Sono stato all’anteprima di The Dangers in My Heart: The Movie, e ha superato le mie aspettative. Confesso: quando ho letto “film tratto dall’anime”, pensavo fosse un semplice recap… e invece no, si tratta di qualcosa di più delicato e coerente con lo spirito della serie.
La trama in breve
Il film ripercorre e approfondisce la storia di Kyotaro Ichikawa, ragazzo introverso e pieno di pensieri cupi, e Anna Yamada, la ragazza più popolare della scuola.
Tra imbarazzi, malintesi e silenzi imbarazzanti, quello che all’inizio sembra un rapporto improbabile si trasforma lentamente in qualcosa di tenero, fragile e sorprendentemente sincero.
Rispetto alla serie anime originale, i toni del film sono leggermente più edulcorati: alcune sfumature più cupe vengono smussate, ma il cuore della storia resta intatto. Le emozioni dei protagonisti sono amplificate, e il film mette davvero al centro la loro crescita e il modo unico di imparare a volersi bene.
Regia, disegni e musiche
Il film è diretto da Hiroaki Akagi, che ha già lavorato alla serie originale, e mantiene una coerenza stilistica che apprezzeranno gli spettatori più affezionati.
I disegni sono curati e pieni di dettagli, mentre le musiche accompagnano con delicatezza ogni scena, enfatizzando momenti comici, imbarazzanti o romantici senza mai diventare invadenti. L’adattamento italiano di Patrizio Prata è ottimo, riuscendo a trasmettere le sfumature dei personaggi senza snaturarli.
Distribuzione e pubblico
In Italia il film è curato da Yamato Video e distribuito da Eagle Pictures. Rimarrà nei cinema dal 26 febbraio al 4 marzo come evento speciale.
È un film pensato principalmente per chi ha già seguito la serie: chi è totalmente a digiuno potrebbe sentirsi un po’ spaesato, mentre chi conosce Kyotaro e Anna troverà un’esperienza piacevole e emozionante.
Conclusioni
Se amate le storie romantiche delicate, i personaggi introversi e gli shojo pieni di sentimento, The Dangers in My Heart: The Movie è un piccolo evento da non perdere.
E se siete nuovi alla serie… beh, recuperarla prima non è una cattiva idea!


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