mercoledì 31 luglio 2013

Visita al San Carlone





Proprio ieri sono stato ad Arona. Già che c'ero, memore dei racconti dei miei genitori, sono andato a far visita alla statua dedicata a San Carlo.

Voi penserete, anche giustamente, e 'sti caxxi non ce li mettiamo? Ma dovete sapere che non mi ero documentato a riguardo, immaginavo una scultura alta, ma non ciò che si poteva fare, ciò salirci dall'interno, un po' come succede con la Statua della Libertà, tra l'altro ispirata tecnicamente a questa dedicata a San Carlo.

Stiamo parlando di una struttura alta complessivamente 35 metri, più di 20 metri solo la statua!

Questo disegno, mostra molto semplicemente l'interno della scultura, solo che tutto quello spazio non esiste, inutile dirvi che la cosa mi ha affascinato molto:





Allora, ieri non so come cavolo mi è preso, ma ho fatto dei video della mia esperienza. Purtroppo video veramente infimi, tra l'altro mi sono dimenticato di tenere l'ipod per il verso giusto, indi non badate alla qualità. Spero vi facciano divertire, il mio intento non è stato certo di farci una roba seria eh.

Vabbè, bando alle ciance e che il mio sputtamento abbia inizio:


 
Arrivato alla base della statua, ho avuto modo di parlare con l'addetto alla sicurezza, ho dovuto tagliare parti della conversazione perché non riuscivo a trasportarle via email su questi lidi, (se riuscirò a rimediare alla cosa ve lo posterò intero). Comunque sia, è stato divertente e lo ringrazio per la sua gentilezza:




Ok, il seguente video è veramente una ciofeca visiva (non che gli altri non lo fossero) però a me diverte:



Questa foto rende bene l'idea della scalata che bisogna fare per arrivare alla testa di San Carlo:



Arrivato in cima:



Questo è il video "finale". Ne avevo fatti altri, ma anche no, l'auto sputtanamento direi che basta:




Particolare del volto di San Carlo dall'interno:



Allora, ho lavorato sul Duomo di Milano per molto tempo, sono abituato alle altezze, però non sono molto avvezzo agli spazi stretti. Tra l'altro non è che ci sia tanta sicurezza, ok, per fortuna ci sono telecamere in ogni dove, ma l'imbracatura è opzionale, e la salita non è semplicissima, un anziano non credo ci salirebbe facilmente (non fate battute) e i bambini possono salirci solo sopra ai 6 anni, ma se anche avessi un figlio di 7 anni col caspio che lo farei salire su questa bella statua.

Detto questo, mi sono divertito assai, indi se capitate dalle parti di Arona, e volete fare qualcosa di originale, salite sul monumento di San Carlo, e salutatemi tanto l'omino che ci sta sopra.... magari fatemi sapere anche come si chiama, mi sono proprio dimenticato le buone maniere.


Alla prossima!

venerdì 19 luglio 2013

Depeche Mode - San Siro 18/07/2013



Ne ho viste di cose fighe, ma il concerto di ieri sera si piazza sicuramente nella mia personale top.

I Depeche Mode a San siro sono stati una grandissima emozione, non mi aspettavo nemmeno io di esserne così coinvolto. Contando poi che avevo visto Michael Jackson nel '97 nella stessa cornice, il mio pensiero è stato volto a lui, almeno inizialmente, al primo impatto, poi sono arrivati Dave Gahan e soci sul palco e han spazzato via tutti i miei timori.

Devastanti, a dir poco, una scaletta praticamente perfetta. I DM hanno reso giustizia alla figura della rock band, si sono dimostrati all'altezza della loro fama, anzi, hanno superato le mie più rosee aspettative, anche se avevo visto già dei loro live, vederli dal vivo è altra cosa. In particolare proprio Gahan mi ha stupito, una voce quasi sempre perfetta, e una padronanza del palco che ho visto poche volte nella vita.

Due ore e mezza di puro orgasmo musicale, non so come altro definire ciò che ho potuto vedere ieri.

Non si sono mai risparmiati, anzi! Inizialmente una versione di Welcome to my world, diversa dal disco, molto molto bella, poi lentamente, presi per mano, Angel, Walking in My Shoes, la meravigliosa versione acustica di Home che mi ha letteralmente rapito... sino ai pezzi immancabili come Enjoy the Silence e Personal Jesus.
Per onore di cronaca vi posto la scaletta completa del concerto, e che scaletta:

Welcome to My World
Angel
Walking in My Shoes
Precious
Black Celebration
Policy of Truth
Should Be Higher
Barrel of a Gun
Higher Love
Shake the Disease (Acustica)
Heaven
Soothe My Soul
A Pain That I’m Used To
A Question of Time
Secret to the End
Enjoy the Silence
Personal Jesus
Goodbye
Home (Acustica)
Halo
Just Can’t Get Enough
I Feel You
Never Let Me Down Again


Trentatré anni di carriera e non sentirli questi Depeche Mode, anzi, l'esperienza li ha fatti sempre più grandi e ha esteso il loro pubblico formando una fan base ormai indissolubile. Infatti una delle cose che più mi ha colpito osservando intorno a me è stata l'estrema varietà del pubblico, dalla ragazzina, alla signora di mezza età... sessanta mila persone unite da un solo battito, da un solo colore, dalla musica.

Ricordo che i DM saranno domani sera allo stadio Olimpico di Roma, se siete da quelle parti vi consiglio di non lasciarvi sfuggire una tale occasione, non ve ne pentirete!




Un grazie particolare a Rossella per avermi accompagnato in questa bellissima avventura. 

martedì 16 luglio 2013

L'uomo D'acciao vs Pacifc Rim: Il confronto che non ti aspetti







Ho sempre adorato Superman, e ho sempre desiderato vedere un film che rendesse finalmente giustizia a un personaggio difficile da trattare al cinema, soprattutto in tempi recenti, lasciando stare le epocali pellicole con Reeves, sono veramente tanti anni che non esce un film sull'azzurrone come Dio comanda, indi quando ho saputo la notizia su Man of Steel sono andato in brodo di giuggiole.

Dall'altra parte abbiamo Pacific Rim, un film sui robottoni, il film che ho sempre desiderato che uscisse, nerdaggine pura. Perché gli accosto? Prima di tutto rappresentano due mie grandi passioni, secondariamente hanno intenti diametralmente opposti, seppur parlando entrambi di fantasia e intrattenimento, e sono, per me, la dimostrazione di come fare un film, e di come non farlo.

