mercoledì 14 novembre 2018

Stan Lee 1922 - 2018

"Credo che anche solo una persona possa fare la differenza"
Stan Lee




La mia vita è stata segnata in modo indelebile dai fumetti. Ho imparato a leggere con i Marvel Corno, sono stato un bambino piuttosto solo, e la lettura è stata la mia ancora di salvezza.
Nel 1999 ho avuto l'opportunità di lavorare con Andrea Corno, quindi la mia strada si è unita alla mia passione. Non è stata un'esperienza semplice, ma a oggi ne conservo un buon ricordo, è stato sicuramente formativo.
Stan Lee, è l'uomo che mi ha permesso di fare queste esperienze.
Ha creato un universo inestimabile di eroi, ha lasciato un'impronta indelebile e la sua dipartita, seppur sia una cosa fisiologica a 95 anni, ha scosso il mondo. D'altro canto dalla morte della moglie Joan, Stan ha subito una parabola discendente tale, che forse solo ora è davvero in pace.

In queste ore ho letto molti tributi, tanti sono rimasti increduli davanti alla sua morte, ma perché un uomo così anziano ci stupisce facendo la cosa più naturale del mondo?
Forse perché Stan appariva una figura quasi mitologica, trascendendo la sfera dell'umano.
Un uomo che nei suoi anni migliori riusciva a dettare 3 storie contemporaneamente alle sue assistenti, che a 38 anni si è risollevato creando un impero, dei personaggi entrati nel nostro immaginario per sempre. Ne cito solo alcuni: I Fantastici Quattro, Hulk, Iron-man, L'Uomo Ragno, Thor, X-Men.
Non semplici eroi, ma persone ai margini della società che trovano il loro riscatto con fatica, spesso incompresi e soli. Ha creato così i super-eroi con super-problemi, in contrapposizione alla perfezione di beneamini DC come Superman
Lee, ha precorso i tempi, ha compreso che il pubblico non ha bisogno di una falsa perfezione, è stato un pioniere, un innovatore, ha colto il meglio nelle persone intorno a lui, con una determinazione invidiabile è riuscito a creare dei personaggi immortali insieme agli artisti più dotati del suo tempo.

Molti stanno accostando Stan a Walt Disney, per quanto mi riguarda per certi versi lo ha superato ampiamente in quanto a creatività, è strano pensare che ora le loro strade siano unite visto che la Marvel è stata acquisita da anni dalla Disney.
Ha vissuto una vita piena e soddisfacente, ha coronato tutti i suoi sogni, rendendo i suoi personaggi record di vendite anche al cinema.
Eppure ho letto spesso rammarico nelle sue parole. Il suo sogno di diventare un romanziere di successo non è riuscito. Non a caso ha usato tutta la vita uno pseudonimo (il vero nome era Stanley Martin Lieber)  che poi è diventato il suo marchio di fabbrica, temeva infatti di rovinarsi la credibilità con i comics. Oh, Stan, se solo tu potessi vedere tutto l'amore che si sta riversando su di te, forse dimenticheresti ciò che non sei riuscito a diventare, perché tu sei andato oltre qualsiasi più rosea aspettativa.

Le polemiche sulla paternità delle creature Marvel, ora hanno lasciato il posto alla consapevolezza della fortuna che abbiamo avuto tutti nel poter condividere lo stesso tempo con un genio creativo di tale portata.

Ciao Stan, che la terra ti sia lieve.







venerdì 26 ottobre 2018

A Star Is Born




A Star is Born, è l'opera prima come regista di Bradley Cooper, che vede il suo esordio come attrice nientemeno che Lady Gaga.


Prima di tutto stiamo parlando di un remake, per la precisione del film È nata una stella, pellicola che purtroppo non ho ancora avuto modo di vedere.
Cooper ha quindi scelto la via facile come prima regia? No, direi di no. Prima di tutto perché si è scelto il ruolo del cantantante rock, ha infatti preso lezioni da Eddie Vedder dei Pearl Jam, (e si vede), poi si è affiancato un'artista molto amata ma neofita come attrice. Quindi abbiamo, un attore prestato al canto, e una musicista prestata alla recitazione.
Bello no?

