mercoledì 14 novembre 2018

Stan Lee 1922 - 2018

"Credo che anche solo una persona possa fare la differenza"
Stan Lee




La mia vita è stata segnata in modo indelebile dai fumetti. Ho imparato a leggere con i Marvel Corno, sono stato un bambino piuttosto solo, e la lettura è stata la mia ancora di salvezza.
Nel 1999 ho avuto l'opportunità di lavorare con Andrea Corno, quindi la mia strada si è unita alla mia passione. Non è stata un'esperienza semplice, ma a oggi ne conservo un buon ricordo, è stato sicuramente formativo.
Stan Lee, è l'uomo che mi ha permesso di fare queste esperienze.
Ha creato un universo inestimabile di eroi, ha lasciato un'impronta indelebile e la sua dipartita, seppur sia una cosa fisiologica a 95 anni, ha scosso il mondo. D'altro canto dalla morte della moglie Joan, Stan ha subito una parabola discendente tale, che forse solo ora è davvero in pace.

In queste ore ho letto molti tributi, tanti sono rimasti increduli davanti alla sua morte, ma perché un uomo così anziano ci stupisce facendo la cosa più naturale del mondo?
Forse perché Stan appariva una figura quasi mitologica, trascendendo la sfera dell'umano.
Un uomo che nei suoi anni migliori riusciva a dettare 3 storie contemporaneamente alle sue assistenti, che a 38 anni si è risollevato creando un impero, dei personaggi entrati nel nostro immaginario per sempre. Ne cito solo alcuni: I Fantastici Quattro, Hulk, Iron-man, L'Uomo Ragno, Thor, X-Men.
Non semplici eroi, ma persone ai margini della società che trovano il loro riscatto con fatica, spesso incompresi e soli. Ha creato così i super-eroi con super-problemi, in contrapposizione alla perfezione di beneamini DC come Superman
Lee, ha precorso i tempi, ha compreso che il pubblico non ha bisogno di una falsa perfezione, è stato un pioniere, un innovatore, ha colto il meglio nelle persone intorno a lui, con una determinazione invidiabile è riuscito a creare dei personaggi immortali insieme agli artisti più dotati del suo tempo.

Molti stanno accostando Stan a Walt Disney, per quanto mi riguarda per certi versi lo ha superato ampiamente in quanto a creatività, è strano pensare che ora le loro strade siano unite visto che la Marvel è stata acquisita da anni dalla Disney.
Ha vissuto una vita piena e soddisfacente, ha coronato tutti i suoi sogni, rendendo i suoi personaggi record di vendite anche al cinema.
Eppure ho letto spesso rammarico nelle sue parole. Il suo sogno di diventare un romanziere di successo non è riuscito. Non a caso ha usato tutta la vita uno pseudonimo (il vero nome era Stanley Martin Lieber)  che poi è diventato il suo marchio di fabbrica, temeva infatti di rovinarsi la credibilità con i comics. Oh, Stan, se solo tu potessi vedere tutto l'amore che si sta riversando su di te, forse dimenticheresti ciò che non sei riuscito a diventare, perché tu sei andato oltre qualsiasi più rosea aspettativa.

Le polemiche sulla paternità delle creature Marvel, ora hanno lasciato il posto alla consapevolezza della fortuna che abbiamo avuto tutti nel poter condividere lo stesso tempo con un genio creativo di tale portata.

Ciao Stan, che la terra ti sia lieve.







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