Clair Obscur: Expedition 33 è senza dubbio uno dei giochi del momento.
Il titolo di Sandfall Interactive ha conquistato il premio di Game of the Year ai The Game Awards 2025, oltre ad altri otto riconoscimenti, stabilendo un piccolo record per l’evento.
La cosa ancora più incredibile è che si tratta del primo gioco di Sandfall Interactive, un piccolo team francese che sta letteralmente facendo la storia del videogioco. Basti pensare che Expedition 33 ha già superato i 5 milioni di copie vendute.
In tutto questo, non avendo una console next-gen né un PC adeguato, ho convissuto a lungo con la curiosità di poter finalmente giocare a Clair Obscur. Poi, quasi per caso, ho scoperto che era possibile farlo girare sul mio MacBook Pro (per fortuna che mi ero ripromesso di usarlo solo come macchina da lavoro…).
Il gioco gira piuttosto bene tramite CrossOver, un software che permette al Mac di eseguire applicazioni Windows. Si viaggia sopra i 30 frame al secondo, con qualche calo occasionale, mantenendo dettagli medio-alti.
Collegando il portatile a una TV l’esperienza diventa ancora più interessante, anche se in questo caso la macchina tende a surriscaldarsi più rapidamente.
Sul canale YouTube del blog trovate una piccola guida e un breve gameplay, così potete valutare voi stessi la resa di questa soluzione.
Nota personale: non ho ancora terminato il gioco, ma per quanto ho visto finora posso dire senza esitazioni che Clair Obscur: Expedition 33 è una grande esperienza, che chiunque ami i videogiochi dovrebbe provare.
La trama è profonda, i dialoghi ben scritti, il combat system appagante e divertente.
L’art design splendido ed evocativo.
Una rinnovata al genere RPG e una ventata d’aria fresca in un mercato storico in cui innovare e stupire è sempre più difficile.
In queste ore sto leggendo un fiume di parole sulla scelta estrema delle gemelle Kessler. Tanti, troppi facili giudizi di un paese fortemente bigotto. Ho visto i miei genitori morire in modo atroce: Mia madre è rimasta per mesi intrappolata in un corpo che non era più il suo, una presenza fragile che faticavo sempre più a riconoscere e con cui non potevo nemmeno interagire, tenuta in vita dalle macchine. Mio padre ridotto al lumicino dalla malattia e dalle cure invasive, diventando l'ombra dell'uomo che era stato. Ecco, sono certo che, se avessero potuto scegliere, si sarebbero risparmiati tanta — troppa — sofferenza inutile. Le Kessler hanno potuto accedere a un aiuto che un paese davvero civile dovrebbe garantire. Questa idea che nel dolore esista una qualche forma di dignità è un mito stanco, che non regge più. Personalmente credo nell’autodeterminazione e nella libertà di scelta.
Di dolore ne passiamo già troppo nel corso della vita.
La venuta di Tetsuo Haraa Lucca ha scatenato una ridda di commenti, soprattutto quando si sono palesate le modalità per incontrarlo. La cosa che ha procurato più polemiche sono state i prezzi delle sue stampe, senza contare l'unico modo per avere un suo shikishi.
A riguardo mi sono già espresso molto in altri lidi, a mio avviso, si tratta di prezzi fuori mercato, ma Hara rimane un mito e una leggenda dei Manga.
Proprio in questi giorni mi sono divertito un sacco a girare questo video (forse anche troppo ).
Ho voluto sdrammatizzare, a modo mio, la tensione degli ultimi tempi: tra mea culpa e invocazioni all’Hokuto Shinken, prometto che nessun fan di Hara è stato ferito durante le riprese!
Nel video vi parlo del bellissimo artbook per i 40 anni di Hokuto no Ken, con oltre 400 tavole. E già che ci siamo… da domani a Lucca Comics & Games apre la mostra “Come un fulmine dal cielo”, dedicata a Tetsuo Hara, con 100 tavole originali mai viste fuori dal Giappone. Da non perdere fino al 2 novembre, all’ex Chiesa dei Servi, un evento memorabile per ogni fan di Ken il Guerriero.
