sulla sua pelle, la chirurgia plastica e le prepotenze che subiva in relazione al suo aspetto. Persino quando non veniva ripreso e c’era solo l’audio, la sua voce si faceva flebile quando ne parlava. Ma sembra che la gente lo volesse vedere totalmente vulnerabile, umiliato (non importa se la gente dice che questo non sarebbe successo: è proprio così che si sarebbe sentito), semplicemente perché così le persone potessero soddisfare le loro idee sul come e sul perché lui apparisse in quel modo.
Una delle mie citazioni preferite su questo argomento è quella di Tom Chiarella dall'Esquire Magazine: “Non mi è mai piaciuto il guanto, ma quando ho visto la sua mano deturpata (dalla vitiligine ndr) l’ho accettato. E ho ammirato quello che lui aveva fatto per coprirla. Non mi è mai stato chiaro se questo lo facesse soffrire o meno, ma immagino di sì. Pensate al bello di questo. Mettere lustrini sulle tue ferite aperte. Pensate al mondo intero che fissa l'unica cosa che ti fa sentire bruttissimo."
Potete trovare la traduzione originale a questo link: QUI
Già che ci sono vi posto questo interessante approfondimento:
☆ Ciao a tutti! Sono Moreno: ex fumettista, blogger dal 2006, amo tutto ciò che viene considerato nerd, collezionare oggetti e sogni. Qui trovi recensioni e approfondimenti su statue/robot/doll, anime, film, fumetti, videogiochi, eventi, viaggi, arte.
Gestisco varie pagine Facebook tra cui quelle di Jeeg Robot e Romano Malaspina.