Ok, date le premesse, questo film poteva essere una tavanata di dimensioni bibliche, e invece, invece no! La storia certo non brilla per originalità, il solito clichè della rock star data all'autodistruzione che trova la sua musa in un locale a caso, se la porta sul palco e la fa diventare la diva diddio. Circa il succo è questo, ma il tutto è stato davvero ben confezionato.
Prima tutto abbiamo ottima musica, la ost è molto coinvolgente, e la scelta di sottotitolare tutte le canzoni l'ho trovata davvero azzeccata. Cooper si rivela un cantante credibile, affascinante e carismatico. Gaga, un'anima in cerca della sua dimensione, del suo riscatto.
Entrambi paiono come due treni in corsa, ognuno verso il proprio destino.
L'unica cosa che non ho totalmente apprezzato è lo sviluppo del personaggio di Bradley Cooper (Jackson Maine), un po' debole, sicuramente ispirato a gente tipo Chris Cornell, ma quanto avrei gradito una vena un poco meno decadente, un ritratto meno stereotipato della rock star bella e dannata. Per assurdo ha una maturazione più strutturata la sua controparte femminile: Lady Gaga.

 Una rivelazione come attrice, regge praticamente l'intero film sulle sue spalle, però mi è parso che interpretasse un po' sé stessa, sarebbe da rivedere in un ruolo meno cucito addosso alle sue capacità, quindi ancora presto per dire se sia davvero "nata una stella", nel campo cinematografico si intende.
Il resto del cast mi è piaciuto, in particolare un attore che ricordo con molto affetto nel cult Dietro la maschera, mi riferisco a Sam Elliott, mi ha fatto davvero piacere rivederlo sullo schermo.

Quindi, concludendo, questo è un ottimo film, forse un po' lento in alcune parti che andavano un po' snellite, ma nel complesso un esperimento riuscito. Toccante, coinvolgente, divertente in alcuni frangenti, con quel finale che, anche se piuttosto telefonato, ti rimane dentro per un bel po'.

Bravo Bradley, aspettiamo la tua opera seconda, nel frattempo ascoltatevi pure l'ost di A Star is Born che spacca veramente.

Alla prossima guys!



venerdì 14 settembre 2018

Robin Williams - Storia di una vita




Adoro Robin Williams, e quando ho visto in libreria la biografia: "Storia di una vita", del giornalista Dave Itzkoff, mi sono fiondato a comprarla, ma ne è valsa la pena leggersi le quasi 500 pagine che la compongono?

Premetto che sono un amante delle biografie, ne ho lette molte, mi piace approfondire i personaggi che amo, cercare di avere più informazioni possibili su di loro.

Il libro scritto da Itzkoff, è tra i saggi più minuziosi che mi sia capitato di leggere, almeno per quanto riguarda un personaggio di spettacolo. Robin viene letteralmente vivisezionato, partendo dalla sua ricca infanzia isolata, ai genitori, alla sua crescita, sino ai suoi studi e ai suoi successi, arrivando poi al tragico epilogo che tutti conosciamo. Si capisce che il giornalista, prima di essere uno scrittore è un fan dell'artista scomparso, ed ha avuto anche occasione di incontrarlo varie volte, di intervistarlo, di accompagnarlo in giro.

Ogni cosa scritta ha una relativa nota, viene sempre citata la fonte; Itzkoff intervista parenti, amici, colleghi, ex mogli, collaboratori, truccatori, chiunque sia stato vicino a Robin e si sia reso disponibile è diventato così fonte di notizie, sempre interessanti, per cercare di comprendere l'uomo e l'artista.