INART è una casa relativamente giovane nel panorama delle figure da collezione, ma si è già fatta notare per l’attenzione ai dettagli e l’elevato livello di verosimiglianza delle sue doll.
Nel luglio 2024 ha annunciato la sua versione di Michael Jackson, in scala 1/6 con il costume della prima parte del Dangerous Tour.
Le foto del prototipo mi avevano convinto subito: la somiglianza con MJ è notevole, e riuscire a catturare i tratti del suo volto — complesso e in continua evoluzione — non è affatto semplice. Così ho deciso di effettuare il preorder e, dopo oltre un anno di attesa, oggi posso finalmente raccontarvi le mie impressioni su questo attesissimo pezzo.
Packaging
La scatola è davvero elegante: sobria ma d’effetto, riesce a catturare l’attenzione senza eccedere in fronzoli. Molto riuscito anche l’effetto “rainbow”, che richiama la giacca indossata da MJ durante il tour. È molto difficile fotografarla, quindi vi rimango al video su YouTube per apprezzarla appieno.
Testa e capelli
MJ in tutto il suo carisma
Il punto di forza assoluto è lo sculpt della testa: quasi perfetto, riproduce il volto di Michael del 1992 in modo impressionante. I capelli radicati sono eccellenti, realistici sia nella consistenza che nella forma. Necessitano di un po’ di manutenzione e accortezza, ma spero resistano bene alla prova del tempo.
Apprezzabile anche la possibilità di muovere gli occhi, anche se il sistema adottato non è dei più pratici: ogni occhio si muove indipendentemente, quindi serve un po’ di pazienza per allinearli in modo naturale.
Mani e accessori
Dettaglio delle mani
Il set di mani è ampio e ben realizzato: sono scolpite con grande precisione, mostrano vene e persino lievi macchie di vitiligine sulle nocche — un dettaglio che testimonia la cura posta nella produzione.
Purtroppo, nella mia copia i due pugni di default presentano piccole macchie nere dovute al contatto prolungato con i pantaloni, privi di protezione. Ho contattato InArt e mi hanno assicurato l’invio di parti sostitutive — lo spero, perché si tratta pur sempre di un oggetto da collezione.
Qui purtroppo emerge una certa inesperienza rispetto a case più rodate come Hot Toys, specialmente sul fronte dell’imballaggio e del controllo qualità.
Corpo e proporzioni
Il corpo appare leggermente troppo slanciato, restituendo l’impressione di un Michael più alto di quanto siamo abituati a immaginare. Nulla di grave, ma visivamente si nota. Probabilmente la scelta è stata fatta per rendere più coerenti le proporzioni: nei primi prototipi, infatti, la testa risultava un po’ grande rispetto al corpo — senza contare lo “zampino” dell’Estate di MJ.
Costume e dettagli
Il costume è un altro grande punto di forza: completo, stratificato e curatissimo in ogni dettaglio.
La giacca, in particolare, è un piccolo capolavoro di sartoria in miniatura — sorprendente, considerando la scala ridotta. Ho riscontrato qualche difficoltà nel montare le cinture, soprattutto quella che attraversa il busto, ma niente che non si possa risolvere con un po' di pazienza.
Base e accessori extra
All’interno troviamo anche una piccola pedana magnetica regolabile e una scaletta (decisamente fuori scala, e poco necessaria).
La confezione include inoltre un set di luci da collegare a un powerbank, che aggiunge un tocco scenico interessante. Non è la soluzione più raffinata del mondo, ma fa il suo dovere e contribuisce all’atmosfera generale.
Conclusioni
In definitiva, questa doll rappresenta uno dei pezzi più interessanti che mi sia mai capitato di recensire.
Emoziona al primo sguardo, e rappresenta un bellissimo tributo a una delle figure più influenti di sempre. Davvero bella e soddisfacente, in fotografia poi rende molto e offre tanta possibilità di divertimento per chi è appassionato.
Non fosse per alcuni piccoli difetti, il mio voto si assesterebbe su un 9 abbondante.
Segnalo poi la mancanza di una ulteriore testa espressiva che avrebbe veramente reso tantissimo, peccato che l'Estate d Michael Jackson pare piuttosto restrittivo a riguardo, e che sicuramente il prezzo sarebbe lievitato (già non la regalano).
