Hurt, è un singolo dei Nine inch nails contenuto nel loro albumThe Downward Spiral del 1994.
Vari artisti hanno coverizzato questa canzone, tra cui David Bowie e Leona Lewis, ma la versione più potente di tutte, per me, resta quella di Johnny Cash; tra l'altro oggi è doveroso ricordare che è l'anniversario della sua morte avvenuta nel 2003 a pochi mesi da quella della moglie. A questo proposito consiglio il film Quando l'amore brucia l'anima, dove viene ben narrata la vita di Cash e la sua storia d'amore con June Carter.
Hurt è una delle mie canzoni preferite, e il video con Cash e la moglie credo sia tra le cose più emozionanti che abbia mai visto.
Testo e traduzione:
I hurt myself today,
(Oggi mi sono ferito da solo,)
to see if i still feel,
(Per vedere se sono ancora in grado di sentire,)
I focus on the pain,
(Mi sono concentrato sul dolore,)
the only thing that’s real,
(la sola cosa reale,)
The needle tears a hole,
(l’ago fa un buco)
the old familiar sting,
(la vecchia familiare puntura)
try to kill it all away,
(che cerca di eliminare ogni cosa)
but I remember everything,
(ma io ricordo tutto,)
what have I become,
(Cosa sono diventato?)
my sweetest friend,
(mio dolce amico)
everyone i know,
(Tutti quelli che conosco)
goes away in the end,
(sono andati via alla fine)
and you could have it all,
(e potresti avere tutto)
my empire of dirt,
(il mio impero di fango)
I will let you down,
(Ti abbandonerò)
I will make you hurt,
(Ti farò star male)
I wear this crown of thorns,
(Indosso questa corona di spine)
upon my liars chair,
(sulla sedia di coloro che mi mentono)
full of broken thoughts,
(pieno di pensieri interrotti)
I cannot repair,
(che non posso riparare)
beneath the stains of time,
(sotto le macchie del tempo)
the feelings dissapear,
(i sentimenti scompaiono)
you are someone else,
(tu sei qualcun altro)
I am still right here,
(Sono ancora qui)
What have I become,
(Cosa sono diventato?)
my sweetest friend,
(il mio più caro amico)
everyone I know,
(tutti quelli che conosco)
goes away in the end,
(sono andati via alla fine)
and you could have it all,
(e potresti averlo tutto)
my empire of dirt,
(il mio impero di fango)
I will let you down,
(Ti porterò in basso)
I will make you hurt,
(voglio farti male)
if I could start again,
(Se potessi ricominciare)
a million miles away,
(a un milione di miglia da qui,)
I will keep myself,
(mi controllerei,)
I would find a way
(troverei un modo.)
Nine inch nails - Da notare che il verso "I wear this crown of shit" (indosso questa corona di merda) nella versione di Cash è stato cambiato in "I wear this crown of thorns" (indosso questa corona di spine).
Johnny Cash
Vi segnalo inoltre questa ottima cover diSandi Thom
Labyrinth è senza dubbio uno dei miei film preferiti, un'opera che ancora riesce a stupirmi grazie alle sue innumerevoli chiavi di lettura, grazie alle citazioni artistiche, grazie alla passione che trasuda.
Certo riguardando la pellicola oggi ci si accorge di quanto certi effetti speciali non siano proprio speciali, o di qualche musica che ha perso decisamente smalto. L'ingenuità del film è figlia di anni che non ci sono più, (era il 1986 quando uscì) di un arte che va sempre via via raffrendandosi in nome della commercialità e della tecnologia.
Proprio in questi giorni ho comprato il Blu-Ray di questa pellicola, indi mi pare giusto celebrarla come merita.
Ma andiamo con ordine: Labryrinth è stato prodotto da George Lucas, scritto e diretto dal mai troppo compianto Jim Henson, il papà del Muppet Show per capirci. Alla sceneggiatura ha collaborato Terry Jones, uno dei membri dei Monty Python e al soggetto ha lavorato anche Terry Jones.