Andiamo con ordine, parliamo de L'uomo d'acciaio, il nuovo film di Zack Snyder - già autore di trasposizioni da fumetto, vedi 300 e Watchmen - prodotto e co-sceneggiato niente meno che da Christopher Nolan, il geniale autore dell'ultima saga su Batman. Cavolo le premesse per fare una figata atomica ci sono tutte. Sono state realizzate? Difficile rispondere, il film cerca di aggiornare le origini di Superman, ci riesce sino a un certo punto, cerca di dare un'impronta più realistica al tutto, ma a mio parere in questo fallisce clamorosamente. I buchi nella trama sono voragini, devi per forza soprassedere davanti a scelte che lasciano veramente straniti.

 L'inizio è tutto sommato buono, certo sa tutto molto di hi-tech e poca sostanza. La storia bene o male è sempre quella: abbiamo il pianeta Kripton vicino alla distruzione, abbiamo il padre di Superman, Jor-El, qui interpretato da un buon Russel Crowe, che cerca di convincere il consiglio del pericolo imminente che corre il pianeta, abbiamo il generale Zood che tenta un colpo di stato. Abbiamo più azione di ciò che ci si può aspettare, e tutto sommato la parte iniziale scorre bene, certo alcune cose mi hanno ricordato un po' Avatar, ma non stiamo a guardare il capello, chi non ha un drago volante in giardino? :)
 Jor-El, per salvare il suo pianeta dall'imminente distruzione, pensa bene di inserire i codici genetici della gente di Kripton dentro suo figlio, e di spedirlo poi lontano, sulla terra. Zodd, cerca di fermare la navetta che trasporta il piccolissimo Kal-El, ma fallisce miseramente e viene anche condannato all'esilio. Poco dopo il pianeta implode, e Superman arriva così sul nostro pianeta.
Uh, l'inizio mi è anche piaciuto, anche alcuni salti temporali sono belli a livello di sceneggiatura, certo lasciamo perdere i dialoghi tra il giovane Clark Kent e il padre adottivo, qui interpretato da un Kevin Costner piuttosto imbolsito. Una delle scene che ho trovato più ridicole, è proprio la morte di quest'ultimo, se proprio proprio bisognava farlo morire forse era meglio il solito infarto, ma vabbé... il succo è, difendere la propria identità aliena ad ogni costo, il diverso fa paura, l'umanità non è pronta per un simile evento, certo sino a quando il redivivo Zodd non decidere di invadere la terra e di chiedere in riscatto Superman, altrimenti ce fà saltà a tutti.

Quello che mi ha deluso particolarmente in questo movie è la mancanza di una coerenza narrativa, si cerca di fare il filmone serio, dark, credibile, e poi ci sono cazzate ad ogni dove.
A questo punto mi guardo Iron Man, che almeno non vuole rendermi per forza credibile che un uomo ultra milionario se ne possa andare in giro con una cavolo di armatura rosso e oro. I film Dc hanno preso decisamente una piega diversa rispetto a quelli Marvel, questi ultimi molto più scanzonati, con poche pretese di realismo, più leggeri.
Se mi fai un film, dove vuoi essere a tutti i costi realistico, bé, mi aspetto di vedere qualcosa di vagamente credibile, ok che parliamo di un tizio che viene da un altro pianeta, che ha super vista, eccetera, però... babba bia. Le reazioni dei personaggi sono piuttosto monocorde, si cerca di citare l'ottimo Batman Begins, ma non ci si riesce. I pretesti narrativi sono labili, le motivazioni dei personaggi pure.
Qualcuno mi spiega che senso ha che Zood voglia Lois Laine e la sbatta direttamente nel pannello di controllo della sua nave per tenerla prigioniera? E il vero padre di Superman, ok gli ologrammi e tutto, ma non interagisce un po' troppo con la "realtà" per essere una sorta di entità fittizia? E 'sto cacchio di Kevin Costner che me muore per salvare un cane e che a un certo punto del film dice al figlio adottivo che è meglio sacrificare la vita di decine di persone piuttosto che rilevare la sua natura aliena? E il finale? Mh, il finale, un delirio narrativo! E quella cavolo di astronave che trovano sepolta nei ghiacci? Viene da Kripton, ha non si sa quanti milioni di anni ma riesce a interagire con strumenti Kriptoniani recenti... e Superman come scopre di questo aggeggio iper tecnologico? Tramite dei militari che al bar parlano di segreti di stato come se parlassero dell'ultimo tatuaggio di Belen. Vabbè...
Cosa mi è piaciuto... il costume, anzi i costumi, molto belli, i combattimenti, un po' Dragon Ball, un po' lunghi forse, ma belli da vedere e molto cattivi. La parte sull'infanzia di Clark, bellina, anche nel finale alcune scene molto suggestive. Le scene di volo, devo dire alcune molto belle. Henry Cavill, tutto sommato non è malaccio, certo non è un Superman molto carismatico a mio avviso, ma tutto sommato si salva abbastanza. La fotografia, gli effetti speciali, bé, certo su questi lati è difficile dire qualcosa di negativo, e vorrei anche vedere, anche se non mi hanno poi stupito.
Dimenticavo, le musiche di Hans Zimmer, belline, ma non memoraibili di certo, non te ne rimane in testa mezza, ha fatto giusto il suo lavoro, il main team di Williams rimane imbattibile. Quindi ricapitolando, il film è decente, ma a mio avviso non rispetta molto lo spirito originario del comics, non ci ho visto particolare amore verso il personaggio, si vuole per forza fare i realistici e poi si scrivono sceneggiature che lasciano veramente il tempo che trovano. Non lo boccio in toto come progetto, sia chiaro, ma non mi ha lasciato molto. Rispetto alle sue premesse mi ha decisamente deluso. Troppo ampolloso, si prende troppo sul serio anche quando non è il caso e non è riuscito a emozionarmi.

Andiamo a Pacif Rim:

Il film è un grandissimo omaggio del regista, Gulliermo Del Toro, all'animazione giapponese, da Evangelion che è pesantemente citato, ai vari Nagaiani. Abbiamo dei mostri enormi, parenti dei dinosauri, chiamati Kaijū, che tramite un portale interdimensionale nel bel mezzo dell'Oceano Pacifico, riescono ad accedere al nostro pianeta. Invasi da questi orribili mostri, i terresti decidono di costruire degli imponenti robot umanoidi, detti Jaegers. Per guidare questi meravigliosi mecha bisogna essere generalmente in due, e collegarsi reciprocamente a una rete neuronale, che permette così di sincronizzarsi (Evangelion?) con l'altro pilota e con il robot. Basta, questa è la trama in soldoni.

