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mercoledì 22 aprile 2026

Michael: il film definitivo sul Re del Pop?


 


Il 20 aprile ho avuto la grande occasione di partecipare all’anteprima del tanto atteso Michael, diretto da Antoine Fuquae dedicato al Re del Pop, Michael Jackson.

Il film esce oggi, 22 aprile, nelle sale italiane.

Inutile dire che aspettavo con grande curiosità questo biopic, già molto discusso, su una delle figure più influenti — e controverse — della storia della musica e della cultura pop.

Per me, Michael Jackson è sempre stato un artista fondamentale. Da anni si parlava di un film capace di restituire il giusto peso alla sua carriera e alla sua vita personale, e le aspettative erano inevitabilmente alte.

Partiamo da un presupposto importante: Michael è un film, non un documentario. 

La scelta di raccontare la sua storia in ordine cronologico funziona, e lo spettatore viene catapultato subito nel vivo senza una vera introduzione all’infanzia prima della musica. Lo vediamo già bambino, immerso nelle estenuanti prove imposte dal padre, Joe Jackson, interpretato da un ottimo Colman Domingo, tra disciplina ferrea e punizioni severe. Un contesto che ha inevitabilmente segnato il carattere di Michael, spingendolo a rifugiarsi nella fantasia e nella lettura per evadere da una realtà troppo dura per un bambino.



Il film insiste molto sul rapporto conflittuale padre-figlio, ma a un certo punto perde un po’ di tridimensionalità. Gli eventi scorrono uno dopo l’altro, intervallati dalle iconiche canzoni che tutti conosciamo, ma il filo narrativo tende a indebolirsi, soprattutto nella parte finale. Qui il racconto sembra quasi trasformarsi in un lungo concerto, sacrificando in parte la profondità della narrazione.

Interessanti gli accenni alla vitiligine, anche se avrebbero meritato maggiore approfondimento. Più spazio viene invece dedicato al celebre “incidente Pepsi” del 1984, mostrato in modo dettagliato, anche se le conseguenze sulla vita dell’artista restano solo accennate.

Dal punto di vista tecnico, la CGI risulta a tratti invasiva. In particolare, Bubbles — la celebre scimmia di Michael — è forse uno degli elementi meno riusciti del film. Molto riuscita invece sul volto del protagonista, anche se a volte l'effetto finale è leggermente caricaturale.




A convincere pienamente è invece Jaafar Jackson nei panni dello zio: una performance sorprendente, capace di restituire un Michael credibile sia nei movimenti che nell’energia scenica. Ottima anche l’interpretazione vocale ed espressiva; la somiglianza gioca senza dubbio a suo favore, ma resta notevole il lavoro svolto da un attore al suo esordio.

Il film si ferma al Bad Tour, e questo rende un po’ fuorvianti alcune polemiche circolate online riguardo all’assenza delle accuse di pedofilia, che emergeranno solo nel 1993, durante il Dangerous Tour.

In definitiva, Michael è un biopic che intrattiene e funziona, ma che a tratti sembra non voler osare fino in fondo. Si percepisce la volontà di celebrare l’artista, ma meno quella di scavare davvero nell’uomo dietro la leggenda. Alcune sequenze musicali risultano fin troppo dilatate, e si sarebbe potuto dedicare più spazio agli aspetti più intimi e complessi della sua personalità.

Resta comunque aperta la possibilità di un seguito, che potrebbe affrontare la fase più controversa e delicata della vita di Michael Jackson. E sarà proprio lì che si giocherà la sfida più interessante.


Vi lascio alle vostre riflessioni e alla mia recensione completa sul canale YouTube del blog 👇


mercoledì 25 febbraio 2026

Il mio viaggio nell’anteprima di The Dangers in My Heart al cinema 🍿



Sono stato all’anteprima di The Dangers in My Heart: The Movie, e ha superato le mie aspettative. Confesso: quando ho letto “film tratto dall’anime”, pensavo fosse un semplice recap… e invece no, si tratta di qualcosa di più delicato e coerente con lo spirito della serie.


La trama in breve


Il film ripercorre e approfondisce la storia di Kyotaro Ichikawa, ragazzo introverso e pieno di pensieri cupi, e Anna Yamada, la ragazza più popolare della scuola.

Tra imbarazzi, malintesi e silenzi imbarazzanti, quello che all’inizio sembra un rapporto improbabile si trasforma lentamente in qualcosa di tenero, fragile e sorprendentemente sincero.


Rispetto alla serie anime originale, i toni del film sono leggermente più edulcorati: alcune sfumature più cupe vengono smussate, ma il cuore della storia resta intatto. Le emozioni dei protagonisti sono amplificate, e il film mette davvero al centro la loro crescita e il modo unico di imparare a volersi bene.


