lunedì 21 aprile 2014

39

Oggi è il mio compleanno, non ho praticamente mai fatto un post a riguardo ma sono successe così tante cose negli ultimi anni che a volte mi stupisco di esserci ancora, indi bé, questa volta qualcosa mi sento di scriverla.

So che non è sempre facile starmi vicino, che non ho un carattere propriamente docile, che ho molti spigoli, e voglio dedicare un pensiero in particolare a tutte quelle persone che non se ne sono andate, nonostante la barca stesse affondando, nonostante tutte le difficoltà che ho attraversato.
Ho imparato a non dare niente per scontato, ad apprezzare gli attimi, a cercare di guardare con occhio più attento alle persone intorno, e a farmi tanta auto critica, quella, mi rendo conto, non è mai abbastanza.
Grazie di cuore a tutte quelle persone che in questi anni mi sono state vicino, aiutandomi a riprendere un po' di fiducia in questa vita, anche solo con un sorriso o con un po' di calore, non ci sono parole a sufficienza per dimostrarvi la mia riconoscenza; in particolare sarò sempre debitore a mia nipote Eleonora, la persona che più al mondo mi capisce e conforta nei miei momenti più duri, ti voglio bene, e sarai sempre una parte di me.

Mi dispiace che tante persone si fermino alle apparenze, e non riescano ad andare oltre, che non siano interessate a capire; forse per qualcuno potrò apparire arrogante ma sono fiero di me, di ciò che ho superato, dei miei valori, di avere ancora la testa alta, so che ho ancora molto da dare in questa vita, spero solo che l'inizio che cerco da tanto sia finalmente vicino.

Con affetto.



Moreno

giovedì 17 aprile 2014

Incontro con Selvaggia Lucarelli per la presentazione del suo libro "Che ci importa del mondo"




Ieri sono andato alla presentazione del libro di Selvaggia Lucarelli, Che ci importa del mondo, edito da Rizzoli. Devo fare una doverosa premessa: sono anni e anni, che in qualche modo seguo la Lucarelli, mi ricordo che sono rimasto colpito da lei sin dalla prima volta che l'ho vista in tv, penso fosse il 2003 con L'isola dei famosi, programma trash che, chi mi conosce lo sa bene, ho sempre seguito - la sindrome del gatto morto in tangenziale in certi casi è più che mai viva - lo ammetto; inizialmente ovviamente ciò che mi ha affascinato di lei è stato l'aspetto fisico, poi ho iniziato a seguire il suo blog, allora decisamente attivo, e ne ho scoperto una scrittrice molto sagace e divertente, i suoi resoconti dell'isola mi facevano spanciare, ho sempre pensato che fosse sprecata a parlare di gossip vari, ne ho ammirato il coraggio in certe situazioni, sì il coraggio di scrivere comunque sia anche cose poco gradite ai più.
In tempi più recenti, diciamo negli ultimi due anni, ho iniziato a seguire più da vicino la pagina facebook di Selvaggia, affezionandomi così alla sua quotidianità, a suo figlio Leon, sempre presente, al suo cane, insomma anche alla sua sfera privata, avvicinandomi di più alla persona e meno al personaggio. Questa premessa è per me doverosa per spiegare lo stato di agitazione in cui stavo ieri, forse troppa attesa, forse la mia timidezza si è acutizzata, forse il fatto di aver fatto un ritratto per Selvaggia, questo poi mi faceva sentire particolarmente sulle spine, iper critico come sono verso me stesso, è stata dura far passare un disegno fatto in mezza giornata, come accettabile, ma non avevo molte alternative.