Abbiamo poi David Bowie, nei panni di Jarreth, The Goblin King, e la splendida Jennifer Connelly, all'ora quattordicenne, nei panni della protagonista, Sarah, una ragazzina figlia di genitori separati che, stanca di badare al fratello Toby, decide così di invocare il re dei goblin per liberarsi del piagnucoloso infante. Questo porterà la ragazza a pentirsi della sua richiesta, e a dover cominciare un lungo viaggio nella terra del labirinto, affrontando mille insidie, in una luogo dove tutto non è come sembra, incontrando personaggi con cui stringerà amicizia, come Gogol, un buffo nano diviso tra l'ubbidire a Jarreth e l'affetto per Sarah, con cui condurrà un percorso di crescita interiore senza mai dimenticare di strizzare un occhio ai propri sogni, alla propria innocenza. Una sorta di metafora del passaggio tra l'età adolescenziale e l'età adulta, con tutte le esperienze e le responsabilità che questo porta.
Spulciando wikipedia ho trovato alcune considerazioni interessanti:
"Benché principalmente rivolto a un pubblico molto giovane, Labyrinth può anche essere interpretato come un racconto simbolico della (non) accettazione di un adolescente della sua crescita e della sua sensualità. Jareth fa ogni cosa che Sarah gli chiede (come portare via suo fratello) e in quel senso il suo ruolo può essere interpretato come un mentore per Sarah per farle scoprire di essere una giovane donna matura.
Le scene all’inizio e alla fine del film rivelano che la maggior parte dei personaggi che Sarah incontra rimandano a giocattoli, poster ecc. della sua stanza: per esempio una statuetta di legno raffigurante Gogol, un gioco da tavola con le forme di un labirinto, un carillon con una bambola danzante che indossa il vestito che indosserà Sarah nella sala da ballo, il quadro appeso nella cameretta raffigurante l'opera di Escher "Relatività". Più importante di tutti, i ritagli di giornale della vera madre di Sarah, un'attrice, mostrano che lei ebbe una relazione con il suo partner del teatro; l’immagine di Bowie fu usata in quelle foto per evidenziare come Sarah desideri essere corteggiata dall’uomo che amava sua madre.
Tutto questo fa capire che il mondo del labirinto è forgiato dall’immaginazione di Sarah."
Interessante anche una recensione che ho trovato nel forum di mymovies da parte dell'utente Asdrubale:
" Quando da piccolo vedevo il film mi sembrava semplicemente una meravigliosa favola per bambini. A rivederlo ora, ho capito che oltre a ciò, è un'opera piena di significati e metafore in grado di affrontare temi complicati come la crescita e di arrivare dritta al cuore. La protagonista compie un vero e proprio viaggio introspettivo di formazione (per certi versi molto simile a "il mago di oz") nel quale viene a contatto con tutti i suoi problemi e le sue paure: la gelosia nei confronti del fratellino, le incomprensioni con i genitori, il senso di "ciò che è gusto", l'egocentrismo, la paura di crescere e abbandonare il mondo fatato (quello dell'infanzia) che si è creata, la solitudine e la mancanza di amicizie e di un punto di riferimento che la capisca realmente, come ad esempio la sua vera madre"
Labyrinth è una fiaba moderna e insegna che le difficoltà della vita esistono, ma che non è fuggendo che le risolviamo. Ci suggerisce così che molto spesso gli ostacoli vengono da noi stessi, infatti nella storia è Sarah a dare potere a Jarreth, e i vari personaggi non sono altro che aspetti del suo carattere, ma è proprio quando smette di credere alle sue paure che riesce a riavere Toby, a crescere.
Andando avanti nell'analisi di Labyrinth, ci tengo a sottolineare che il designer del film è Brian Froud, un'artista veramente sensibile specializzato nel mondo fantasy, da notare che aveva già lavorato con Henson per The Dark Crystal. Il bambino che si vede nel film, Toby, è il figlio dello stesso Froud, ed è stato usato perché per puro caso molto somigliante a come l'artista si era immaginato il bimbo, ancor prima che nascesse il figlio!