InArt ha dimostrato di poter competere seriamente con i nomi più affermati del settore, ma deve ancora affinarsi, soprattutto per quanto riguarda il confezionamento e il controllo qualità.
MJ è stato una personalità profondamente influente, non solo nel mondo della musica pop ma anche nella mia vita: senza di lui, probabilmente oggi sarei un uomo diverso.
Sono quindi grato a InArt per aver confezionato con tanto amore questa doll che, pur con qualche imperfezione, resta un must have per i fan del Re del Pop.
Sul canale trovate la video recensione completa con tanto di unboxing, realizzata per la prima volta insieme a Simone, che ringrazio per l’aiuto, l’amicizia e la simpatia portata nel video.
💰 Intorno ai 480-500€, attualmente si trova già a cifre superiori.
Incontrare Go Nagai era un sogno che mi portavo dietro fin da bambino. Le sue opere hanno segnato un’epoca e hanno colorato l’immaginario di un’intera generazione: Goldrake, Jeeg Robot, Mazinga… nomi che sono diventati parte della nostra cultura. Jeeg in particolare è sempre stato il mio preferito, tanto che registravo l'audio dalla tv e me lo riascoltavo. Solo chi ha vissuto quegli anni magici può capire veramente cosa siano stati.
Quando ho saputo che il Sensei sarebbe stato a Milano per un evento legato a Tissot e al nuovo orologio di Goldrake, ho pensato che finalmente sarebbe arrivata l’occasione giusta.
L’evento si è svolto nel negozio Tissot accanto al Duomo, una zona a me cara per tanti motivi.
Purtroppo, la realtà è stata diversa dalle aspettative. Dopo più di un’ora e mezza di coda, proprio quando stava per arrivare il mio turno, ci è stato detto che il maestro era stanco e non avrebbe più incontrato nessuno. Ci hanno consegnato delle cartoline già firmate, ma la delusione è stata inevitabile.
Ero già microfonato, pronto a cercare di rendere indelebile un incontro di pochi secondi, e invece mi è stata tolta la possibilità di coronare un sogno proprio mentre si stava realizzando.
Alcuni, addirittura, avevano comprato l’orologio limited spendendo cifre importanti, nella speranza di avere almeno una foto o un autografo. Anche loro sono rimasti a bocca asciutta.
Sono poi andato dalla PR Tissot spiegandole chi sono, comunque ho una pagina molto seguita su Jeeg Robote che gli ho fatta tanta pubblicità gratuita. Sapendo dell’evento serale con Nagai, speravo di avere una possibilità di accedervi, ma purtroppo non sono stato preso in considerazione.
Certo, potevo palesarmi magari prima con Tissot, ma da parte loro mi sarei aspettato maggior attenzione, e non lo dico solo in virtù di meri numeri, che comunque è innegabile che abbiano un ruolo in questo settore.
Nonostante l’amarezza, porto a casa comunque qualcosa di importante: l’emozione di averlo visto, la firma su quella cartolina e la compagnia di chi ha condiviso con me l’attesa. Non è stato l’incontro che speravo, ma resta una giornata da ricordare.
E chissà, magari ci sarà un’altra occasione per stringere la mano al maestro che ci ha regalato tanti sogni, certo sono consapevole che Nagai ha 80 anni, quindi la speranza rimane piccola piccola.
Vi lascio a un mio breve reel su questa giornata che rimane importante per me.
Girovagando per eBay mi sono imbattuto in una vera chicca da collezione.
Sto parlando della Marvel Milestones Spider-Man Unmasked Variant, una statua Limited Edition a soli 350 pezzi davvero rara.
Ma non è tutto: questa tiratura speciale contiene anche un autentico sketch di Spider-Man realizzato dall'immenso John Romita Sr. – un dettaglio che per un vecchio fan del Ragno come me vale l'acquisto. Così mi sono portato a casa questa scultura direttamente dall'Inghilterra, più per lo sketch che altro, ma poi una volta arrivata a casa mi sono reso conto che anche la statua, nonostante sia del 2007, ha il suo perché.