Arrivato in lieve ritardo, emmh, alla presentazione avvenuta alla Feltrinelli in Piazza Piemonte a Milano, potevo già sentire nell'aria la voce soave di Selvaggia, affiancata da Andrea Scanzi, e Francesco Castelnuovo, coadiuvati da Nadia Toffa e Petra Loreggian che hanno letto stralci dal libro. Mi sono piaciute le domande e le risposte, anche se ho notato un certo disincanto verso l'amore, tipico di chi ha un certo bagaglio di delusioni a riguardo, mi ci sono riconosciuto molto, come mi sono riconosciuto nei suoi racconti sugli "inciuci" virtuali che si trovano in rete, essì, perché cara Selvaggia non esistono solo uomini inconcludenti, ma anche molte donne che non sanno quello che vogliono.
Mi ha fatto particolarmente sorridere una parte della presentazione, in cui Selvaggia, oltre a dichiarare il suo amore per Milano, a detta sua una città che a differenza di un posto come Roma non ti sbatte tutto in faccia subito, ma che si fa apprezzare nel tempo, ha ammesso di riscontrare un tasso di uomini gay davvero alto a Milano, per esperienza posso decisamente confermare!
Riguardo il libro è molto autobiografico, visto che parla di Viola, una donna single di trentotto anni, con un figlio piccolo, che come lavoro fa l'opinionista presso salotti televisivi vari, donna rampante e di successo fuori, come tormentata amorosamente nel privato. Gli spunti alla vita personale dell'autrice sono molti, dai nomi dei protagonisti, a tante situazioni, non ho ancora avuto modo di iniziare a leggere il libro, ma da ciò che sto leggendo in rete sta riscuotendo critiche molto positive, una cosa è certa, ne apprezzerò lo stile con cui è scritto.

Ma andiamo alla parte clou, il mio incontro con la mitica Selvaggia; vi assicuro che c'era molta gente, soprattutto donne, indi la fila è stata abbastanza lunga, nel frattempo ho avuto modo di stringere la mano di Andrea Scanzi, giornalista che apprezzo ('azzo se è alto), arrivato il mio turno volevo un po' scappare, ma vabbé, ho subito dato il mio disegno a Selvaggia, che fortunatamente ha apprezzato molto, mi ha detto pure che l'ho fatta più bella (non è vero) poi le ho presentato mia nipote, visto che è piuttosto cresciuta, Selvaggia mi ha chiesto subito la mia età, evidentemente mi faceva più giovane (invece siamo quasi coetanei), arrivati al momento della foto a momenti muoro davvero, infatti è venuta un delirio tale che non posterò per decenza verso me stesso, le ho fatto pure sentire il cuore, visto che bastava appoggiare la mano sul mio petto per poterlo "ascoltare"... al che mi ha detto qualcosa come: "Moreno, non morirmi però".

Mentre me ne andavo ho potuto salutare al volo Leon, suo figlio, è intervenuto anche brevemente sul palco; quanto è dolce quel bambino, adorabile, non riuscivo a smettere di fissarlo. Tra l'altro ho saputo da poco che porta i capelli lunghi perché apprezza Capitan Harlock e ha una passione viscerale per Godzilla che appare anche nella copertina del libro ed è molto citato in quest'ultimo; in più, Godzilla è il nome che hanno dato al loro cane. Insomma è il bambino che qualsiasi Otaku vorrebbe avere.
Visto che la foto non è venuta esattamente bene, ho aspettato che Selvaggia uscisse dalla Feltrinelli per farne un'altra, e devo dire che si è dimostrata davvero molto carina, disponibile, molto alla mano, più di quello che pensavo, senza nessuna posa divistica di sorta. Mi ricorderò sempre il suo: "Ciao Moreno" quando ci siamo salutati, mi ha colpito che si sia ricordata il mio nome in mezzo a quella marea di persone. Voglio ringraziare quindi Selvaggia Lucarelli per la sua gentilezza, augurandole che questo libro possa portarle tanta fortuna.

Di questa serata mi rimarrà sempre un bel ricordo, e la felice conferma che spesse volte dietro a un "personaggio" c'è una persona ancora migliore. Vi lascio a un po' di foto:


Il disegno che ho fatto per Selvaggia



La dedica


Insieme!

giovedì 3 aprile 2014

Michael Jackson - Xscape




Sono passati quattro anni dall'uscita del precedente disco postumo di Michael Jackson, un progetto che è stato molto discusso e relativamente apprezzato, a suo tempo ne ho parlato in questo post qui. Proprio in questi giorni è stato presentato il "nuovo" album di MJ, in uscita il 13 maggio, dal titolo Xscape. La title track per i fans non è certo nuova, anzi, la si conosce da più di un decennio, scarto di Invincible finito in rete non si sa come.