Il personaggio di Bowie, Jarreth. è un personaggio talmente carismatico e ambiguo da apparire scontatamente come il male, ma in realtà è solo un simbolo, non è mai veramente cattivo.
Da notare i costumi, credo proprio che i migliori del film siano quelli di Jarreth, sempre molto azzeccati, per non parlare del taglio di capelli e del suo trucco che richiamano il teatro Kabuki. Non a caso il film ha avuto molto successo in Giappone, e addirittura in tempi recenti è uscito un Manga ambientato 13 anni dopo la fine della storia originale. Pare anche che Kaori Yuki, affermata mangaka autrice di Angel Sanctuary, abbia ammesso di essersi ispirata al film per alcune situazioni del suo fumetto più famoso.
Jarreth serve come traghettatore per l'evoluzione della protagonista, e Bowie è decisamente perfetto in questo ruolo, non credo si potesse fare una scelta migliore.
Da notare che il film non fu molto apprezzato quando uscì, in particolare in patria, né la critica, né il box office lo premiò, ma divenne poi un cult, e un grandissimo successo home video.
Ho amato talmente tanto questo film che molti anni fa ho lavorato a un adattamento a fumetti della pellicola; eccovi una scansione dell'ultima tavola a cui ho lavorato prima di abbandonare il progetto:
Concludendo vi consiglio caldamente l'acquisto del Blu-ray, in quanto la pellicola è stata veramente ben restaurata, alcuni effetti ancora oggi sono molto belli, e i contenuti speciali sono molto interessanti, ed esaustivi, senza contare che stiamo parlando di un film senza tempo che va rivalutato e rivisto, soprattutto in luce di ciò che ho scritto sino ad ora.
Spero di contribuire, nel mio piccolo, a diffondere più attenzione verso un'opera che troppo spesso è stata sottovalutata e bollata in modo negativo da una certa critica.
"Più grande è la lotta, e più glorioso è il trionfo"
Il circo della farfalla ha come protagonista l'ormai famoso Nick Vujicic. un uomo nato con una rara malattia, la tetramelia, che porta a non avere arti eccetto un piccolo piede, almeno nel suo caso; grazie alla forza di volontà Nick riesce a fare la maggior parte delle cose di tutte le persone "normodotate", attualmente tiene discorsi motivazionali in tutto il mondo e si è dato anche alla musica.
Il cortometraggio che vi sto presentando mi ha ricordato in qualche modo il Freaks di Tod Browning.
Paragone forse un po' esagerato, ma a parer mio ci può stare.
Ambientato nel mondo del circo, un gruppo di persone riescono a diventare da bruchi a farfalle, da persone considerate perdenti a vincenti, riescono a trovare nella sconfitta il loro riscatto.
Questo è un corto davvero lodevole, ben girato, con ottimi attori, buona fotografia e musiche, ma soprattutto con un messaggio di fondo meraviglioso quanto importante.
Consiglio a tutti la visione di questi 22 minuti, veramente ben spesi, non ve ne pentirete.
Raramente ho visto trattare la "diversità" con questa sensibilità, con questo approccio.
Credo che la filosofia di Nick Vujicic sia molto bella, che la sua vita possa essere un esempio per tutti, soprattutto per le persone con disabilità, e che questo corto vada diffuso il più possibile.
Sono veramente triste per la scomparsa di Carlo Rambaldi. Uno degli artisti che più mi hanno reso fiero di essere Italiano, una sorta di Leonardo dei giorni nostri; capace come pochi di farci sognare, emozionare, sussultare.
Ero un bambino quando vidi E.T. al cinema con mio padre, una delle rarissime volte in cui mi ci portò e anche se è tutto molto lontano nel tempo, ricordo ancora la ressa e le sensazioni che mi lasciò il film.
Ma Rambaldi non è solo E.T. no è molto di più. Basta pensare a King Kong, ad Alien, aIncontri ravvicinati del terzo tipo, a Conana Dune. Realizzazioni ancora oggi all'avanguardia nell'animatronica che gli hanno consentito di vincere ben tre Oscar.