Sono rari gli uomini che lasciano un segno come quello lasciato da Robin, una persona, nonostante tutto, insicura, piena di contraddizioni, con uno smodato desiderio di piacere, di essere amato, forse per placare la solitudine della sua infanzia dorata.
Questo libro fa finalmente luce, una volta per tutte, su vari aspetti della vita dell'artista.
Moltissimi sono convinti che Robin si sia ucciso per la depressione, pochi sanno che purtroppo negli ultimi anni della sua vita si è ammalato, sempre più gravemente. Ciò non è una trovata pubblicitaria per santificare la sua immagine, purtroppo solo l'autopsia è riuscita veramente a stabilire, con quasi certezza, che soffriva di Demenza da corpi di Lewy, a lui diagnosticato erroneamente come Parkinson visto che i sintomi sono simili. Di questa terribile malattia e delle pene subite da Williams ne ha parlato approfonditamente anche la moglie in questo bellissimo articolo che vi linko qui.

Robin, è stato per me una grande fonte di ispirazione, un uomo che avrei tanto voluto conoscere, grazie a questo libro e a tutti quelli che ci hanno collaborato, posso dire che mi sento più vicino a Williams, e sono grato al suo autore per questo.
Scoprire poi che anche lui amava collezionare, pure robot giapponesi! Chi lo avrebbe mai detto? Certo, non stiamo parlando di un santo, nella vita ha fatto errori, a volte anche gravi, ma prima di tutto si è donato, e ha cercato sempre di portare il sorriso nel volto del prossimo.
La sua voglia di lavorare, il suo impegno, la sua genialità, rimane il rammarico di pensare che forse poteva essere sfruttato meglio, soprattutto in anni più recenti. Di Robin bisogna ammirare il coraggio, si è sempre messo in discussione, non si è mai sentito arrivato, ed è sempre rimasto umile, cosa che davvero non è da tutti.


Quindi, se volete anche voi sentirvi più vicini a questo enorme artista, vi consiglio caldamente di leggere questo libro, scorrevole e ben scritto, non ve ne pentirete affatto!

sabato 7 luglio 2018

Steve Ditko, il co-creatore di Spider-Man ci ha lasciato


"Non parlo mai di me stesso. Io sono il mio lavoro. Faccio del mio meglio, e se mi piace, spero che piaccia anche a qualcun altro."



Steve Ditko, co-creatore di Spider-Man e Dottor Strange, è morto a 90 anni. Per molti purtroppo questo nome dice poco, ma chi conosce veramente il fumetto sa che questi corrisponde a storia.
Personalmente è una delle persone a cui devo la mia "salvezza", scritto così parrà esagerato, ma Ditko è stato uno dei disegnatori che mi ha fatto più sognare, con la sua arte mi ha aiutato a superare momenti difficili della mia vita. Ci ho passato letteralmente anni sulle sue tavole, non potrò mai dimenticare l'impronta che ha lasciato dentro di me. Un uomo che poi ho scoperto essere schivo e solitario, deluso da un sistema che lo aveva ingoiato e poi sputato.

Lui che aveva aiutato a creare Spider-Man, tutta la maggior parte dei villain della serie, l'universo di Dottor Strange, trovo non gli sia mai tributato il giusto valore. Parliamoci chiaro, le sue divergenze con Stan Lee sono cosa ben nota nell'ambito del fumetto; molti non conoscono come girano le cose in quel mondo. Stan, genio indiscusso, non poteva certo star dietro fisicamente a tutte le testate Marvel, si limitava quindi a scrivere una bozza di sceneggiatura (a volte manco quella) e a inserire poi i dialoghi nelle varie tavole, ma il grosso del lavoro creativo era, ed è in mano, ai disegnatori.
Steve Ditko in vita meritava il giusto tributo, il giusto compenso per ciò che ci ha lasciato, invece pare avesse ricevuto il compenso solo sulle sue tavole, senza nessun tipo di diritto d'autore. Se oggi giorno abbiamo un tale universo creativo, un tale impero Marvel, lo dobbiamo a gente come Ditko. Perché nessuno ha mai suonato alla sua porta con un bell'assegno? Perché quest'uomo che aveva fatto la storia aveva deciso di vivere da recluso, tanto da essere trovato, alla bella età di 90 anni, morto dopo ben due giorni? Perché questa notizia ci è stata divulgata solo oggi quando l'autore pare deceduto già il 29 giugno?
Tutto ciò mi addolora, e poco mi consola sapere che la via della solitudine sia stata una scelta dello stesso Ditko, perché mi domando cosa lo abbia portato verso una tale vita.