Le canzoni che sono state annunciate sono quasi tutte ben conosciute dagli appassionati, almeno questa volta si dovrebbe essere sicuri che non ci saranno altri a cantare al posto di MJ. La copertina è di Mat Maitland, artista che ha già lavorato per artisti del calibro di PrinceKanye West, in una recente intervista spiega da dove gli è venuta l'ispirazione per la cover:
"ho voluto evocare una incarnazione contemporanea di Michael come artista che ha costantemente iniettato nuova linfa nella sua musica e ho cercato di concentrarmi su entrambi gli aspetti intriganti e futuristici di MJ. Oltre ad essere un omaggio, spero che ispirerà la riflessione su un uomo che continua a stimolare e a offrire uniche possibilità musicali e creative per tanti oggi. Ho anche provato a dire che Michael è intorno a noi, nel nostro universo e oltre, sulla terra e nello spazio."

Questa volta devo dire che la copertina dell'album mi piace, anche se ho visto la comunità Jacksoniana non proprio contenta di questo lavoro, per non parlare delle polemiche sull'uscita dell'album. Vorrei spendere due parole a proposito, capisco l'amore per l'artista e per il suo perfezionismo, ma trovo giusto preservare l'arte, quando muore una persona non muore automaticamente ciò che ci ha lasciato, ma anzi, continua a vivere, e così facendo rende immortale l'uomo e l'artista. D'altro canto quante opere sono uscite postume nel corso dei secoli? Quanta arte avremmo perso ragionando dicendo: "no, Leonardo non avrebbe voluto far vedere una sua opera non finita".
Quello che mi fa storcere il naso è il tipo di operazione, apprezzerei molto di più che queste canzoni venissero proposte solo nella loro forma originale, senza nessun tipo di rimaneggiamento, e magari in cofanetti divisi per ere, ma capisco che le mie sono considerazioni da appassionato, e che non ragiono come ragiona il mercato discografico, che deve prima di tutto vendere e fare soldi.

Per fortuna questa volta Sony ci farà ascoltare anche le canzoni così come le ha concepite Michael Jackson, purtroppo solo nella versione deluxe dell'album Exscape. I produttori che hanno partecipato al progetto sono tutti fan di MJ, e gente con cui ha lavorato o con cui voleva lavorare, vedi Timbaland, Jerkins, L.A. Reid che ha collaborato nella selezione dei brani, che dovrebbero essere:

Love Never Felt So Good
A Place With No Name
Slave To The Rhythm
She Was Lovin' Me
Chicago
Blue Gangster
12 O' Clock (Do Yo Know Where Your Children Are)
Xscape

Quindi ricapitolando, il 13 maggio avremo una versione standardche consisterà in un cd da 8 brani inediti rivisitati in chiave contemporanea dai produttori che ho citato prima, e la versione deluxe, che conterrà anche un altro cd con i brani nella loro versione originale più, rumors dicono, due video, si presume sulla lavorazione di Invincible con Jerkins.

Vi lascio con un estratto dell'album, mixato da DJ ADA:



martedì 4 marzo 2014

Gravity




Da poche ore la notte degli Oscar ha decretato i suoi vincitori, e tra tutti i film spicca un certo Gravity aggiudicatosi ben 7 statuette, tra cui miglior regia, miglior fotografia, e migliori effetti speciali. Proprio in questi giorni è uscito l'edizione home video di questa spettacolare pellicola di cui ho comprato l'edizione blu-ray 3D. Mai come in questo caso credo che l'impatto visivo sia fondamentale per godersi appieno questo lavoro.
La trama in breve vede la sempre bella Sandra Bullock (la dottoressa Ryan Stone), alla sua prima missione a bordo dello shuttle con l’astronauta esperto Matt Kovalsky (George Clooney). Quella che sembrava una normale passeggiata nello spazio si trasforma in una catastrofe e lo shuttle viene distrutto. Rimane solo la speranza di sopravvivere nel luogo più ostile dell'universo conosciuto.