Di questa figure esiste anche una versione con la maschera, più attinente all'arte originale di John Romita Sr. e Jr, ma senza lo sketch. Per assurdo pare che la versione mascherata, nonostante sia in 2500 pezzi, sia più difficile da trovare. Misteri della rete, credo che molti sottovalutino il fatto dello sketch, magari alcuni pensano sia stampato ma basta confrontarne altri per rendersi conto che non è così.
Con questo acquisto ho così realizzato un mio piccolo sogno personale: avere qualcosa del mio fumettista preferito - John Romita Sr.
Lo sketch di Romita Sr.
Sul canale Youtube del blog potete trovare la mia recensione di questa chicca da collezione. Spero possa piacervi. Alla prossima!
Sono passati 40 anni da quando Ritorno al Futuro ha fatto il suo debutto sul grande schermo, eppure la trilogia continua ad appassionare generazioni di fan in tutto il mondo. Per celebrare questo importante anniversario, è approdata in Italia una mostra straordinaria: Back in Time – The Exhibition, ospitata nella splendida cornice di Villa Magnaghi a Marcallo con Casone, a pochi chilometri da Milano.
Un tuffo nostalgico… nel futuro!
La mostra è un vero e proprio viaggio nella storia del film: dalla mitica DeLorean ai costumi originali, passando per storyboard, memorabilia, gadget ufficiali e set ricreati con cura.
Per chi ha amato ogni fotogramma di questa saga, è un’esperienza imperdibile.
L’incontro con Kevin Pike
Durante il mio tour ho avuto anche il piacere – e l’emozione – di incontrare Kevin Pike, storico supervisore degli effetti speciali del film. Pike ha lavorato fianco a fianco con Robert Zemeckis e ha letteralmente “costruito il futuro”, contribuendo a rendere iconica la DeLorean e molte scene leggendarie. Pike ha lavorato a molti film iconici tra cui:
Lo squalo, Moonwalker, Giochi Stellari, Indiana Jones e il tempio maledetto, Fight Club, Ed Wood.
Abbiamo scambiato qualche parola e gli ho detto che lo ritengo un genio, mi ha firmato una immagine commemorativa che custodirò gelosamente come ricordo di una giornata davvero speciale.
Villa Magnaghi: una location d’altri tempi
Ospitare la mostra in una villa storica come quella di Marcallo con Casone aggiunge ulteriore fascino all’esperienza. Le sale affrescate si alternano agli spazi espositivi in stile industriale, creando un contrasto affascinante tra passato e futuro.
Vuoi vedere la mostra con i miei occhi?
Ho realizzato un video-tour completo che ti porta dentro la mostra, tra i pezzi più rari e curiosi, fino all’incontro con Kevin Pike. Se sei un vero fan, non perdertelo!
Ho visto il tanto discusso Superman di James Gunn…
E sapete che vi dico?
Mi sono divertito un sacco!
Questo film arriva dopo mille polemiche, soprattutto dai fan più tossici per via dell’addio a Zack Snyder e all’amato Henry Cavill.
Capisco la delusione, ma vi assicuro: David Corenswet è un gran Superman.
Ho giusto qualche riserva sul costume — in certe scene sembra un po’ goffo — ma nel complesso è il miglior Superman dai tempi del compianto Christopher Reeve.
La trama ci porta da subito nel vivo: Clark Kent è già attivo da anni, ma ancora lotta per trovare il suo posto nel mondo. È un diverso, un alieno cresciuto sulla Terra, e questa condizione lo pesa profondamente.
Deve affrontare minacce globali, un conflitto tra due nazioni immaginarie (non senza strizzare l’occhio alla realtà), e il ritorno di Lex Luthor — interpretato da un Nicholas Hoult spietato e carismatico, mosso da un odio cieco verso Superman.
Al suo fianco troviamo Lois Lane (una brillante Rachel Brosnahan), il cane Krypto e altri eroi DC come Green Lantern, Hawkgirl e Mister Terrific.
Sì, c’è tanta roba — forse troppa — ma funziona.
Il film mescola azione, politica e introspezione, con un tono più luminoso, ironico e speranzoso rispetto al passato.