Regia, disegni e musiche


Il film è diretto da Hiroaki Akagi, che ha già lavorato alla serie originale, e mantiene una coerenza stilistica che apprezzeranno gli spettatori più affezionati.

I disegni sono curati e pieni di dettagli, mentre le musiche accompagnano con delicatezza ogni scena, enfatizzando momenti comici, imbarazzanti o romantici senza mai diventare invadenti. L’adattamento italiano di Patrizio Prata è ottimo, riuscendo a trasmettere le sfumature dei personaggi senza snaturarli.


Distribuzione e pubblico


In Italia il film è curato da Yamato Video e distribuito da Eagle Pictures. Rimarrà nei cinema dal 26 febbraio al 4 marzo come evento speciale.


È un film pensato principalmente per chi ha già seguito la serie: chi è totalmente a digiuno potrebbe sentirsi un po’ spaesato, mentre chi conosce Kyotaro e Anna troverà un’esperienza piacevole e emozionante.


Conclusioni


Se amate le storie romantiche delicate, i personaggi introversi e gli shojo pieni di sentimento, The Dangers in My Heart: The Movie è un piccolo evento da non perdere.

E se siete nuovi alla serie… beh, recuperarla prima non è una cattiva idea!





venerdì 2 gennaio 2026

Gremlins: Gizmo Life Size (3D Glasses Ver.) Medicom Toy



Inizio il nuovo anno parlandovi di un personaggio a cui sono particolarmente legato: Gizmo.

Gremlins è un cult che ha bisogno di poche presentazioni (a proposito, hanno annunciato un terzo capitolo): ha segnato la mia infanzia e quella di molti di noi.

Ho sempre desiderato avere un Gizmo di qualità. In giro se ne trovano parecchi, ma la maggior parte non è davvero accurata.

La mia scelta è quindi ricaduta sul modello Medicom Toy. Certo, il prezzo mi ha scoraggiato a lungo, ma a un certo punto, trovandolo a una cifra ancora “ragionevole”, mi sono detto: ora o mai più.

L’oggetto si presenta molto bene: è ben proporzionato e con un’espressione decisamente kawaii.





Gli occhiali 3D sono un’aggiunta carina, così come le tre palle di pelo che rappresentano la mutazione successiva di Gizmo. La scala è 1:1. 

La mobilità poteva essere migliore: è un peccato che le orecchie non siano snodabili (anche se gli occhi si muovono!). Il painting è buono, ma a mio avviso – soprattutto nella zona del viso – si poteva osare un filo di realismo in più, senza incidere sul prezzo finale.

Detto ciò, al momento questo è il Gizmo definitivo.

Vedremo se, con l’arrivo del terzo capitolo, uscirà un nuovo modello capace di spodestare questo Medicom. Vi lascio al consueto video dal canale YouTube del blog.

Ne approfitto per augurare a tutti voi, superstiti di questi lidi: buon anno 🎬🐾




Per comprarlo: QUI

sabato 19 luglio 2025

Back in Time: la mostra definitiva per i fan di Ritorno al Futuro


Felice a Hill Valley




Sono passati 40 anni da quando Ritorno al Futuro ha fatto il suo debutto sul grande schermo, eppure la trilogia continua ad appassionare generazioni di fan in tutto il mondo. Per celebrare questo importante anniversario, è approdata in Italia una mostra straordinaria: Back in Time – The Exhibition, ospitata nella splendida cornice di Villa Magnaghi a Marcallo con Casone, a pochi chilometri da Milano.


Un tuffo nostalgico… nel futuro!


La mostra è un vero e proprio viaggio nella storia del film: dalla mitica DeLorean ai costumi originali, passando per storyboard, memorabilia, gadget ufficiali e set ricreati con cura. 

Per chi ha amato ogni fotogramma di questa saga, è un’esperienza imperdibile.


L’incontro con Kevin Pike



Durante il mio tour ho avuto anche il piacere – e l’emozione – di incontrare Kevin Pike, storico supervisore degli effetti speciali del film. Pike ha lavorato fianco a fianco con Robert Zemeckis e ha letteralmente “costruito il futuro”, contribuendo a rendere iconica la DeLorean e molte scene leggendarie. Pike ha lavorato a molti film iconici tra cui: 

Lo squalo, Moonwalker, Giochi Stellari, Indiana Jones e il tempio maledetto, Fight Club, Ed Wood.


Abbiamo scambiato qualche parola e gli ho detto che lo ritengo un genio, mi ha firmato una immagine commemorativa che custodirò gelosamente come ricordo di una giornata davvero speciale.


Villa Magnaghi: una location d’altri tempi


Ospitare la mostra in una villa storica come quella di Marcallo con Casone aggiunge ulteriore fascino all’esperienza. Le sale affrescate si alternano agli spazi espositivi in stile industriale, creando un contrasto affascinante tra passato e futuro.




