venerdì 11 dicembre 2020

Kim Ki-duk





«L'odio di cui parlo non è rivolto specificatamente contro nessuno, è quella sensazione che provo quando vivo la mia vita e vedo cose che non riesco a capire. Per questo faccio film: tentare di comprendere l'incomprensibile.»
Kim Ki-duk


 Questo 2020, si è rivelato un anno veramente funesto per moltissime situazioni, sia sanitarie, sia economiche, sia storico culturali. Abbiamo perso nel giro di poco tempo molti pilastri, basta pensare a un mostro sacro come Gigi Proietti, oppure a Maradona in ambito sportivo. 

Oggi apprendo della morte di Kim Ki-duk, in assoluto uno dei miei registi preferiti, il primo che mi ha avvicinato davvero al cinema coreano. Un uomo che è riuscito ad affermare le sue qualità dimostrando sempre una spiccata qualità estetica, non a caso è nato come pittore. La sua morte a quasi 60 anni è l'ennesimo brutto colpo di un anno che pare non voler lasciare tregua.

Devo a questo uomo gran parte della mia sensibilità verso il cinema asiatico, appena ho potuto ho visto i suoi film al cinema e non mi ha quasi mai deluso, anche se, mi duole ammetterlo, negli ultimi anni l'ho un po' trascurato. 

Quando si pensa a Kim Ki-duk si menziona sempre Ferro 3 - La casa vuota, ma trovo che abbia fatto altri film di indubbio livello artistico. Se c'è una cosa che può consolare in questo momento è che forse ora verrà scoperto anche da molte altre persone, almeno lo spero.

In tal senso vi consiglio caldamente di cercare di superare lo scoglio dei ritmi dei film coreani, a noi occidentali possono apparire sovente lenti, un po' intricati, ma vi assicuro che, una volta entrati nel mood giusto, non ve ne staccherete facilmente. Ciò vi aiuterà anche nell'approccio con altri registi orientali; in generale tra i film migliori che ho visto nella mia vita ci sono sicuramente quelli coreani, e mi fa molto piacere che Parasite abbia portato a casa un Oscar come miglior film straniero, cosa che anni fa poteva apparire impensabile.

Non ho visto tutti i film di Kim Ki-duk, alcuni erano meno riusciti, ma molti sono dei classici e vanno riscoperti.

Oltre al già citato Ferro 3, permettetemi di consigliarvi qualche titolo: L'arco, Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera, Pietà (disponibile su Raiplay) , Soffio che ho recensito tanti anni fa proprio qui.

Avrei voluto scrivere di più di Kim Ki-duk, purtroppo mi ha spesso messo una sorta di timore reverenziale, non mi sono mai ritentuo all'altezza, ed è brutto doverlo citare in una circostanza tanto triste. Spero ovunque sia che possa continuare a "dipingere" i suoi bellissimi film.



Grazie di tutto Maestro.










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