Ho sempre trovato gli effetti al computer freddi rispetto all'artigianalità di un tempo, basta vedere la riedizione di E.T. per il ventennale, è stata fortemente criticata, perché la CG non può soppiantare la bellezza di un effetto speciale creato con amore, non c'è lo stesso feeling, non la stessa anima, non abbastanza, a parte rare eccezioni che si sono viste solo in tempi più recenti.
Lo stesso maestro sull'uso del computer negli effetti speciali diceva:
"Si è persa la magia, come quando un prestigiatore rivela i suoi trucchi ai presenti. Adesso tutti i ragazzi possono creare i propri effetti speciali con il computer di casa. Il digitale costa circa otto volte più della meccatronica. E.T. è costato un milione di dollari, l'abbiamo realizzato in tre mesi. Nel film ci sono circa 120 inquadrature. Se noi volessimo realizzare la stessa cosa con il computer ci vorrebbero almeno 200 persone per un minimo di cinque mesi".
Rambaldi è sicuramente tra gli artisti che più hanno saputo innovare e dare nel suo campo e questo nessuno potrà mai toglierlo, ma il suo più grande merito per me è di aver reso veramente "reali" le sue creature; gli ha dato vita, come solo un vero artista può fare.
Ho sempre sognato di poter incontrare il maestro, di poterci parlare, ammiro tremendamente il genio, l'estro, e quando lo vedo non posso fare a meno di rimanerne estasiato.
Quanto ho fantasticato sul suo King Kong da piccolo, quanto mi hanno sempre affascinato le realizzazioni di simili opere.
Voglio segnalare che a novembre uscirà E.T. in Blu-ray, questa volta ci sarà anche la versione originale, senza rimaneggiamenti di sorta e con l'audio storico. Appuntamento direi imperdibile per tutti gli appassionati della creatura diretta da Spielberg, che a proposito della scomparsa di Rambaldi ha speso queste belle parole: "Carlo Rambaldi è stato il Geppetto di E.T. Tutti noi eravamo meravigliati e affascinati dal suo mestiere, dalla sua arte, e sono profondamente addolorato per la notizia della sua morte"
A questo proposito trovo triste che i TG non abbiano dato il giusto risalto alla notizia.
Come trovo altrettanto triste che certi geni per realizzare veramente le proprie ambizioni sono sempre costretti ad andare all'estero a lavorare.
Concludo ringraziando Carlo Rambaldi per tutto quello che ci ha dato; beffardamente se né andato proprio nel giorno delle stele cadenti, proprio lui così legato al fantascientifico, che sia un segno del destino? Sicuramente ora è una stella che nessuno potrà mai intaccare. Buon viaggio maestro.
"Mai come oggi gli uomini sono morti così silenziosamente e igienicamente e mai sono stati così soli." Norbert Elias
Il 5 agosto del 1962 se ne andava una delle attrici che più hanno incarnato l'ideale di bellezza, di successo, di talento e di solitudine, parlo ovviamente di Norma Jeane Mortenson in arte Marilyn Monroe.
Sono sempre stato affascinato dai personaggi complessi, dalle persone controverse, fatte di grandi alti e di grandi bassi, di tanta umanità. Marilyn è stata lasciata sola, sfruttata per la sua bellezza, per il suo talento, mai troppo amata, mai capita veramente.
Anche nella sua morte, come in quella di tante altre leggende, c'è un grande alone di mistero, a tutt'oggi tantissime cose non tornano; omicidio, fatalità, suicidio, si è parlato spesso di riaprire il caso, ma credo che certe realtà non le sapremo mai davvero.
Ultimamente è uscito un film che vi consiglio dedicato all'attrice, parlo di Marilyn, interpretato da una convincente Michelle Williams. La pellicola si ispira aThe Prince, The Showgirl and Me e My Week with Marilyn; due diari scritti da Colin Clark, che raccontano le esperienze sul set de Il principe e la ballerina e dei giorni trascorsi in compagnia della Monroe.