La storia ruota tutta intorno a Sandra Bullock, che regge la benissimo il suo ruolo di dottoressa tormentata, e pensare che per lo stesso ruolo erano state scelte precedentemente attrici come Angelina Jolie, che rifiutò, furono poi considerate, tra le altre, anche Naomi Watts e Natalie Portman. Clooney, non spicca particolarmente, sarà che come attore non l'ho mai gradito molto, ma fa il suo, non posso dire che di no, inizialmente era stato considerato per lo stesso personaggio anche Robert Downey Jr., purtroppo impegnato su altri set (si nota che lo preferisco?).
Emozionalmente il film l'ho trovato molto coinvolgente, complice anche una parte visiva assolutamente devastante! Era dai tempi di Titanic che non rimanevo tanto impressionato dalla realizzazione tecnica di una pellicola; basta guardare poi i contenuti speciali all'interno del blu-ray per rendersi conto del lavoro "titanico" (scusate il gioco di parole) fatto n questo senso; praticamente è stato ricreato tutto digitalmente, con una dovizia di particolari che ha dell'incredibile, siamo davanti al fotorealismo più spinto.
Il 3D è usato in modo molto sapiente, con frequenti pop-out, e molta profondità, anche se a causa della natura spaziale spesso se ne fatica a cogliere alcune sfumature, complice il formato in letterbox, che sacrifica un po' l'impatto del 3D; tale scelta di solito non viene mai fatta nei film stereoscopici, e visto che all'interno del blu-ray c'è anche il disco 2d capisco relativamente questa decisione della Warner, anche se sicuramente per i puristi è la cosa migliore, perché rispetta il formato in cui è stata girata la pellicola, e non si perde nessun frammento dell'immagine.

Il film ha vinto anche l'Oscar come miglior colonna sonora e miglior montaggio sonoro, ecco, devo dire che questo lato non mi ha colpito particolarmente, si è immersiva, ben fatta, quello che vogliamo, ma non a tale livello da meritarsi ben 2 statuette, questi sono gli unici premi che veramente non avrei dato a Gravity. Segnalo l'ottimo doppiaggio italiano, che vedono la brava Anna Cesareni nei panni della Bullock e il simpatico Francesco Pannofino in quelli di Clooney.

Mi è piaciuto molto il messaggio dietro al movie, al fatto di non arrendersi, di mettercela sempre tutta anche quando sembra tutto finito, di non dare per scontato la propria vita perché magari sentiamo di aver perso tutto, in tal senso l'accenno al background del personaggio della Bullock l'ho gradito molto e aiuta a rendere più profondo il suo personaggio, certo niente di originale eh.
Molti sbagliano l'approccio a questo film, perché nonostante abbia intenti seriosi, rimane pur sempre un'opera di fantasia, indi stare ad attaccarsi al fatto che un astronauta ci mette almeno mezz'ora a togliersi una tuta è fuori luogo, bisogna andare oltre, e guardare al concetto in sé, all'opera che è stata messa in moto con Gravity, una meraviglia per gli occhi, dove viene messo in discussione l'uomo, che non è altro che un granello di polvere nell'universo nonostante la sua continua crescita tecnologica, la natura, la magnificenza di ciò che ci circonda, seppur con le sue ostilità, i lati delle medaglia, di tutte le cose, che per quanto belle siano sono anche pericolose. Pensiamo all'acqua, nostro elemento vitale, che può provocare immani tragedie, quanto può donarci salute e benessere. Dovremmo rispettare di più ciò che ci circonda, partendo dalle piccole cose e anche dallo spazio, perché non può essere certo la nostra spazzatura in virtù del fatto che ci appare infinito.



Gravity è una vera e propria esperienza visiva, un film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita in religioso silenzio, per immergersi nella sua magia, nella sua magnificenza. Non ha sicuramente una trama che setterà nuovi standard, ma non è su questo che bisogna soffermarsi, bisogna solo osservare, ascoltare il proprio cuore rapito da tanta poesia, da tanta potenza visiva. Devo sottolineare la regia davvero molto bella, e giustamente premiata, di Alfonso Cuarón davvero moderna e di impatto, con continui cambi di soggettiva che aiutano molto il coinvolgimento dello spettatore. Da sottolineare che Cuarón ha curato anche la sceneggiatura e il soggetto di Gravity, segno che ne è stato coinvolto al 100%, amo vedere i registi così presi dai loro lavori. Promuovo assolutamente questo film, credo setterà nuovi standard nel campo degli effetti speciali. Guardate e compratene il blu-ray o il dvd quindi (rende anche in 2D), che con le sue oltre 3 ore di contenuti speciali, e le sue innegabili qualità tecniche e artistiche è un must buy per qualsiasi appassionato di cinema.