Questo film visivamente è eccezionale, davvero una grandissima goduria, non so come altro definire ciò che ho visto in sala. A dir poco esaltante. Una di quelle poche pellicole che consiglio veramente di vedere in 3D, cosa che farò sicuramente quando uscirà il Blu Ray dedicato. La trama è abbastanza risibile, i personaggi non sono più di tanto approfonditi, è tutto pieno di stereotipi, ma non è questo il punto, è solo un pretesto per far macello.
Abbiamo l'eroe dal passato tormentato, abbiamo l'eroina che cita pesantemente Rei Ayanami, con tanto di rapporto con una sorta di padre adottivo molto forte. Abbiamo gli scienziati mezzi pazzi, che strizzano l'occhio a quelli visti nei vari Anime, riuscendo spesso a strappare un sorriso.
La trama è veramente marginale in questo film e si capisce che non era negli intenti di Del Toro di avere pretese diverse da quelle mostrate.
Pacific Rim è il sogno realizzato per tutti gli appassionati di robot et simili, una nerdata pazzesca! Qui veramente si spegne il cervello, lo si mette in folle e si gode! Punto e basta.
Cazzarola, non ci sono pretese forzate. I combattimenti sono molto belli anche se in alcuni punti, un poco confusi, e danno davvero la sensazione della potenza di queste enormi macchine, con tagli registici davvero interessanti.
Tra gli attori, mi ha colpito Rinko Kikuchi, ma direi che in generale tutto il cast fa il suo dovere, funzionale alla pellicola.
Menzione in particolare per i bellissimi mecha, non solo dei robot, ma anche delle armature, veramente belle da vedere, molto cyberpunk.

Questa è un'opera che gioca con le citazioni, con gli stereotipi del genere, dove addirittura le onde del mare nei combattimenti marini ricordano l'arte di Hokusai. Una sorta di sentito omaggio verso l'animazione robotica giapponese.
Forse, uno degli appunti che posso fare è sul finale, avrei osato di più, l'ho trovato un po' tirato per i capelli.

Mi soffermo un attimo agli effetti visivi, che sono davvero devastanti. Anche se non sembra molte cose sono state ricostruite sul set, cosa che purtroppo accade sempre meno. Per approfondire la cosa vi linko un video esplicativo: qui

I due film del momento hanno dietro motivazioni opposte, ma mentre uno fallisce clamorosamente cercando di rendere per forza credibile e dark Superman, l'altro diverte, intrattiene, fa il suo dovere, non si prende inutilmente sul serio.
Ciò non significa che penso che non si potesse fare un film sull'Azzurrone con tematiche più adulte, ma che andavano affrontate meno superficialmente. Questa fissa di rendere tutto serioso da parte della DC, per quanto possa essere interessante perché differenzia dai prodotti Marvel, se non ben gestita rischia di risultare forzata, ridondante, goffa suo malgrado.

Pacif Rim è il classico movie che va vissuto, non pensato. Un po' trashone, un po' casinista, un po' disaster, un po' monster. Un vero ritorno anche di un genere che si stava via via perdendo.
Spero quindi di vedere più progetti pensati per divertire il pubblico, più sottilmente intelligenti di quello che sembrano al primo approccio.

Un grande plauso a Del Toro, per il coraggio mostrato nel portare in sala un tema che non ha mai solleticato nessun produttore americano, almeno sino ad oggi, e per essere riuscito non solo a fare un discreto pieno al box office, ma anche, e soprattutto, a divertire.

lunedì 8 luglio 2013

Milano Manga Festival



Finalmente Milano si fregia di un grande appuntamento per tutti gli amanti dei manga.

Il Milano Manga Festival percorre ben 200 anni sull'arte del fumetto giapponese. Evento unico e raro in Italia. Avete ancora tempo sino al 21 luglio per visitare questa eccezionale mostra che ha visto tra i partecipanti autori del calibro di Yoichi Takahashi, autore di Captain Tsubasa (meglio noto in Italia come Holly e Benji), e sino a ieri di Yoshiyuki Sadamoto, character designer di opere come Nadia - il mistero della pietra azzurra ed Evangelion.

Proprio nella giornata di ieri sono andato a visitare questa mostra, alla Rotonda di via Besana a Milano.
Sono rimasto piacevolmente colpito dallo spazio espositivo, molto vario e ben distribuito, con delle parti interattive molto carine, in particolare mi riferisco alla sezione su Captain Tsubasa. La retrospettiva sui maestri giapponesi, in particolare su Osamu Tezuka mi è piaciuta molto, con tanto di riproduzione del loro tavolo di lavoro. Certo le immagini a video, erano un po' brevi, ma molto interessanti. Gli autori esposti sono veramente tantissimi.
Ieri era l'ultimo dei "Sadamoto Days", indi ho potuto seguire l'intervista al maestro da parte del pubblico. Devo dire che mi ha colpito molto la sua estrema umiltà, timidezza e gentilezza, ha sempre articolato risposte molto lunghe, non si è risparmiato anche nella sessione di autografi, evento al quale non sono riuscito a far parte, bisognava prenotarsi prima e non era manco detto di riuscire a essere in lista; certo mi rimane il rammarico di non averci provato.
Segnalo inoltre la presenza del book shop di Yamato, molto interessante, infatti vi ho trovato un art book che cercavo da secoli, e soprattutto ci sono i prezzi scontati in occasione della mostra, il che direi che non guasta mai.

L'unica nota negativa dell'evento è stato il caldo soffocante, soprattutto nella parte iniziale dove la calca era maggiore, ma una cavolo di aria condizionata no? :)

A parte questo ringrazio l'amministrazione comunale di Milano per aver contribuito a dar vita a un'esposizione tanto bella quanto inedita nel nostro paese. Eventi tali finalmente tolgono dai propri polverosi ghetti opere di tutto rispetto sin troppo bistrattate nel nostro bel paese, sino a non molto tempo fa.

Vi lascio a un approfondimento molto esaustivo sul Milano Manga Festival:
QUI

Infine un po' di foto sparse:


















giovedì 27 giugno 2013

The Last of Us

Nonostante negli anni abbia giocato a titoli molto meritevoli è tanto che non scrivo di videogiochi, ma questa volta è diverso, questa volta non ne posso fare a meno.
Straordinario, emozionante, coinvolgente, sono le prime parole che mi vengono in mente quando penso a The Last of Us, il nuovo lavoro dello studio Naughty Dog in esclusiva per Playstation 3.

Gli autori di Uncharted sono riusciti a superarsi, ebbene si, hanno creato qualcosa che resterà negli annali dei videogiochi e che ha saputo emozionare anche una vecchia volpe videoludica come me.