Inoltre ci tengo a segnalare una mostra al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze che ospita sino al gennaio 2013 una retrospettiva dedicata a Marilyn; ripercorrendone così il mito attraverso abiti, immagini, accessori e le scarpe che lo stilista fiorentino creò apposta per lei.
Questo post vuole essere un piccolo tributo a un'artista, ma soprattutto a una donna che se né andata troppo presto lasciando dietro di sé una leggenda immortale. Rest in peace Marilyn.
Ho sempre ammirato Fabrizio Moro, sempre provato una sorta di empatia per le sue canzoni, per ciò che mi è capitato di sentire, ma non ho mai approfondito molto l'artista.
In questi giorni mi sono deciso a farlo e voglio condividere con voi la mia recente scoperta.
Lo trovo un'artista veramente dotato, sensibile, attento, intelligente. Mi ricorda un po' Rino Gaetano, sicuramente in alcune sfumature della voce, in alcuni testi, nelle tematiche, anche se Moro usa decisamente meno il nonsense.
In questa Italia così poco propensa a ripagare le qualità, la meritocrazia, il minimo che possa fare, nel mio piccolissimo spazio, è diffondere la musica di Fabrizio Moro, perché noi italiani siamo tanto esterofili, ma quando dobbiamo apprezzare i nostri talenti siamo veramente scarsi, a meno che non siano i soliti noti.
Ne approfitto per ringraziare Fabrizio per le emozioni che riesce a trasmettere, per i temi che tratta, per l'enorme sensibilità che traspare nei suoi testi.
La maggior parte delle canzoni che vi propongo sono tratte dall'album Domani, uscito nel 2008.
Oggi per curiosità ho cercato la traduzione di una canzone che ho sentito anni fa nella colonna sonora dell'Anime Maison Ikkoku, mi riferisco ad Alone Again ( Naturally ) diGilbert O'Sullivan.
Mi sono stupito trovando tante analogie con la mia vita, indi ho pensato di condividere con voi questo pezzo.
Vi posto questo bellissimo video con traduzione interattiva. La lettura è eseguita da Fabio Pasquet. Tratta da "Good Times, Bad Times", trasmissione in onda su Rbe.
Bene, bene, si fa per dire ovviamente. Ieri sono andato a vedere The amazing Spider-man, rigorosamente in 2D, visto che il 3D lo trovo superfluo per il 90% dei film.
Che dire, onestamente dopo aver troncato la saga di Raimi mi aspettavo una cacata colossale, e in effetti... ma andiamo con ordine.
Prima di tutto il nostro caro tessiragnatele compie ad agosto ben 50 anni, indi AUGURI Spidey. Secondariamente se volete tributarlo a dovere andate a vedere la mostra nello spazio WOW Fumetto dedicata a lui. Per maggiori info: http://www.museowow.it/mostre-spiderman.htm
Questo film contiene alcune contraddizioni concettuali. Si chiama come la serie classica ma è basata sulla serie "Ultimate", comprensivo di ambientazione più moderna, indi cellulari e computer a go go.
Peter Parker questa volta dispone dei lancia ragnatele, come nella serie classica appunto. Lo spettatore, soprattutto quello smaliziato che conosce il comics, rimane un po' disorientato non capendo bene la direzione che vuole seguire la pellicola. La storia si dipana un po' lentamente, solita introduzione di come Peter viene punto dal ragno (presa da Ultimate) i genitori mostrati per la prima volta in un movie, l'accozzaglia che ne esce è piuttosto disarmante. Sembra di osservare una storia che vuole avere il pretesto di essere "seria" ma che ottiene il risultato di essere banale e stupida, non sto nemmeno a perdere tempo nel riassumerla.
Questo film è un teen movie, carino, quello che vogliamo, ma manca della passione della saga di Raimi, manca l'amore per il personaggio, manca una sceneggiatura decente, che non sia "bimbo minchiesca". Manca un protagonista che sia tale, un villain fatto come Dio comanda, anche se devo dire che, Rhys Ifans, l'attore che interpreta Lizard se la cava piuttosto bene quando non è nascosto dagli effetti speciali.