Vuoi vedere la mostra con i miei occhi?


Ho realizzato un video-tour completo che ti porta dentro la mostra, tra i pezzi più rari e curiosi, fino all’incontro con Kevin Pike. Se sei un vero fan, non perdertelo!


🎥 Guarda il video qui sotto:👇🏻



Per info e biglietti:

domenica 13 luglio 2025

Ho amato il nuovo Superman e non me ne vergogno affatto!

 



Ho visto il tanto discusso Superman di James Gunn…

E sapete che vi dico?

Mi sono divertito un sacco!


Questo film arriva dopo mille polemiche, soprattutto dai fan più tossici per via dell’addio a Zack Snyder e all’amato Henry Cavill.

Capisco la delusione, ma vi assicuro: David Corenswet è un gran Superman.

Ho giusto qualche riserva sul costume — in certe scene sembra un po’ goffo — ma nel complesso è il miglior Superman dai tempi del compianto Christopher Reeve.


La trama ci porta da subito nel vivo: Clark Kent è già attivo da anni, ma ancora lotta per trovare il suo posto nel mondo. È un diverso, un alieno cresciuto sulla Terra, e questa condizione lo pesa profondamente.


Deve affrontare minacce globali, un conflitto tra due nazioni immaginarie (non senza strizzare l’occhio alla realtà), e il ritorno di Lex Luthor — interpretato da un Nicholas Hoult spietato e carismatico, mosso da un odio cieco verso Superman.


Al suo fianco troviamo Lois Lane (una brillante Rachel Brosnahan), il cane Krypto e altri eroi DC come Green Lantern, Hawkgirl e Mister Terrific.

Sì, c’è tanta roba — forse troppa — ma funziona.


Il film mescola azione, politica e introspezione, con un tono più luminoso, ironico e speranzoso rispetto al passato.

È il classico stile Gunn: battute, ritmo serrato, ma anche momenti drammatici.

Vediamo un Superman più umano, vulnerabile, meno “messianico” e più vicino a noi.


Ci sono tantissimi omaggi al Superman di Reeve: dalle musiche ai titoli di coda, fino a suo figlio — che appare in un piccolo cameo nei panni di un reporter, lavoro tra l’altro che svolge davvero nella vita.


Il film è perfetto? No.

Ci sono alcune incongruenze di trama, comprimari poco sviluppati e una colonna sonora — a parte il tema di John Williams — abbastanza anonima.


Clark Kent si vede poco e, in certi momenti, c’è troppa carne al fuoco.

La CGI non è sempre all’altezza e Krypto, per quanto simpatico, a volte è un po’ troppo invadente (ma hey, Gunn ama gli animali, lo sappiamo).


Però sapete cosa?

Il film scorre, intrattiene e non annoia mai.

Tocca temi attuali come la diversità, la guerra e la manipolazione mediatica, senza perdere leggerezza.


Personalmente, è il Superman che aspettavo da anni.

Per me, il migliore dai primi tre film storici.

E se il buongiorno si vede dal mattino… questo nuovo universo DC parte con il piede giusto.




mercoledì 25 giugno 2025

Ciao ad Alvaro Vitali

 




Ieri si è spento all'eta di 75 anni Alvaro Vitali, maschera comica del film di genere anni '80.

Ha esordito nel cinema con Federico Fellini, e ha avuto ruoli anche con registi come Polanski, Dino Risi, Monicelli, Sordi. Purtroppo poi si è fossilizzato nel ruolo di Pierino, a parte una parte drammatica in un corto nel 2019. Vitali aveva una maschera che andava valorizzata di più dal cinema, a questo proposito sono curioso del ruolo che gli ha dato Carlo Verdone nel suo Vita da Carlo.

Ho incontrato Alvaro Vitali nel giugno del 2018, lo ricordo molto schivo e sommesso, il contrario del suo personaggio cinematografico. Negli ultimi anni non se l’è passata bene e la moglie lo ha lasciato proprio poco prima della sua morte, che destino beffardo per un uomo che, beceramente o meno, ha passato la vita cercando di far ridere il prossimo. 

Buon viaggio Alvaro, ricordati di salutarmi papà, i miei ricordi d’infanzia con lui mentre guardavo i tuoi film sono ancora vividi. 

Ciao Alvaro, e grazie di tutto!





venerdì 28 marzo 2025

La città proibita il nuovo film di Gabriele Mainetti

 




Quando Gabriele Mainetti porta un nuovo film al cinema, l’attenzione è sempre altissima. Dopo il successo di Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out, il regista torna con “La città proibita”, un’opera che mescola azione e noir in un universo visivamente spettacolare.