Ditko, è stato, è, un genio visionario, basta guardare una sua qualsiasi tavola di Dottor Strange, ma le sue opere minori, più sconosciute, sono gemme forse ancor più geniali. Le mie parole per qualcuno saranno pura retorica, esagerazione, ma questa persona ha segnato in modo indelebile la mia vita, quella di molti, e non potrò mai ringraziarlo abbastanza per ciò che ci ha lasciato.


Che la terra ti sia lieve Steve.


Tante le analogie tra Steve Ditko e il suo Peter Parker




Per approfondire la sua storia vi consiglio questo link: QUI

sabato 9 giugno 2018

Minivip & Supervip - Il mistero del Via Vai




Bruno Bozzetto, è famosissimo come regista, animatore, meno come fumettista, ecco quindi una buona occasione per leggerlo con la graphic novel edita da BAO PublishingMinivip & Supervip - Il mistero del Via Vai.

Sceneggiato dallo stesso Bozzetto, coadiuvato da Nicola Ioppolo, disegnato e colorato dal bravo Grégory Pannaccione. In un futuro non troppo lontano, il mondo è dominato dall'inquinamento, le persone non fanno altro che spostarsi usando la macchina, arrivando ad averne 5 per famiglia, i media bombardano la popolazione invitando continuamente a usare l'auto, intanto, nello spazio una putrida razza aliena ci guarda attenta, perché solo in un ambiente totalmente inquinato possono proliferare ed annientare la razza umana. Riusciranno quindi i nostri eroi, Minivip, e Supervip, a fermare questa catastrofe?

Questo è un volume che ho letteralmente divorato stamane, disegnato benissimo, colori stupendi, ottima sceneggiatura, caratterizzazione dei personaggi splendida, storia che avrei visto benissimo in animazione; chissà mai che un giorno non accada, se non erro il progetto è partito proprio con questo intento, per poi volgere al più economico fumetto.
La qualità della stampa è altissima, così come la brussura, e la carta. Bisogna fare un plauso a BAO per la cura profusa in questo libro, prodotto addirittura con una variant cover in edizione limitata da 1500 copie veramente sfiziosa, che poi è quella che ho acquistato:


Variant Cover

In tutto questo, ieri sono stato alla presentazione del libro a Milano, alla Feltrinelli in Piazza Duomo per capirci. Presente Michele Foschini, il supervisor di questa graphic novel, non che editore presso BAO, il mitico Bruno Bozzetto e Grégory Pannaccione. Mi ha colpito molto l'affluenza, sinceramente non mi aspettavo di vedere così tante persone e sono contento di aver scorto vari piccoli fan.

