venerdì 23 maggio 2008

Opinioni di un vagabondo

Opinioni di un vagabondo

Opinioni di un vagabondo. Mezzo secolo di interviste



Ho appena finito di leggero questo "Opinioni di un Vagabondo", contenente tutte le interviste rilasciate da Chaplin nel corso della sua carriera.
Il lato artistico di questo grande artista è molto conosciuto, ma il lato più umano è difficilmente rintracciabile e questo libro aiuta a delineare il profilo di una persona complessa, piena di sfaccettature e contraddizioni, ma veramente interessante.

Un uomo che è stato amato nella prima parte della sua carriera come pochi, per poi essere vessato nella seconda, vuoi per il coraggio e la forza con cui ha sempre espresso le sue opinioni, vuoi per essere sempre stato avanti rispetto al contesto in cui viveva.
Chaplin rappresenta l'essenza dell'arte, l'artista in ogni suo gesto, in ogni sua parola e come tutti i grandi difficilmente è apprezzato in pieno, soprattutto da vivo.

La sua incredibile poliedricità rimane a tutt'oggi imbattuta, basta pensare che nei suoi film era praticamente sempre: regista, sceneggiatore, compositore, scrittore, attore. Ogni lato dei suoi film lo ha occupato in maniera quasi maniacale e i risultati si possono apprezzare a tutt'oggi con capolavori che rimarranno per sempre nella storia del cinema.

Nonostante questo, non tutti sanno che Chaplin fu allontanato dall'America negli anni '50 per varie ragioni, tra cui il suo presunto "filo comunismo", film come "il grande dittatore" o "Tempi moderni" furono decisivi in questo, un pagliaccio anche oggi quando smette di voler far solo ridere e cerca di comunicare qualcosa ha sempre vita dura, l’ha oggi, figuriamoci mezzo secolo fa.

Consiglio vivamente questo libro a tutti gli amanti del genio Chapliniano, ma non solo a loro, ma a chiunque voglia avvicinarsi al lato umano di uno dei più grandi artisti di sempre.

Per concludere segnalo la bella prefazione di Dario Fo citandola:
"...Vorrei ricordare che tempo fa una donna calabrese, una contadina, intervistata dalla televisione diceva: Charlot era uno che era capace di far piangere per le cose per cui normalmente si ride e ridere per delle cose che fanno piangere. Uno che parlava di noi, perché era uno di noi."







Steve Ditko, il co-creatore di Spider-Man ci ha lasciato

"Non parlo mai di me stesso. Io sono il mio lavoro. Faccio del mio meglio, e se mi piace, spero che piaccia anche a qualcun altro.&q...