Ma andiamo con ordine: The Last of Us, ha avuto una lunga gestazione, almeno 2 anni, in cui si sono avvicendate idee, sono cambiati vari fattori, sono state limate parti, personaggi, tutto, in modo da realizzare il gioco migliore possibile, o meglio, ciò che è stato possibile fare con un hardware per molti morto tecnicamente, visto l'imminente arrivo di Playstation 4. Eppure, eppure ragazzi, ad avercene di console così "vecchie", se questi sono i risultati con 512 mega di ram, non riesco a immaginare cosa vedremo con gli 8 giga della next gen.

Ma qui si va oltre la mera potenza bruta della grafica pompata, che c'è eh, qui c'è una storia, una costruzione, idee.
Il plot è tutt'altro che originale, prende spunto da vari media, da Io sono leggenda, a The Walking Dead. Un virus proveniente da un fungo trasforma le persone in sorta di zombie, con varie fasi, la più acuta, è la più letale, per fortuna non permette alle creature di vedere.
Dopo un primo momento di smarrimento l'umanità si è suddivisa in ribelli, e in un corpo speciale denominato "Luci" (Lucciole in originale), gli unici, apparentemente, che vogliono mantenere l'ordine in tutto il caos creatosi.
In un mondo alla deriva, dove la violenza la fa la padrona, dove non esistono più ideali, dove tutto è morto, regolato dalla brutalità, troviamo Joel, un uomo con un passato tormentato, un mercenario, unito dal destino da Ellie, una quattordicenne con un grande segreto, forse l'unica salvezza dell'umanità.


La natura è l'unica cosa che riesce sempre a prevalere anche nelle situazioni più disperate, anche in un mondo alla rovina, post apocalittico. Infatti vediamo spesso vegetazioni sconfinate, boschi, palazzi in rovina con piante che ne lambiscono le strutture. Tutto deve tornare alla sua legittima proprietaria, la terra non ci è data che in prestito. Quasi da contraltare alla rudezza degli eventi, capita spesso di trovare dei tramonti stupendi, paesaggi evocativi, animali che ci aiutano i protagonisti a ritrovare il senso delle cose.

La cosa più bella di questo titolo è che non sembra di parlare di un videogioco, i personaggi paiono vivi, hanno un evoluzione, i loro rapporti cambiano, maturano, a volte spiazzano, ma rimangono sempre coerenti con le loro nature. The Last of Us, si svolge nell'arco di un anno, un anno in cui vedremo molte cose e ci sentiremo coinvolti in una storia, storia di un certo spessore e con un finale che lascia il giocatore quasi incredulo. Perché c'é da dirlo, nonostante la lunghezza del titolo, che finisce sicuramente al momento giusto, a me personalmente è arrivato un senso di vuoto, quasi come se quei personaggi mi mancassero, subito dopo i titolo di coda volevo rituffarmi nella magia di questo titolo.

Parliamo un po' del gameplay. Dimenticatevi le munizioni infinite dei vari titoli action, qui va tutto dosato, soprattutto se iniziate a livello difficile come me; stiamo parlando di un game con impronta survival, dove potremo affrontare sempre le situazioni in modo diverso, dove viene premiata la riflessione, a volte la fuga, e dove i novelli Rambo durano veramente poco. Inizialmente Ellie non ci aiuta più di tanto, ogni tanto distrae gli avversari, ma  andando avanti nel gioco interverrà sempre più in aiuto del giocatore.
Ho letto varie critiche alla scelta dei "Cagnacci" di rendere i nostri comprimari invisibili ai nemici, individuabili solo in date situazioni, bé, personalmente trovo sia stata una scelta molto azzeccata, giocare concentrati e farsi scoprire dai nemici per colpa dei partner di gioco sarebbe stato parecchio frustrante!



Questo gioco è violento, molto, non fa sconti, sia a livello di trama, che a livello di azioni. La sopravvivenza a ogni costo tira fuori il lato animale, il lato peggiore dell'animo umano. La violenza non è quasi mai gratuita, ma ti arriva spesso diretta, come un pugno nello stomaco. Anche le dinamiche trattate sono estremamente mature.
In sede di localizzazione ho notato alcuni errori nella traduzione tra l'originale e l'Italiano, ma devo dire che l'acting nostrano è davvero ottimo, un doppiaggio sentito, crudo, reale, tra i migliori mai sentiti in un'opera videoludica. Segnalo in particolare Lorenzo Scattorin nei panni di Joel, veramente molto bravo, ma ottimo quasi tutto il cast, anche Gea Riva nei panni di Ellie mi è piaciuta molto (al suo debutto in ambito videoludico). Certo poi l'originale rimane sempre più immersivo, ma possiamo essere più che soddisfatti del lavoro svolto.

Vogliamo parlare delle musiche? Opera di un certo Gustavo Santaolalla, già autore della colonna sonora di film come 21 grammi, e I segreti di Brokeback Mountain per cui ha vinto un Oscar, qui alla sua prima incursione nel mondo dei videogiochi. Questo avvicendarsi tra cinema e videogames ci fa capire l'estrema cura riposta nel titolo. Un gioco che ti entra dentro, che è come un viaggio, un bellissimo viaggio, in cui alla fine si sentirà sempre un vuoto, una mancanza, nonostante l'esperienza ci abbia appagato.

Il modo in cui recitano i personaggi, le situazioni, l'evolversi della storia, è qualcosa di inedito nel panorama videoludico, qualcosa che è destinato a lasciare il segno. Lo stato dell'arte nella cura dei dettagli, le mappe mediamente grandi (soprattutto rispetto a Uncharted), fanno di questo gioco un vero e proprio must. Onore quindi ai Naughty Dog per aver creato un titolo che rischia di diventare un punto di riferimento per tutta l'industria dell'intrattenimento.
Consiglio caldissimamente a tutti i possessori di Playstation 3 di comprare The Last of Us, un gioco che da solo vale la console, vale la passione di videogiocare.

Piccola nota curiosa di questi giorni: l'attrice Ellen Page si è rivista digitalizzata nei panni di Ellie, invero la somiglianza è molto marcata, e non ha molto gradito, anche perché il suo viso lo vedremo presto nella nuova opera di Quantic Dream, Beyond two souls,  altra esclusiva PS3.



mercoledì 19 giugno 2013

Il Corvo - L'edizione definitiva & incontro con James O'Barr




Non è semplice per me scrivere questo post, vuoi perché ho ancora un turbinio di emozioni dentro, vuoi perché è difficile mettere tutto per scritto, ma ci proverò.