lunedì 10 febbraio 2014

Outlast



Ho sempre adorato i survival horror, genere ultimamente sin troppo bistrattato, a parte il primo Dead Space e poco altro. La scena indie ci offre spesso dei giochi meno commerciali, e che osano di più, così è per questo Outlast, uscito di recente su PS4 e da qualche mese disponibile anche su PC, ad opera dello studio Red Barrels, un gruppo di programmatori che vede tra gli altri ex dipendenti Naughty dog.
La trama non è altro che un pretesto per immergerci nell'atmosfera del gioco: siamo nei panni di un giornalista piuttosto spericolato, tale Miles Upshur, che decide di visitare il Mount Massive Asylum, un istituto psichiatrico, in seguito alla segnalazione di una fonte anonima che denuncia la conduzione di esperimenti disumani all'interno della struttura, da qui inizierà il nostro viaggio personale nell'orrore, nella paura, nella tensione che è Outlast.
La visuale in prima persona aiuta molto nell'immersività del titolo in questione, ogni cigolio, ogni rumore, sarà per noi fonte di ansia e attenzione, non ci si può difendere, si può solo scappare, nascondersi, scrutare l'ombra, con l'aiuto di una videocamera, e della sua visione a infrarossi, visione che viene alimentata da batterie che troviamo nel corso dell'avventura. La cosa che più ha colpito è la sensazione di avere davanti un gioco veramente pensato per spaventare, senza se e senza ma, e questo è solo che un bene, finalmente, dopo anni di giochi che volevano farlo ma non osavano mai. L'atmosfera malata del titolo è veramente cruenta, forte, e il livello di coinvolgimento è ai massimi livelli.
Non sono una persona particolarmente impressionabile, ma devo dire che ho fatto ben più di un salto sulla sedia, anche quando ero pronto a dirmi:"ma dai, mi sono abituato, ma non fa paura per un cazzooo... aaah!!"

Veramente un grandissimo plauso per il comparto sonoro, da Oscar, mi è piaciuto un botto, sempre calzante, sempre pronto a sottolineare i momenti più terrificanti, con delle musiche azzeccatissime, campionature di altissimo livello, senza contare la chicca del respiro del protagonista che si fa più ansioso nei momenti più cupi, impagabile!
Certo tutto finisce piuttosto presto, circa cinque ore nel mio caso, ma la tensione del gioco non permetteva a mio avviso uno svolgimento troppo lungo, anche perché è una formula che rischia di diventare presto ripetitiva, per quanto coinvolgente. La trama tutto sommato fa il suo dovere, soprattutto nel finale, che mi è piaciuto davvero tanto e mi ha lasciato qualche secondo a fissare i titoli di coda attonito.
Visto che su PS4 per gli utenti PLUS questo titolo è gratuito, consiglio veramente di giocarlo, anche se magari non siete molto portati per il genere, ma se siete appassionati di videogiochi dovete giocare a questo Outlast, che con i suoi richiami a film come REC, riesce finalmente a creare tensione, paura.
So che è in lavorazione un DLC, che dovrebbe spiegare alcuni retroscena della trama, personalmente non vedo l'ora. Come difetti devo dire di aver constatato una certa linearità nei percorsi, c'è sempre e solo una via di fuga, e a volte si ha la sensazione di essere troppo guidati all'interno della storia, ed è molto try and error.
Nonostante tutto promuovo a pieni voti questo Outlast, che su PS4 può vantare un comparto tecnico decente, per il tipo di gioco, 1080p, e 60 frames al secondo, anche se questi non sono granitici, e ho potuto notare occasionalmente del tearing, i modelli poligonali sono più che accettabili, e gli ambienti ben dettagliati, anche se un po' monotoni: non è certo un gioco che sfrutta al massimo l'hardware della console, ma è un fattore che passa decisamente in secondo piano.

Nota personale, da quando è uscito il titolo mi diverto molto a spiare gli altri utenti che ci giocano sul Live di Playstation, alcuni mi fanno veramente morire dal ridere, si lo so, sono sadico!