Nella conferenza che prelude il firmacopie di rito, Bozzetto ha ricordato i suoi incontri con Osamu Tezuka (scusate se è poco) nelle varie fiere dell'animazione sparse per tutto il mondo. Tezuka, nella sua estrema umiltà, si scusava col nostro Bruno: “Mi scuso, mi scuso! Sono io che ho inventato la tecnica di un disegno per sette fotogrammi!”.
Certo perché i Disney in quegli anni facevano un disegno per fotogramma, così come tutti gli altri studios, quindi Tezuka alzò l'asticella della qualità, ma aumentò anche la mole di lavoro per tutti dettando un nuovo standard. Pensare che un simile mostro dei manga fosse così umile mi riempie di gioia. Ma non ne avevo dubbi, tutti i più grandi, generalmente, lo sono.
La fila per il firmacopie è stata davvero tediosa, anche perché nessuno mi aveva avvisato che prima bisognava mettersi in lista, quindi ero tra gli ultimi.
L'attesa è stata di quasi 3 ore, e avevo con me una copia da far firmare anche per una mia amica.
Nel mentre che aspettavo, mi era balenata l'idea di farmi disegnare da Pannaccione King Kong (presente nel libro col nome di Sing Song) mentre stringe tra le sue manone un Minivip fatto da Bozzetto. Arrivato al mio turno, Michele Foschini mi ha cassato l'idea, sostenendo che avrei portato via troppo tempo e che non era il caso, quindi Bozzetto, notando la mia delusione mi ha voluto disegnare un Kong a sua maniera, dicendomi qualcosa come:
"Se ti contenti, non sono bravissimo a farlo ma..."


La bellissima dedica di Bruno Bozzetto e l'autografo di Grégory Pannaccione


Inutile dire che la cosa mi ha fatto estremamente piacere, dimostrandomi ancora una volta che gran persona sia Bruno Bozzetto, peccato che invece Pannaccione non abbia voluto farmi nessun disegno, sostenendo poi che chi acquistava 2 libri spesso aveva solo una firma da parte sua (come nel mio caso), perché un disegno lo aveva comunque fatto nell'altra copia, peccato che una non vada a me ma a una mia amica di Roma.
Quindi, ricapitolando: per fare un favore a una persona devo essere penalizzato? In più che ti ho preso 2 copie? Trovo questo episodio davvero poco elegante, anche perché posso comprendere che l'autore sia stato stanco in quel momento, ma 3 ore di fila me le sono fatte pure io, e anche Bozzetto che non si è risparmiato per NESSUNO, cosa che ho potuto constatare con i miei occhi. Devo dire che questa cosa mi ha lasciato una punta di amarezza.

Altra mia piccola nota, al di là dell'episodio citato ho trovato un poco scontroso Foschini, capisco che si sia fatto ore al banco, ma deve pur rendersi conto che è per merito delle persone che comprano i suoi libri se la BAO sta andando tanto bene.

Concludo consigliando caldamente questo volume di Minivip, è davvero un piccolo gioiello, una lettura distensiva, adatta a tutte le età e con un messaggio di fondo molto importante.
Rispettiamo il nostro pianeta, lasciamo da parte la macchina quando possiamo, camminiamo e stiamo all'aria aperta! Bruno Bozzetto si conferma quindi un'artista a tutto tondo, e spero che questo sia solo il preludio di tanti altri volumi.

Spero di non essermi inimicato nessuno con questo mio post, sono semplicemente abituato a esternare ciò che penso senza adulare falsamente il prossimo.

 Vi lascio a un po' di foto:



Una delle belle tavole di Pannaccione
Altra tavola

Al cospetto degli artisti

Bruno Bozzetto mentre tratteggia il mio Kong



Ci tengo a ringraziare la mia ragazza Chiara per avermi supportato in quest'avventura!

mercoledì 6 giugno 2018

Street Fighter 30th Anniversary Collection




Questo post parla d'amore, di passione. Seguo la saga di Street Fighter dal lontano 1991, anno in cui il secondo capitolo rivoluzionò totalmente il mercato degli Arcade. Mi ricorda una calda estate, di una vacanza in un piccolo paesino munito di "sala giochi", non quelle schifezze odierne che rovinano famiglie, ma grandi cassettoni con monitor, leve, bottoni, sogni. Street Fighter 2 mi ricorda tutto questo, mi ricorda la mia giovinezza, spensieratezza, crescita, confronto, sfida.


Dopo quasi 30 anni da quei giorni, ecco uscire la collection definitiva per gli amanti dei picchiaduro Capcom, per chi ha sudato su quei vecchi cabinati e sui pad delle console che ne hanno ospitato porting più o meno riusciti,
Oggi possiamo giocare a quei titoli in vari modi, molti dei quali illegali, quindi sono davvero contento di questa collection per celebrare i 30 anni di una delle serie videoludiche più amate di sempre.