Ma la domanda è: vale la pena vederlo? Per rispondere, ho realizzato una recensione express di 3 minuti… con un inizio un po’ particolare. Prima di addentrarmi nel film, infatti, c’è un ospite speciale che ha deciso di dire la sua: il mio micio Tigro! 😼🎬


Un viaggio tra atmosfere dark e suggestioni orientali


“La città proibita” è un film che colpisce prima di tutto per la sua estetica. L’influenza delle arti marziali, del cinema wuxia e dell’animazione giapponese si mescolano con l’inconfondibile tocco di Mainetti, creando un mondo affascinante e immersivo.

La trama si sviluppa tra misteri, combattimenti molto ben coreografati e una storia che tiene incollati allo schermo. Ma funziona davvero? Nel mio short video analizzo il film in maniera rapida e diretta, per chi vuole farsi un’idea senza spoiler.


Se vuoi scoprire se La città proibita fa per te, ti invito a guardare la mia recensione video:


🎥 



E ovviamente, fammi sapere: hai visto il film? Ti è piaciuto? Scrivimi nei commenti o nei DM, e dimmi cosa ne pensi!

venerdì 14 marzo 2025

Flow - Un mondo da salvare

Oggi vi parlo di Flow - Un mondo da salvare, del giovane regista lettone Gints Zilbalodis, qui al suo secondo film. Pensate che è riuscito a sbaragliare nomi come Pixar e Netflix con un lungometraggio animato creato con un programma open source, Blender e un budget di nemmeno 4 milioni di dollari.

Flow vince infatti l’Oscar come miglior film animato e un Golden Globe, impresa storica per un film lettone.
Come se non bastasse la pellicola è priva di dialoghi e come protagonisti ci sono solo animali, bé non male come risultato direi! 

Volete saperne di più? Vi lascio alla mia recensione dal canale YouTube del blog. 
Ah, se non vi siete ancora iscritti siete dei cippirimerla.



domenica 14 aprile 2024

The World Of Tim Burton/Il Mondo di Tim Burton

 

 
“La follia di una persona è la realtà di un’altra".
Tim Burton 





Tim Burton, tra il 10 ottobre 2023 al 7 aprile 2024, è stato protagonista assoluto di una mostra allestita nella splendida cornice della Mole Antonelliana. 
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino è uno dei miei posti preferiti, non potevo perdermi l’occasione di vedere da vicino i lavori di un maestro del cinema come Tim Burton, peccato che come al solito mi sono ridotto all’ultimo minuto (ho visitato la mostra il 6 aprile) e che i biglietti fossero finiti; ciò mi ha portato a fare una lunghissima fila che però mi ha dato modo di conoscere delle persone simpaticissime che ringrazio di cuore per la compagnia. 
Ma ne è la valsa la pena? Per me assolutamente sì, mi dispiace solo di non aver visitato più volte la mostra e di non essere salito sopra l'ascensore panoramico della Mole.

Per chi si fosse perso la mostra, vi lascio a delle foto e al consueto video che ho fatto per il canale YouTube del blog. 

Per comprare il libro sulla mostra:👇🏻 

mercoledì 13 marzo 2024

Labyrinth: Jareth and Sarah In the illusionary Maze

 


"Con rischi indicibili, e traversie innumerevoli, ho superato la strada per raggiungere il castello oltre a città di Goblin, per riprendere il bambino che tu hai rapito"



Labyrinth, il film cult di Jim Henson ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore; quando ho visto questa statua in scala 1:6 di Weta workshop con i 3 protagonisti della pellicola me ne sono innamorato. Sarah and Jareth in the Illusionary Maze riproduce una parte del labirinto illusionario di scale intrecciate in stile Escher, dove su e giù non hanno conseguenze o direzione.
Realizzato in resina polistone di altissima qualità con scultura fisica dell'artista Jane Wenley. La statua ha una tiratura limitata in soli 500 pezzi nel mondo. 

Appena estratta dalla scatola il diorama non ho potuto fare altro che emozionarmi per la bellezza di questo pezzo. Le statue sono molto dettagliate e somiglianti. Ho letto varie critiche alla scultura di Jareth - David Bowie, ma una volta visto dal vivo è tutto diverso. Se siete amanti del film originale non potrete fare altro che adorare questa statua. Piccola nota dolente: ho notato che per valorizzarla ha bisogno di una buona illuminazione altrimenti tende un po' a spegnersi, complice una colorazione un po' tenue.

Per ulteriori dettagli vi lascio al consueto video dal canale YouTube del blog, 

Entra con me nel magico mondo dei Goblin dove tutto è possibile e scopri con me se vale la pena o meno comprare questa statua limitata.


Dimensioni:
(W x H x L) 30.5 cm x 57.5 cm x 30.5 cm
Peso:21.826 lbs (9.9 kg)

Per comprarla: QUI