giovedì 17 aprile 2014

Incontro con Selvaggia Lucarelli per la presentazione del suo libro "Che ci importa del mondo"




Ieri sono andato alla presentazione del libro di Selvaggia Lucarelli, Che ci importa del mondo, edito da Rizzoli. Devo fare una doverosa premessa: sono anni e anni, che in qualche modo seguo la Lucarelli, mi ricordo che sono rimasto colpito da lei sin dalla prima volta che l'ho vista in tv, penso fosse il 2003 con L'isola dei famosi, programma trash che, chi mi conosce lo sa bene, ho sempre seguito - la sindrome del gatto morto in tangenziale in certi casi è più che mai viva - lo ammetto; inizialmente ovviamente ciò che mi ha affascinato di lei è stato l'aspetto fisico, poi ho iniziato a seguire il suo blog, allora decisamente attivo, e ne ho scoperto una scrittrice molto sagace e divertente, i suoi resoconti dell'isola mi facevano spanciare, ho sempre pensato che fosse sprecata a parlare di gossip vari, ne ho ammirato il coraggio in certe situazioni, sì il coraggio di scrivere comunque sia anche cose poco gradite ai più.
In tempi più recenti, diciamo negli ultimi due anni, ho iniziato a seguire più da vicino la pagina facebook di Selvaggia, affezionandomi così alla sua quotidianità, a suo figlio Leon, sempre presente, al suo cane, insomma anche alla sua sfera privata, avvicinandomi di più alla persona e meno al personaggio. Questa premessa è per me doverosa per spiegare lo stato di agitazione in cui stavo ieri, forse troppa attesa, forse la mia timidezza si è acutizzata, forse il fatto di aver fatto un ritratto per Selvaggia, questo poi mi faceva sentire particolarmente sulle spine, iper critico come sono verso me stesso, è stata dura far passare un disegno fatto in mezza giornata, come accettabile, ma non avevo molte alternative.

Arrivato in lieve ritardo, emmh, alla presentazione avvenuta alla Feltrinelli in Piazza Piemonte a Milano, potevo già sentire nell'aria la voce soave di Selvaggia, affiancata da Andrea Scanzi, e Francesco Castelnuovo, coadiuvati da Nadia Toffa e Petra Loreggian che hanno letto stralci dal libro. Mi sono piaciute le domande e le risposte, anche se ho notato un certo disincanto verso l'amore, tipico di chi ha un certo bagaglio di delusioni a riguardo, mi ci sono riconosciuto molto, come mi sono riconosciuto nei suoi racconti sugli "inciuci" virtuali che si trovano in rete, essì, perché cara Selvaggia non esistono solo uomini inconcludenti, ma anche molte donne che non sanno quello che vogliono.
Mi ha fatto particolarmente sorridere una parte della presentazione, in cui Selvaggia, oltre a dichiarare il suo amore per Milano, a detta sua una città che a differenza di un posto come Roma non ti sbatte tutto in faccia subito, ma che si fa apprezzare nel tempo, ha ammesso di riscontrare un tasso di uomini gay davvero alto a Milano, per esperienza posso decisamente confermare!
Riguardo il libro è molto autobiografico, visto che parla di Viola, una donna single di trentotto anni, con un figlio piccolo, che come lavoro fa l'opinionista presso salotti televisivi vari, donna rampante e di successo fuori, come tormentata amorosamente nel privato. Gli spunti alla vita personale dell'autrice sono molti, dai nomi dei protagonisti, a tante situazioni, non ho ancora avuto modo di iniziare a leggere il libro, ma da ciò che sto leggendo in rete sta riscuotendo critiche molto positive, una cosa è certa, ne apprezzerò lo stile con cui è scritto.

Ma andiamo alla parte clou, il mio incontro con la mitica Selvaggia; vi assicuro che c'era molta gente, soprattutto donne, indi la fila è stata abbastanza lunga, nel frattempo ho avuto modo di stringere la mano di Andrea Scanzi, giornalista che apprezzo ('azzo se è alto), arrivato il mio turno volevo un po' scappare, ma vabbé, ho subito dato il mio disegno a Selvaggia, che fortunatamente ha apprezzato molto, mi ha detto pure che l'ho fatta più bella (non è vero) poi le ho presentato mia nipote, visto che è piuttosto cresciuta, Selvaggia mi ha chiesto subito la mia età, evidentemente mi faceva più giovane (invece siamo quasi coetanei), arrivati al momento della foto a momenti muoro davvero, infatti è venuta un delirio tale che non posterò per decenza verso me stesso, le ho fatto pure sentire il cuore, visto che bastava appoggiare la mano sul mio petto per poterlo "ascoltare"... al che mi ha detto qualcosa come: "Moreno, non morirmi però".

Mentre me ne andavo ho potuto salutare al volo Leon, suo figlio, è intervenuto anche brevemente sul palco; quanto è dolce quel bambino, adorabile, non riuscivo a smettere di fissarlo. Tra l'altro ho saputo da poco che porta i capelli lunghi perché apprezza Capitan Harlock e ha una passione viscerale per Godzilla che appare anche nella copertina del libro ed è molto citato in quest'ultimo; in più, Godzilla è il nome che hanno dato al loro cane. Insomma è il bambino che qualsiasi Otaku vorrebbe avere.
Visto che la foto non è venuta esattamente bene, ho aspettato che Selvaggia uscisse dalla Feltrinelli per farne un'altra, e devo dire che si è dimostrata davvero molto carina, disponibile, molto alla mano, più di quello che pensavo, senza nessuna posa divistica di sorta. Mi ricorderò sempre il suo: "Ciao Moreno" quando ci siamo salutati, mi ha colpito che si sia ricordata il mio nome in mezzo a quella marea di persone. Voglio ringraziare quindi Selvaggia Lucarelli per la sua gentilezza, augurandole che questo libro possa portarle tanta fortuna.

Di questa serata mi rimarrà sempre un bel ricordo, e la felice conferma che spesse volte dietro a un "personaggio" c'è una persona ancora migliore. Vi lascio a un po' di foto:


Il disegno che ho fatto per Selvaggia



La dedica


Insieme!

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