Qui abbiamo la bellezza di 12 titoli, tutti arcade perfect, cioè identici alle loro versioni da bar (e vorrei vedere). Abbiamo quindi a disposizione: Street Fighter, Street Fighter 2, Street Fighter 2 Champion edition, Street Fighter 2 Hyper Fighting, Super Street Fighter 2, Super Street Fighter 2 Turbo, Street Fighter Alpha, Street Fighter Alpha 2, Street Fighter Alpha 3, Street Fighter 3, Street Fighter 3 Second Impact, Street Fighter 3rd Strike.
Da sottolineare, che alcuni di questi titoli non sono mai usciti su console, in versione arcade perfect, e soprattutto sono usciti solo una volta, vedi i primi due capitoli di Street Fighter 3 usciti solo sul mai troppo compianto Dreamcast. Da sottolineare poi che il Second Impact ha una funzionalità wide, presente solo nel gioco da sala giochi, quindi è l'unico dell'intera collection a supportare nativamente i 16:9.

I caricamenti sono praticamente instantanei, e, soprattutto nei titoli più vecchi,  mi è parso di notare una velocità maggiore nel caricamento degli intermezzi tra un incontro all'altro rispetto alle versioni Arcade originali. I giochi, nonostante la loro età, si vedono piuttosto bene, soprattutto attivando i filtri che segnalo essere solo 2, entrambi ottimi, però almeno un terzo ci stava tutto. Si può scegliere se giocare in 4:3 normale o zoomato ( soluzione che vi consiglio), oppure in 16:9, cosa che sconsiglio perché si deformano troppo gli sprite. Segnalo che in 4:3 si possono attivare delle immagini di background, carine ma è una soluzione che non mi ha totalmente convinto, rendono l'area di gioco confusa.


Sottolineo ancora che l'unico ad aver senso giocato in 16:9 pieni è il già citato Street Fighter 3 Second Impact, una vera gioia per gli occhi.

Le tracce sonore sono leggermente basse, ma l'equalizzazione è molto buona, ve ne accorgerete se avrete a disposizione un buon impianto home theater.

C'è una gallery veramente assortita, tante curiosità, addirittura si può ripercorrere anno per anno tutta la saga di Street, dalla sua prima apparizione a oggi. Una sorta di bibbia sulla saga veramente interessante. Adoro tutto questo materiale, però onestamente avrei lasciato qualcosa da sbloccare giocando ai vari titoli.
Segnalo che è presente per  ogni gioco uno slot di salvataggio attivabile in qualsiasi momento. Mi manca un po' inserire i coin, cosa che curiosamente si può fare solo in Street Fighter 1, per amore di coerenza, avrei lasciato la cosa per tutti i 12 titoli contenuti, invece gli altri sono impostati su Free Play,

Il gioco on line pecca un po', almeno sulla versione Switch (è uscito anche su PS4, Xbox One, PC) i server sono piuttosto lenti, e mi dà fastidio non poter sapere con chi sto giocando, che nazionalità ha la persona che incontro, decidere se posso accettare o meno l'incontro. Da questo punto di vista, Ultra Street Fighter 2  è altra cosa, ma come contenuti questa collection lo asfalta totalmente. Spero che la situazione si possa risolvere con un eventuale patch.
Questa, è  infatti la raccolta definitiva per ogni amante dei picchiaduro, di Street Figher, dell'arte del 2D. Capolavori senza tempo che non stancano mai. In un'epoca di 4k, e di ce lo durismo grafico, per me è una gioia rilassarmi con questi giochi senza tempo.
Se posso fare un altro appunto, almeno per la versione per la portatile Nintendo, è il prezzo: 50€ sono un po' tanti. Tra l'altro su Switch ha senso giocarlo solo col Pad Pro, con i normali Joy Con è davvero una tortura, quindi anche la portabilità ne risente parecchio.