Partiamo dall'inizio: Edizioni DB il 21 giugno farà uscire l'edizione definitiva del fumetto cult Il corvo di James O'Barr, facendo questo ha coinvolto l'autore in un tour in Italia che ha toccato, tra le altre città, Milano. Potevo farmi sfuggire l'occasione di incontrare il disegnatore di Eric Draven? Anche no!
Incontrando l'artista si poteva acquistare in anteprima la nuova edizione del comics book del Corvo.

Allora, parliamo di questa nuova stampa: premetto che è stato fatto un buon lavoro, carta molto buona, stampa decisamente migliorata rispetto alla prima edizione della General Press, traduzione rivista, e spero corretta. Ma c'è un ma, che ho notato quasi subito, alcune vignette sono tagliate, questo perché l'impaginazione è troppo a fil di pagina, e su questo devo veramente dare una tirata di orecchie alle Edizioni BD; non si può far uscire un fumetto tagliandone le vignette, anche se di pochi millimetri o centimetri, per me è un sacrilegio, spero che tengano tesoro di questo errore e che non ne ripetano di similari in futuro, in quanto trovo che l'arte vada tutelata nella sua interezza, è molto importante. Anche alcune scelte di lettering forse le avrei evitate, in modo da lasciare l'opera il più possibile simile all'originale, ma questi sono davvero sofismi e punti di vista, infondo è anche giusto che abbiano deciso di differenziarsi dalla vecchia edizione.

Voglio sottolineare che questa nuova stampa, è particolarmente succulenta perché presenta delle tavole nuove, mai viste, e aggiunte da O'Barr per completare l'opera, così come doveva uscire inizialmente, indi al di là delle mie considerazioni ve la consiglio caldamente.

Ora voglio parlarvi di ciò che mi ha veramente emozionato, cioè l'incontro con James O'Barr.
Quando ho saputo di questa occasione mi sono detto subito che dovevo portargli il mio vecchio disegno ispirato al Corvo, in particolare alla versione dell'indimenticabile Brandon Lee.
Così, fotocopie alla mano, perché l'originale l'ho regalato (un genio del male) mi sono recato verso la fumetteria Alastor, che ringrazio per aver dato a noi fans una tale opportunità.


Dedica per O'Barr



Sono arrivato in fumetteria verso le 18, compro la nuova edizione del Corvo, mi metto in lista per incontrare O'Barr, e poco dopo mi decido di andare in un bar, visto il caldo che mi stava lentamente sfinendo, a un certo punto chi noto vicino all'uscita nel'intento di guardare dei fumetti? Proprio lui, James O'Barr. A quel punto mi sono detto, ok, la sete può aspettare. Non l'ho disturbato, anche se la voglia di dargli il mio disegno e di stringergli la mano era tanta, ma sapevo che ci sarebbe stata possibilità dopo. Mi sono limitato a osservarlo.

Passa un'ora, che mi è parsa interminabile, nel frattempo O'Barr è uscito dal negozio, avrei potuto andare a dissetarmi, ma niente, ormai mi era passata la voglia. Arriva il momento fatidico, ci mettiamo in fila, la solerte Renee Witterstaetter, (agente dell'autore), ci dà tutte le istruzioni da seguire e noi le seguiamo diligentemente.

A un certo punto sento due mani sopra le mie spalle, come per spostarmi e un "excuse me", mi giro... O'Barr! Stavo infartando.
Casualmente sono riuscito a essere davanti al suo tavolo mente firmava instancabile gli autografi, anche se ho sentito un da lui sussurrato "i'm exhausting", dato il caldo infernale che regnava in quei pochi metri quadri, l'ho sempre visto molto gentile.
Cosa curiosa, a un certo punto arriva una telefonata, cercano O'Barr, e indovinate un po'? Era il regista del nuovo film del Corvo. E qui voglio aprire una piccola parentesi.
Quando ho saputo dell'intenzione di fare un remake della pellicola con Brandon Lee, mi sono detto subito che sarebbe stata un'idea pessima, a meno che di rispettare l'opera originaria in modo attento, allora si, poteva essere interessante, visto che il film di Proyas, per quanto bello, non ha poi tutti questi punti in comune con il fumetto. Vedere da vicino questa telefonata, leggere le ultime interviste di O'Barr, mi sta tranquillizzando, sono sicuro che si sta cercando di creare un prodotto che rispetti totalmente le aspettative dell'autore e che sta cercando di essere più attinente al comic book. Certo il peso del primo film è pesante, ma non voglio partire per forza prevenuto. Chiusa parentesi remake.


Arriva il mio turno, la prima cosa che faccio è consegnare a James O'Barr il mio disegno, al che mi ha ringraziato, un timido "oh, thank you" che difficilmente dimenticherò. Mi ha colpito poi la cura con cui ha messo via ciò che gli avevo appena consegnato... la dice lunga sull'umiltà di questa persona.
Arriviamo al momento più difficile per lui, capire il mio nome, nella mia dedica l'ho scritto, indi sicuro che l'avrebbe compreso non gli ho detto più di tanto, lui mi fa una domanda a riguardo, rispondo "yes", ma onestamente non riuscivo nemmeno a ricordarmi:"do you like it" riferito al mio disegno, figurarsi se avevo la lucidità per capire cosa mi stesse dicendo. Infatti come volevasi dimostrare la sua dedica per me parte con: "To Morna". Oh, ragazzi, Morna, anche se non è il mio nome esatto mi piace, e me lo tengo stretto!
Gli stringo la mano e lo ringrazio, lo ringrazio per la sua gentilezza, cosa che non ho visto fare da molti. Ho visto tante persone non dirgli assolutamente nulla, se non le indicazioni per l'autografo, quasi come se lui fosse una macchina, ciò mi ha colpito, anche perché quello che più mi è rimasto di O'Barr è la sua umanità, seppur in quei pochi attimi ho scorto un uomo timido, schivo, forse segnato da eventi che suo malgrado ha dovuto superare, ma che sicuramente lo hanno in qualche modo destabilizzato, sia nel bene che nel male.

Infondo se pensiamo alla genesi del fumetto, Il Corvo, nasce proprio da un momento di grande crisi dell'autore, aveva appena perso la donna che amava in un tragico incidente.

Spero di essere riuscito a comunicarvi un po' della mia emozione, del mio stato d'animo. Voglio ringraziare James O'Barr per non aver avuto nessun atteggiamento divistico, tra l'altro mi ha colpito molto che i suoi originali si potessero acquistare a prezzi piuttosto abbordabili.
Ringrazio Edizioni BD per aver portato in Italia un autore di culto e per aver ristampato Il Corvo.
Spero si capisca che le mie sono critiche costruttive e non certo distruttive, ci mancherebbe!