Sono severo? Può essere, ho letto di gente che ha apprezzato questo film, definendolo addirittura più simile al fumetto rispetto al lavoro di Raimi... sarà, ma a me me pare 'na strunzata. Mi viene proprio voglia di martellarmi le palle se penso che hanno interrotto il lavoro precedente per proporci una cosa del genere.
Vabbè, andiamo avanti.
Gli effetti visivi, mh, veramente belli, sono serio, soprattutto i movimenti del ragno, la tuta mi fa defecare però. Capitolo Lizard, a me ha ricordato Godzilla dopo la dieta, carino, si, ma niente di che, mi aspettavo un impatto decisamente migliore. Musiche? quali... ah, si molto belle, qui sono sarcastico lo ammetto.
Fotografia? quella si salva, e vorrei anche vedere. Passiamo al capitolo attori... per il ruolo di Peter abbiamo il giovane Andrew Garfield, faccia da pirla come pochi eh, ma fa il suo lavoro, tutto sommato. Certo una recitazione piuttosto monocorde, non certo memorabile. Emma Stone nei panni di Gwen Stacy, ma solo a me questa ragazza non piace? Bellina ok, ma... carisma? non pervenuto, capacità attoriali sufficienti, si, per fare una serie tv magari, non certo un colossal. Poi trovo che il personaggio di Gwen nel comics avesse decisamente più sfumature.
Nota di Gossip, i due protagonisti si sono fidanzati durante le riprese.
Salvo decisamente il solito cameo di Stan Lee che mi ha fatto spanciare e Martin Sheen nei panni dello zio Ben. Da notare la presenza di Michael Massee come capo della Oscorp; per chi non lo sapesse è l'attore che ha sparato, suo malgrado, a Brandon Lee uccidendolo sul set del Corvo.
La regia, è di Marc Webb, famoso soprattutto per i suoi video musicali, e si vede. Infatti le scene d'azione devo dire che sono molto belle, una delle poche cose per cui vale la pena vedere questo film.
In conclusione, questo The Amazing spider-man è un reboot della saga di cui non si sentiva affatto il bisogno. Hanno già annunciato il seguito, si parla del 2014, per fortuna ci manca tanto. Spero che aggiustino decisamente il tiro.
Questa illustrazione di Ayami Kojima, è una delle sue opere più famose e oltre a essere un quadro meraviglioso porta in sé un messaggio molto veritiero.
Guardate attentamente il ragazzo ritratto, è talmente bello che all'inizio non si nota subito che regge una maschera sul viso, è lo specchio accanto a darci un indizio sulla sua vera natura. Lo trovo geniale!
Ricordo quando vidi questo disegno per la prima volta, non mi accorsi subito di questo particolare, complice anche la scarsa risoluzione con cui osservai l'opera.
Sono passati almeno 10 anni e con il tempo mi sono accorto sempre più della verità del messaggio di questo lavoro.
Riguardo questo tema voglio citare una frase di Pirandello:
"Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti".
Intendiamoci, tutti indossiamo maschere, ci sono situazioni in cui non possiamo farne a meno, anzi a me piacerebbe imparare a farmi vedere meno per come sono, ma ci sono momenti e momenti, credo sia fondamentale essere sé stessi, soprattutto nei rapporti importanti, altrimenti si passa il tempo ingannando, facendoci amare per ciò che non siamo, pratica inutile e dannosa, visto che la vera natura delle persone prima o poi esce sempre fuori.
Mi pare che ci sia poco da aggiungere, molto su cui riflettere. Siate voi stessi!
Oggi sono esattamente 41 anni da quando il carismatico leader dei Doors, James Douglas "Jim" Morrison, morì in circostanze misteriose a Parigi.
Molti pensano sia ancora vivo, sicuramente tra tutte le morti misteriose quella di Morrison è tra le più oscure. Funerale in fretta e furia, nessuna autopsia, ipotesi più o meno credibili sulla fine del cantante che sono cambiate varie volte nel corso degli anni. Resta il fatto che certe situazioni alimentano sempre il mito e il buon Jim è entrato di diritto, a soli 27 anni, nell'olimpo dei grandi.