Per il resto cosa state aspettando? Questa collection è da avere, punto e basta, e non voglio sentire cazzate del tipo: ah, potevano rismaterizzarmeli, ah la grafica è vecchia. Per l'amor del cielo, godetevi questi capolavori come mamma Capcom li ha fatti, in tutto il loro splendore, senza mancanze di frame, e col supporto dei 1080p!




Buone botte a tutti.







HADOKEN!




venerdì 4 maggio 2018

Avengers Infinity War


Vendicatori uniti!




Uscito lo scorso 25 aprile, Avengers Infinity war, è la pellicola che celebra i 10 anni del Marvel Universe, quell'universo narrativo che ha avuto inizio con il primo Iron Man, ormai nel lontano 2008.
Per molti questi sono film da botteghino (siamo già a 857 milioni in tutto il mondo), senza impegno, commerciali, è vero, sicuramente non siamo davanti a pellicole d'autore, però leggo anche tanta spocchia da parte di alcuni che invece dovrebbero imparare a guardare ai cinecomics con un occhio di maggior riguardo.

Questo nuovo Avengers, è davvero un film eccellente. Difficile mettere insieme così tanti personaggi senza creare confusione, una pellicola mai sotto tono, con un ritmo incredibile che ti attacca alla sedia dall'inizio alla fine. Si può dire quel cavolo che si vuole, ma questo è uno dei migliori cinecomics degli ultimi anni, veramente un lavoro encomiabile. Una sceneggiatura che letteralmente spacca, che ti coinvolge, che ti fa stare con il fiato sospeso sino al finale che è eccezionale e che ho adorato! Un pugno nello stomaco che sta dividendo i fan della saga, e alcuni che preferiscono avere sempre trame banali e scontate.

Questo forse non è un film per tutti, ma è assolutamente imprescindibile se amate i super eroi.
Le battute sono ben dosate, e non intaccano mai la tensione narrativa. Le scene di lotta sono molto ben coreografate, anche se alcuni scontri li ho trovati poco equilibrati, gli effetti digitali stupendi, il design generale, i costumi, veramente tutto ottimo.


Il cattivo poi, Thanos, lo abbiamo aspettato per tanti anni e non ha deluso le aspettative, è carismatico e maestoso. Follemente " saggio" nella sua decisione di decimare le popolazioni per ristabilire gli equilibri. Disposto a sacrificare qualasiasi cosa per i suoi obiettivi. Un cattivo davvero interessante.
Se posso trovare un difetto è che il finale ti lascia veramente sospeso, sospeso a tal punto che vorresti subito sapere cosa succede dopo. Abituati come siamo al tutto e subito, sarà dura evitare spoiler.

La regia è dei fratelli Antony e Joe Russo, già autori degli ottimi Captain America: Winter Soldier, e di Civil War. Alla sceneggiatura i veterani Christopher Markus e Stephen McFeely, i quattro hanno già lavorato insieme, e i risultati si vedono.




Il cast è di tutto rispetto e contiene il meglio degli attori Marvel, tra cui: Robert Downey Jr., Chris Hemsworth, Chris Pratt, Chris Evans, Scarlett Johansson, Elizabeth Olsen, Tom Holland, Tom Hiddleston, Paul Bettany, Josh Brolin, Mark Ruffalo.

La trama vede il potentissimo tiranno intergalattico, Thanos (Josh Brolin) intenzionato a conquistare tutte le gemme dell'infinito in modo da poter diventare l'essere più potente dell'universo. I nostri eroi riusciranno a fermare l'avanzata di un essere tanto temibile? Ma soprattutto, noi fans, riusciremo ad aspettare un anno per il seguito di questo film? 

Ai posteri l'ardua sentenza, per ora l'attesa è  S P A S M O D I C A.




Stan Lee 1922 - 2018

"Credo che anche solo una persona possa fare la differenza" Stan Lee La mia vita è stata segnata in modo indelebile dai...