Vi lascio a qualche foto dell'evento:




Con il maestro O'Barr davanti ai miei disegni




Il suo autografo sul mio disegno



O'Barr intento a decifrare il mio nome per la dedica




Tentativo fallito. :)


giovedì 13 giugno 2013

Buon compleanno my little brother!




Oggi  il mio piccolo Gianluca fa ben 43 anni. Se c'è una cosa di cui posso andare fiero è ciò che sono riuscito a fare con lui.  Averlo inserito in un centro diurno, essere riuscito a renderlo più indipendente. Tutti i miei sforzi per fortuna non sono stati vani.
Le persone down hanno una grande capacità di dare, senza nessun tipo di barriera, amano il loro prossimo, dispensano sorrisi, non sono prevenuti, sono scevri dalle cattiverie del mondo; non sanno cosa sia il rancore, la falsità, l'opportunismo, non comprendono le dinamiche complesse che legano normalmente le persone. Se tutti potessimo imparare ad amare con la spontaneità di mio fratello, staremmo molto meglio, ne sono convinto.

Caro Gianluca, spero che la vita possa essere per te serena e piena di nuove esperienze, come meriti. Questa estate andrai in vacanza da solo, chissà se farai disperare i tuoi educatori, o se ancora una volta saprai stupire come in molte altre occasioni.

Ti voglio bene fratellino, tanti auguri!


sabato 8 giugno 2013

Invention of Love




A volte mentre cerchi dei filmati sul tubo trovi delle perle, casualmente, capitano.
Senza accorgetene, ti ritrovi con le lacrime agli occhi durante la visione di un video. Certo, ho la lacrima facile, forse non faccio testo, però questo cortometraggio vale veramente la sua visione.

Invention of Love è un corto del 2010, realizzato da Andrey Shushkov, con una tecnica 3D che rimanda molto al 2D, alle marionette, a un gusto teatrale tra il retrò e il moderno.
Una dolce fiaba moderna sul sentimento più antico e forte di sempre.

Forse è vero: passiamo così tanto tempo alla ricerca di un amore perfetto, che trascuriamo il vero amore. Non voglio aggiungere molte parole a quest'opera toccante, sono sicuro che ognuno di voi ne trarrà qualcosa di diverso.

Buona visione:




martedì 4 giugno 2013

Il mio messaggio nella bottiglia...


"Dici di amare la pioggia, ma quando piove apri l'ombrello.
Dici di amare il sole, ma quando splende cerchi l'ombra.
Dici di amare il vento, ma quando tira chiudi la porta.
Per questo ho paura quando dici che mi ami."

William Shakespeare





Ci sono persone che sanno farti sentire benedetto al loro passaggio, e ce ne sono alcune che lasciano macerie intorno a sé.
Spesse volte mi sono lasciato affabulare da belle frasi, da ciò che di fatto era effimero, per accorgermi poi che non c'era la sostanza che credevo, certo sempre con il senno di poi, il maledetto senno di poi. Mia madre mi diceva sempre: "le parole se le porta via il vento". Quanto aveva ragione.
Del resto pure un certo Cesare Pavese ha scritto: "conta più quello che si fa, non quello che si dice."

A volte penso che il destino giochi un ruolo fondamentale in ciò che ci accade. Ho sempre pensato di avere un legame particolare con la città di Roma, non a caso il 21 aprile, oltre a essere il giorno del mio compleanno é il giorno in cui é stata edificata. Purtroppo, le sensazioni piú forti di sempre (nel bene e nel male), le lego proprio alla città eterna. In particolare ricordo una persona che prima mi ha letteralmente "preso" e poi lasciato al mio destino nel momento peggiore della mia vita. Lei così allergica agli spostamenti, ai legami, spaventata dagli impegni, ora ha fatto un viaggio di sola andata verso un mare lontano, verso l'amore e il benessere che probabilmente ha sempre sognato. La vita é anche questa, imprevedibile e pronta a mostrarti i tuoi demoni quando meno te lo aspetti.

Certo quando finisce una relazione si fanno sempre dei bilanci, e le colpe, se così vogliamo chiamarle, vanno sempre suddivise. Ritengo maturo ammettere che la colpa principale di tutto ciò è mia che mi sono affidato a persone non compatibili, che ho spesso scusato, idealizzando ciò che non esisteva se non nella mia mente non volendo guardare in faccia una realtà più che evidente... è difficile farsene una ragione, ma è il punto da cui devo ripartire... perdonare me stesso prima di tutto per ritrovare fiducia nella vita.

Onestamente dubito fortemente che avrò ancora la "pazza" idea di farmi una famiglia mia, tuttavia devo ammettere che in tutto questo una volta sono stato molto amato, e voglio ricordarlo. Una ragazza di Milano che non ho saputo apprezzare appieno ma che per una volta nella mia vita mi ha fatto sentire davvero importante, che mi ha fatto capire la differenza tra amore e frequentazione. In fondo ci sono persone che non hanno manco questa fortuna, quante poi vivono nell'illusione di essere amate quando non lo sono?

Per cui, ragazza milanese, se un giorno passerai di qui, soffermati su queste righe e ricordati sempre che ti sono grato per ciò che mi hai dato, che spero con il cuore che la vita ti abbia premiato come meriti e scusami se non sono riuscito a ricambiarti come avresti meritato, so che ti ho fatto soffrire, davvero non volevo.
In ogni caso, voglio ringraziare anche chi mi ha ferito, (magari anch'egli non intenzionalmente), perché devo sottolinearlo, nonostante tutto non mi ha dato solo sensazioni negative, tutt'altro, e mi ha insegnato molto, soprattutto come non devo più comportarmi, in molti sensi, non mi ritengo perfetto; d'altro canto non ho potere sui comportamenti altrui, ma sui mie e su questi devo assolutamente lavorare.


A presto


Moreno

martedì 30 aprile 2013

Iron Man 3




Allora, prima di tutto avevo buonissime aspettative verso Iron Man 3, mi aspettavo epicità, tensione, un po' di umorismo e invece di un film molto epico mi sono trovato una commedia con tinte Disenyane, una trama che fa acqua da tante parti, motivazioni di cattivi che ti lasciano un po' stranito, buchi narrativi in ogni dove,Tony Stark, che me pare diventato un misto tra James Bond e l'Ispettore Clouseau aò , ma che caxxo de film ho visto?

Bene, dopo questa introduzione a vacche, cerco di parlare in modo meno sarcastico di questo Iron Man 3, sempre se mi riesce.