I Doors hanno fatto la storia della musica, del rock, della psichedelia, e ancora oggi il loro sound è molto attuale.
Morrison oltre ad avere un grande carisma è stato molto bravo nel riuscire a "inventarsi" il ruolo del cantante; infatti Jim aveva velleità artistiche ma a parte scrivere testi, non è che fosse "nato" cantante, fu l'incontro con Ray Manzarek, tastierista poi nei The Doors a cambiargli completamente la vita.
Voglio ricordarlo con alcuni video che amo e con le parole del padre, un uomo sicuramente singolare che ha sottovalutato molto il talento del figlio.
Buon riposo Jim e grazie per la bellissima musica che ci hai lasciato.
War Horse è l'ultimo lavoro di Steven Spielberg, regista che non credo abbia bisogno di presentazioni.
La trama parla del rapporto tra un giovane, Albert, e il suo meraviglioso cavallo Joey. Durante la Prima Guerra mondiale i due si separeranno, e passeranno il resto del tempo nella speranza di superare gli orrori del conflitto per poter tornare insieme.
Non è facile per me parlare di questo film, emotivamente mi ha coinvolto molto, dovrebbero metterci il sottotitolo:"astenersi se avete la lacrima facile". Nonostante i 146 minuti di durata, devo dire che scorre molto velocemente, un bel viaggio, toccante e intenso come pochi. Infatti una volta finita la pellicola vorresti in qualche modo tornarci, sognare, e rivivere la magia che solo il cinema sa darci.
La regia, le musiche (di John Williams), la fotografia, tutto eccelle. Non a caso War Horse è stato candidato a ben 6 Oscar, peccato che non sia riuscito a vincere nessuna statuetta.
Devo dire che per quanto abbia amato questo film, forse e dico forse, in alcune scelte c'è un che di favolistico, di tipico del regista, che un po' trovo cozzare con il contesto, certo non bisogna dimenticarsi che è pur sempre una storia tratta da un libro (di Michael Morpurgo) indi su certe scelte Spielberg c'entra sino a un certo punto anche se il suo stile c'è tutto. Bellissime alcune scene, evito spoiler, e veramente poetico il rapporto tra il ragazzo e il cavallo. La guerra viene mostrata in quasi tutta la sua brutalità, scrivo quasi perché si vede pochissimo sangue e le morti sono sempre piuttosto "soft"; la maggior parte del tempo si percepiscono fazioni che non vorrebbero farsi del male ma che devono loro malgrado.
Il doppiaggio Italiano, per quanto sia molto buono in quasi tutto l'operato, fa delle scelte particolari, mi riferisco alle inflessioni pseudo Tedesche e Francesi che si sentono nel corso della pellicola.
Le scene delle battaglie sono stupende, così come le lunghe corse dei cavalli. Le inquadrature, alcune, sono davvero memorabili e il finale, con quella scelta di colori e inquadrature mi ha ricordato molto Via col vento.
Il cast è molto buono, spicca sicuramente Jeremy Irvine nel ruolo di Albert, molto convincente, ma devo ammettere che i veri protagonisti in questo film non sono le persone, ma i cavalli.
War Horse rimane uno dei film più emozionanti che abbia visto negli ultimi tempi quindi ve lo consiglio, a meno che non amiate generi più action e "duri", tra l'altro è da poco uscita la versione Home Video, indi non avete scusanti. Guardatelo, non senza dimenticarvi vicino una buona scorta di fazzoletti!
Oggi sono esattamente 3 anni dalla morte del mio mito: Michael Jackson.
Ricordo bene quella sera in cui si iniziò a parlare di arresto cardiaco del cantante più famoso al mondo, ricordo lo sgomento, l'ìncredulità, le notizie che piano piano si diffondevano, ora la situazione era di pericolo, ora era in coma, ora era morto. Fu un escalation di orrore, qualcosa di così surreale da non essere facile da accettare. Il giorno dopo andai a lavoro vestito totalmente di nero, tra alcune persone ilari e io totalmente tramortito, guardavo il mondo con occhi diversi, mi dicevo:"un mondo senza Michael".