È il classico stile Gunn: battute, ritmo serrato, ma anche momenti drammatici.
Vediamo un Superman più umano, vulnerabile, meno “messianico” e più vicino a noi.
Ci sono tantissimi omaggi al Superman di Reeve: dalle musiche ai titoli di coda, fino a suo figlio — che appare in un piccolo cameo nei panni di un reporter, lavoro tra l’altro che svolge davvero nella vita.
Il film è perfetto? No.
Ci sono alcune incongruenze di trama, comprimari poco sviluppati e una colonna sonora — a parte il tema di John Williams — abbastanza anonima.
Clark Kent si vede poco e, in certi momenti, c’è troppa carne al fuoco.
La CGI non è sempre all’altezza e Krypto, per quanto simpatico, a volte è un po’ troppo invadente (ma hey, Gunn ama gli animali, lo sappiamo).
Però sapete cosa?
Il film scorre, intrattiene e non annoia mai.
Tocca temi attuali come la diversità, la guerra e la manipolazione mediatica, senza perdere leggerezza.
Personalmente, è il Superman che aspettavo da anni.
Per me, il migliore dai primi tre film storici.
E se il buongiorno si vede dal mattino… questo nuovo universo DC parte con il piede giusto.
Le premesse erano ottime: Ken il guerriero è un anime cult, amato da intere generazioni.
Ma, diciamolo, la serie classica soffre di molti filler e si discosta spesso dal manga originale. Per questo, il progetto di un nuovo adattamento animato — in occasione dei 40 anni del franchise — sembrava una splendida opportunità per rendere finalmente giustizia all’opera di Tetsuo Hara e Buronson.
Annunciato più di un anno fa, proprio il 5 luglio è stato pubblicato il primo trailer ufficiale del nuovo Hokuto no Ken. E purtroppo, l’entusiasmo iniziale ha lasciato presto spazio allo sconforto.
Se l’immagine teaser diffusa giorni fa lasciava ben sperare, la resa animata mostrata nel trailer solleva parecchi dubbi: lacune tecniche evidenti, animazioni rigide e uno stile che — almeno per ora — non sembra né omaggiare il passato né proporre una visione davvero nuova. A ciò si aggiungono scelte stilistiche che fanno pensare più a un’occasione mancata che a un tributo celebrativo degno di questo nome.
L’anime è previsto per il 2026, quindi c’è ancora margine per migliorare. Ma, per quanto mi riguarda, per ora il consiglio è uno solo: tenetevi strette le vecchie VHS (o i Blu-ray quando usciranno) della serie originale.
Per un’analisi più approfondita e per vedere il trailer, vi rimando al mio video sul canale YouTube del blog:
Ieri si è spento all'eta di 75 anni Alvaro Vitali, maschera comica del film di genere anni '80.
Ha esordito nel cinema con Federico Fellini, e ha avuto ruoli anche con registi come Polanski, Dino Risi, Monicelli, Sordi. Purtroppo poi si è fossilizzato nel ruolo di Pierino, a parte una parte drammatica in un corto nel 2019. Vitali aveva una maschera che andava valorizzata di più dal cinema, a questo proposito sono curioso del ruolo che gli ha dato Carlo Verdone nel suo Vita da Carlo.
Ho incontrato Alvaro Vitali nel giugno del 2018, lo ricordo molto schivo e sommesso, il contrario del suo personaggio cinematografico. Negli ultimi anni non se l’è passata bene e la moglie lo ha lasciato proprio poco prima della sua morte, che destino beffardo per un uomo che, beceramente o meno, ha passato la vita cercando di far ridere il prossimo.
Buon viaggio Alvaro, ricordati di salutarmi papà, i miei ricordi d’infanzia con lui mentre guardavo i tuoi film sono ancora vividi.
☆ Ciao a tutti! Sono Moreno: ex fumettista, blogger dal 2006, amo tutto ciò che viene considerato nerd, collezionare oggetti e sogni. Qui trovi recensioni e approfondimenti su statue/robot/doll, anime, film, fumetti, videogiochi, eventi, viaggi, arte.
Gestisco varie pagine Facebook tra cui quelle di Jeeg Robot e Romano Malaspina.