Il lato positivo di questa serie è assolutamente Robert Downey Jr, un Tony Stark a dir poco perfetto, nel senso che non riuscirei manco a immaginarmi ora come ora un attore più adatto a questa parte e dire che il suo contratto scade proprio con questa pellicola, ma non dubito che la Marvel sborserà fior di milioni per riaverlo almeno in The Avengers 2.
Una delle cose che ho riscontrato è che in questo film c'è poco Iron Man e tanto tanto Tony, addirittura mi pare quasi più super eroe senza armatura che con, assistiamo a scene degne del miglior Spy story, scazzottate, spari, praticamente il buon vecchio Bruce Wayne gli fa una gran pippa, diciamocelo. Si, bè, ogni tanto qualche attacco di panico dato dagli avvenimenti di New York (vedi The Avengers) ma niente di che, basta una parola buona e passa tutto, per la serie credibilità zero.

La Paltrow la trovo veramente un attrice pessima, non so come abbiano fatto a nominarla tra le donne più belle del mondo, per me è tutto marketing, non dico sia il topo ragno, ma voglio dire c'è sicuramente di meglio, poi in questo film il suo ruolo prende una piega veramente assurda, specie nel finale...

La regia è molto bella, dinamica, gli effetti speciali fan paura, e vorrei anche vedere, per fortuna mi sono evitato il 3D, a mio parere veramente inutile in questo film, e dai commenti che ho letto in rete non mi sono sbagliato. A differenza degli altri episodi, che vedevano al timone del comando il regista Jon Favreau
(riciclato comunque come attore in una piccola parte) qui abbiamo Shane Blake, già autore di cose come Arma Letale e Last Action Hero (e si vede), peccato infatti che abbia anche collaborato alla sceneggiatura.

Ora voglio dire, non è che sto parlando di un film brutto, anzi, è divertente, scanzonato, caciarone, ma certo spinge troppo l'acceleratore sul fattore comicità, a tratti sembra di vedere proprio un action anni '80. Ci sono poi alcuni fatti che veramente mi han lasciato basito, tipo in America attaccare in pieno giorno un abitazione con dei caccia bombardieri dev'esser facilissimo, e il buon Jarvis (la mente robotica dietro Iron Man) non è poi tutta questa efficienza...lasciando perdere poi il finale, un cattivo come il Mandarino, relegato a un ruolo di figurante con grande potere mediatico, si perché la mente dietro al Mandarino è un tizio iper pettinato (non si spettina mai, nemmeno nelle condizioni più avverse) molto "focoso" a cui il buon Tony ha dato buca 12 anni prima.

Non dimentichiamoci poi del bambino amico di Stark, certo era proprio ciò che ci voleva per rendere il film identificabile per tutti i ragazzini... ottimo, ci manca giusto questa trovata per rendere la pellicola ancora più amichevole e paciarotta. Dopo il bel The Avengers, che tutto sommato nonostante sia molto commerciale ho trovato veramente ottimo, e i due Iron Man precedenti, soprattutto il primo, mi aspettavo qualcosa di decisamente più credibile, non dico che doveva essere Il cavaliere oscuro, ma manco Una pallottola spuntata.

Detto questo, se non avete pretese segaiole sulla trama e volete passare due ore di puro divertimento staccate il vostro biglietto e andate a vedere questo Iron man, se invece siete come me che a ogni scena si domandano perché? Fate una bella cosa, o cambiate movie o spegnete un attimo il cervello, sarà molto meglio per voi.

Mi domando verso che direzione andrà questo franchaising, perché il successo al botteghino c'è, ed è innegabile, però dico, anche proporre qualcosa di più profondo e sfaccettato non sarebbe male... senza dimenticarsi di far sorridere, ma qui mi pare che si cerchi il fattore comico a ogni costo, il fattore "ok sto morendo ma tanto me salvo sempre, io sò Iron man, sò praticamente DIO..."

Perché tutto ciò cari Marvel Studios? Non è che l'influenza Disney si inizia a far sentire troppo?

A questo proposito vi consiglio di leggere l'intelligente vignetta del mitico Leo Ortolani che trovate per intero nel suo blog cliccando QUI.




Ai posteri l'ardua sentenza.

mercoledì 24 aprile 2013

Depeche Mode - Delta Machine




« Scrivere questo disco è stato particolarmente incoraggiante, dato che volevo un suono molto moderno. Volevo che la gente si sentisse bene ascoltandolo, che trovasse una certa pace. C’è stato qualcosa di veramente magico in questo. » Martin Gore




Periodo di grandi ritorni questo, dopo il leggendario David Bowie con il suo The Next Day, ecco il turno dei Depeche Mode con Delta Machine.

L'album si presenta con il suono tipico dei Depeche, indi molto elettronico con qualche piccola incursione acustica.
Sicuramente come album mi sta piacendo di più di Sound of the Universe, anche se necessito di più ascolti per assimilare meglio le varie tracce, indi il mio parere è ancora prematuro, ma infondo questo post non vuole certo essere una recensione.
Del cd è presente una deluxe edition, come va tanto di moda ultimamente, contenente un doppio cd, nel primo troviamo le stesse canzoni della normal edition, nel secondo 4 bonus track. Da segnalare che chi prenotava da Itunes aveva diritto a un ulteriore traccia.

I Depeche saranno in Italia il prossimo luglio, per la precisione il 18 e il 20 con date a Milano e Roma, e infatti andrò a vederli, ecco la prova fotografica del misfatto:


Sino ad ora dall'album sono stati tratti due singoli con relativi videoclip, Heaven e  Soothe My Soul
Visto che mi piace andare contro corrente vi propongo il testo, e relativa traduzione, della bella Welcome To my World, canzone di apertura di Delta Machine:


Welcome to my world
Step right through the door
Leave your tranquilisers at home
You don't need them anymore
All the drama queens have gone
And the devil got dismayed
He packed up and fled this town
His master plan delayed

And if you stay a while
I'll penetrate your soul
I'll bleed into your dreams
You'll want to lose control
I'll weep into your eyes

I'll make your visions sing
I'll open endless skies
And ride your broken wings
Welcome to my world
Welcome to my world
Welcome to my world

We'll watch the sunrise set
And the moon begin to blush
Our naked innocence
Translucently too much
And I'll hold you in my arms
And keep you by my side
And we'll sleep the devil's sleep
Just to keep him satisfied