Eppure il tempo passa, i suoi figli sono diventati un attrazione mediatica, il medico che iniettò la dose letale di Propofol a Mike in galera. Ma niente, niente pare alleviare totalmente quella che è una vera e propria ferita.
Il mio sogno è sempre stato quello di incontrare Jackson, ci andai vicino, talmente vicino da far male, soprattutto con il senno di poi. Incontrai Quincy Jones, incontrai John Landis, ma niente per me era paragonabile a incontrare Michael. Mi sono sempre idenficato in lui, nel suo male di vivere, nella sua solitudine. Destino che pare così comune a chi si sente diverso in questa società.
Grazie a MJ ho conosciuto molte persone, alcune veramente degne di nota, altre meno, ma è la vita e ogni volta che vengo a contatto con un "Jacksoniano" mi pare di averne quasi subito familiarità, si parla un linguaggio comune, si parla di amore, di passione, di tutto ciò che la stampa non ha mai capito di questo uomo così incompreso, così intrappolato in sé stesso, in un meccanismo troppo grande per chiunque.
Ricordo ancora la prima volta che vidi il video di Thriller, ero poco più di un bambino eppure capii subito che si trattava di qualcosa di diverso, qualcosa di forte, di un linguaggio nuovo. Lo stesso effetto me lo fece anni dopo il video di Bad. La mia passione vera e propria iniziò alla fine del 1990, quando un amico mi fece una cassetta con i maggiori successi dell'artista. Poco dopo uscì Dangerous e il "danno" era fatto, Michael diventò l'amico, l'aspirazione, la "famiglia" che non sentivo di avere.
Mike, ovunque tu sia, avrai sempre un posto speciale nel mio cuore e non finirò mai di esserti grato per avermi aiutato con la tua arte, confortato dove nessuno poteva, sedato lacrime quando nessun altro l'avrebbe fatto.
Il mio personale tributo va a te con questo video che spero possa aprire le menti ad alcune persone che ce l'hanno troppo chiusa per capire, per apprezzare l'uomo dietro al mito.
Per chi volesse approfondire la figura di MJ consiglio caldamente 2 libri editi in Italia da poco tempo. Il primo è "Il mio amico Michael" di Frank Cascio, amico di lunga data del cantante, con tanti aneddoti e con uno spaccato sulla persona molto interessante. Il secondo è "Man in the music" di Joseph Vogel, un approfondimento sulla creatività dell'artista, un dietro le quinte di tutti i suoi più grandi successi.
Nell'immensità di youtube si trova di tutto, da attori improvvisati, a comici, sino a cantanti più o meno bravi. Mi piace segnalare gli artisti che ritengo degni di nota e ho intenzione di farlo più spesso.
In queste ore mi sono capitati dei video di Drew Dawson Davis, un ragazzo che canta in un modo davvero spettacolare. Ascolto molta musica e non mi capita di frequente di emozionarmi per una voce e quella di Dawson è veramente bella e toccante.
Tra i suoi tanti video vi segnalo qualche cover, visto che per la maggiore fa queste, in particolare mi ha colpito la sua versione della canzone di Adele - Someone Like You:
Non scherza nemmeno la sua versione di Man in the mirror in tributo a Michael Jackson:
Il ragazzo dà anche lezioni di canto tramite Skype. Nel caso siate interessati potete contattarlo.
Buon ascolto.
☆ Ciao a tutti! Sono Moreno: ex fumettista, blogger dal 2006, amo tutto ciò che viene considerato nerd, collezionare oggetti e sogni. Qui trovi recensioni e approfondimenti su statue/robot/doll, anime, film, fumetti, videogiochi, eventi, viaggi, arte.
Gestisco varie pagine Facebook tra cui quelle di Jeeg Robot e Romano Malaspina.