Benvenuto nel mio Mondo
metti il piede destro sulla porta
lascia i tranquillanti a casa
non ne hai più bisogno
tutte le tragedie sono finite
ed il diavolo è senza parole
ha fatto le valigie ed ha lasciato questa città
il suo piano è rimandato
se resti un po'
entrerò nella tua anima
e sanguinerò nei tuoi sogni
e vorrai lasciarti andare
e piangerò dai tuoi occhi
e farò cantare le tue visioni
aprirò cieli senza fine
e cavalcherò le tue ali spezzate
Benvenuto nel mio Mondo
Benvenuto nel mio Mondo
Benvenuto nel mio Mondo
guarderemo l’alba finire
e la luna arrossire
la nostra nuda innocenza
eccessivamente luminosa
e ti terrò nella mie braccia
e ti terrò accanto a me
e dormirò il sonno del diavolo
solo per dargli soddisfazione






giovedì 4 aprile 2013

35 anni di Goldrake in Italia

www.facebook.com/lalabardaspaziale



Goldrake è considerato da tutti il pioniere dell'animazione giapponese in Italia, il capostipite e proprio oggi ricorrono i 35 anni dalla sua prima messa in onda nel nostro paese.
A dire il vero arrivarono prima Heidi e Vicky il vichingo, anche se non sono serie totalmente nipponiche, ma il vero boom lo dobbiamo proprio a Ufo robot. Fu un successo senza precedenti, la tv nostrana abituata all'innocenza di Willy il coyote e Bugs Bunny, si trovò catapultata in una dimensione totalmente nuova, avveniristica, sorprendente. Gli stessi doppiatori della serie non si rendevano bene conto della portata di ciò che stavano facendo, dell'impatto che avranno poi quei disegni animati sulla società e sulle generazioni future.

Il cartone giapponese in Italia non ha avuto vita facile, Goldrake venne tacciato di violenza, di nazismo, di essere freddo, fatto al computer, diseducativo. Molti degli adulti di allora, chiusi nel loro bigottismo, non vollero vedere il messaggio insito nel cartone, i valori, l'amore per il prossimo, per la natura, per la terra, videro solo la "violenza", la guerra verso il diverso. Pare che ci fu addirittura una ottemperanza parlamentare contro Goldrake che cadde nel vuoto, ma che aiutò ad allontanare un certo tipo di anime dai maggiori network nazionali per un bel periodo di tempo. Vi consiglio questo link molto approfondito per saperne di più: qui

Tutto questo a distanza di 35 anni con la tv italica per lo più predominata da trash e urla fa veramente pensare.

Trovo che ci sia sempre stato una sorta di razzismo verso i cartoni giapponesi, ho visto opere snaturate del tutto, opere innocenti come Kimagure orange road (E' quasi magia Jhonny) in cui anche un semplice abbraccio venne tolto, rivoli di sangue censurati nei Cavalieri dello zodiaco, scene omesse da Lady Oscar. Questi tagli sono stati operati quasi sempre da Mediaset, che ha spesso avuto un modo molto opinabile di proporre le opere nipponiche, snaturandole, violentandole della loro originalità, cercando di conformarle a un pubblico di infanti. Perché i cartoni per tantissimi anni sono stati considerati "prodotti per bambini", quando in realtà nel loro paese di origine vengono suddivisi per generi e fasce d'età come ogni opera che si rispetti. Per fortuna negli ultimi anni le cose sono cambiate, c'è molto più rispetto verso l'integrità delle opere e molte più persone competenti a trattare con questa forma di arte.

Goldrake per me è stato ed è una passione, amo tutto di questo anime, dal meraviglioso e melanconico protagonista, al robot, alle musiche, al character design di Shingo Araki che ha firmato, per me, le puntate più belle e intense. Credo che parte del successo di questo cartone in Italia sia dovuto anche al cast di doppiatori; voci  davvero di qualità, cito Willy Moser, Armando Bandini, Rosalinda Galli, Emanuela RossiGiorgio Locuratolo, Fabrizio Mazzotta e soprattutto Romano Malaspina che ha saputo dare veramente vita al suo Actarus. Doppiaggio talmente azzeccato che alcune frasi sono diventate vere e propri inni generazionali, basta pensare ad:"Alabarda Spaziale!"

Festeggiamo quindi i 35 anni di Goldrake, opera di Go Nagai che nonostante l'immenso successo a oggi non ha ancora avuto una degna distribuzione in DVD a causa di problemi di diritti mai risolti.
Per fortuna la rete riporta a riva tante chicche, vi lascio quindi con questo video veramente raro in cui vediamo la prima presentazione assoluta di Goldrake a opera di Maria Giovanna Elmi, che insieme a Renato Rascel, conduceva un contenitore chiamato "Buonasera con..." Nello stesso filmato un singolare balletto eseguito da un inedito Dario Fo:



lunedì 18 febbraio 2013

Dracula e il mito dei vampiri




Proprio in questi giorni ho avuto modo di vedere la bella mostra dedicata a "Dracula e il mito dei vampiri" in Triennale a Milano. Ho trovato l'esposizione molto interessante, anche se più povera di quello che pensavo.

La mostra è molto incentrata su Dracula, in particolar modo sulla sua figura storica, Vlad III, per poi essere approfondita verso i vari media che hanno toccato questa mitica figura, in particolare si trovano ottime cose su Bram Stoker e sul film di Coppola del 1992 a cui viene dato ampio risalto.

Tra le varie chicche che più mi hanno colpito ci sono sicuramente due dipinti dedicati a Vlad l'impalatore, il libro di Bram Stoker qui in prima stampa con dedica autografa alla madre, la meravigliosa armatura usata nel film di Coppola ad opera di Ishioka Eiko, e alcune tavole di Guido Crepax veramente belle.
Per quanto riguarda Crepax, ci sono delle illustrazioni prese dal suo fumetto su Dracula, per poi mostrare 8 tavole inedite trovate di recente dove si narra l'incontro tra Valentina e Vlad.

Belli i vari approfondimenti didascalici, però mi aspettavo un excursus maggiore della figura del vampiro, voglio dire dalla musica, ai film, ai videogiochi, ci sono veramente tantissime cose da dire, ma evidentemente la mostra non si prefigge di essere la più completa di sempre. 
Sul cinema c'è da precisare che c'è una stanza apposita dove vengono mandati filmati presi da vari film a tema Vampirico, all'interno si trovano anche gli storyboard originali dal Dracula di Coppola, però trovo che sia una stanza un po' buttata li, si poteva fare di meglio insomma.
Tengo a precisare che seguendo la pagina Facebook della mostra vengono segnalati vari incontri di approfondimento molto interessanti: il prossimo sarà il 28 febbraio alle ore 18.30, Gianni Canova parlerà delle varie forme di vampirismo sul grande schermo.

"Dracula e il mito dei vampiri" rimane quindi una bella occasione per vedere alcune cose difficilmente reperibili altrove, e per rivivere una figura che ha segnato in modo indiscusso il nostro tempo. Avete ancora tempo sino al 24 marzo per visionare questa mostra; se volete altre info andate a questo link: qui

Vi lascio a qualche foto: