mercoledì 5 settembre 2012

Labyrinth - Dove tutto è possibile




Labyrinth è senza dubbio uno dei miei film preferiti, un'opera che ancora riesce a stupirmi grazie alle sue innumerevoli chiavi di lettura, grazie alle citazioni artistiche, grazie alla passione che trasuda.
Certo riguardando la pellicola oggi ci si accorge di quanto certi effetti speciali non siano proprio speciali, o di qualche musica che ha perso decisamente smalto. L'ingenuità del film è figlia di anni che non ci sono più, (era il 1986 quando uscì) di un arte che va sempre via via raffrendandosi in nome della commercialità e della tecnologia.
Proprio in questi giorni ho comprato il Blu-Ray di questa pellicola, indi mi pare giusto celebrarla come merita.

Ma andiamo con ordine: Labryrinth è stato prodotto da George Lucas, scritto e diretto dal mai troppo compianto Jim Henson, il papà del Muppet Show per capirci. Alla sceneggiatura ha collaborato Terry Jones, uno dei membri dei Monty Python e al soggetto ha lavorato anche Terry Jones.
Abbiamo poi David Bowie, nei panni di Jarreth, The Goblin King, e la splendida Jennifer Connelly, all'ora quattordicenne, nei panni della protagonista, Sarah, una ragazzina figlia di genitori separati che, stanca di badare al fratello Toby,  decide così di invocare il re dei goblin per liberarsi del piagnucoloso infante. Questo porterà la ragazza a pentirsi della sua richiesta, e a dover cominciare un lungo viaggio nella terra del labirinto, affrontando mille insidie, in una luogo dove tutto non è come sembra, incontrando personaggi con cui stringerà amicizia, come Gogol, un buffo nano diviso tra l'ubbidire a Jarreth e l'affetto per Sarah, con cui condurrà un percorso di crescita interiore senza mai dimenticare di strizzare un occhio ai propri sogni, alla propria innocenza. Una sorta di metafora del passaggio tra l'età adolescenziale e l'età adulta, con tutte le esperienze e le responsabilità che questo porta.

Spulciando wikipedia ho trovato alcune considerazioni interessanti:
"Benché principalmente rivolto a un pubblico molto giovane, Labyrinth può anche essere interpretato come un racconto simbolico della (non) accettazione di un adolescente della sua crescita e della sua sensualità. Jareth fa ogni cosa che Sarah gli chiede (come portare via suo fratello) e in quel senso il suo ruolo può essere interpretato come un mentore per Sarah per farle scoprire di essere una giovane donna matura. 



Le scene all’inizio e alla fine del film rivelano che la maggior parte dei personaggi che Sarah incontra rimandano a giocattoli, poster ecc. della sua stanza: per esempio una statuetta di legno raffigurante Gogol, un gioco da tavola con le forme di un labirinto, un carillon con una bambola danzante che indossa il vestito che indosserà Sarah nella sala da ballo, il quadro appeso nella cameretta raffigurante l'opera di Escher "Relatività". Più importante di tutti, i ritagli di giornale della vera madre di Sarah, un'attrice, mostrano che lei ebbe una relazione con il suo partner del teatro; l’immagine di Bowie fu usata in quelle foto per evidenziare come Sarah desideri essere corteggiata dall’uomo che amava sua madre.
Tutto questo fa capire che il mondo del labirinto è forgiato dall’immaginazione di Sarah."

Interessante anche una recensione che ho trovato nel forum di mymovies da parte dell'utente Asdrubale:
" Quando da piccolo vedevo il film mi sembrava semplicemente una meravigliosa favola per bambini. A rivederlo ora, ho capito che oltre a ciò, è un'opera piena di significati e metafore in grado di affrontare temi complicati come la crescita e di arrivare dritta al cuore. La protagonista compie un vero e proprio viaggio introspettivo di formazione (per certi versi molto simile a "il mago di oz") nel quale viene a contatto con tutti i suoi problemi e le sue paure: la gelosia nei confronti del fratellino, le incomprensioni con i genitori, il senso di "ciò che è gusto", l'egocentrismo, la paura di crescere e abbandonare il mondo fatato (quello dell'infanzia) che si è creata, la solitudine e la mancanza di amicizie e di un punto di riferimento che la capisca realmente, come ad esempio la sua vera madre"

Labyrinth è una fiaba moderna e insegna che le difficoltà della vita esistono, ma che non è fuggendo che le risolviamo. Ci suggerisce così che molto spesso gli ostacoli vengono da noi stessi, infatti nella storia è Sarah a dare potere a Jarreth, e i vari personaggi non sono altro che aspetti del suo carattere, ma è proprio quando smette di credere alle sue paure che riesce a riavere Toby, a crescere.


Andando avanti nell'analisi di Labyrinth, ci tengo a sottolineare che il designer del film è Brian Froud, un'artista veramente sensibile specializzato nel mondo fantasy, da notare che aveva già lavorato con Henson per The Dark Crystal. Il bambino che si vede nel film, Toby, è il figlio dello stesso Froud, ed è stato usato perché per puro caso molto somigliante a come l'artista si era immaginato il bimbo, ancor prima che nascesse il figlio!




Il personaggio di Bowie, Jarreth. è un personaggio talmente carismatico e ambiguo da apparire scontatamente come il male, ma in realtà è solo un simbolo, non è mai veramente cattivo.
Da notare i costumi, credo proprio che i migliori del film siano quelli di Jarreth, sempre molto azzeccati, per non parlare del taglio di capelli e del suo trucco che richiamano il teatro Kabuki. Non a caso il film ha avuto molto successo in Giappone, e addirittura in tempi recenti è uscito un Manga ambientato 13 anni dopo la fine della storia originale. Pare anche che Kaori Yuki, affermata mangaka autrice di Angel Sanctuary, abbia ammesso di essersi ispirata al film per alcune situazioni del suo fumetto più famoso.
Jarreth serve come traghettatore per l'evoluzione della protagonista, e Bowie è decisamente perfetto in questo ruolo, non credo si potesse fare una scelta migliore.

Da notare che il film non fu molto apprezzato quando uscì, in particolare in patria, né la critica, né il box office lo premiò, ma divenne poi un cult, e un grandissimo successo home video.

Ho amato talmente tanto questo film che molti anni fa ho lavorato a un adattamento a fumetti della pellicola; eccovi una scansione dell'ultima tavola a cui ho lavorato prima di abbandonare il progetto:


Concludendo vi consiglio caldamente l'acquisto del Blu-ray, in quanto la pellicola è stata veramente ben restaurata, alcuni effetti ancora oggi sono molto belli, e i contenuti speciali sono molto interessanti, ed esaustivi, senza contare che stiamo parlando di un film senza tempo che va rivalutato e rivisto, soprattutto in luce di ciò che ho scritto sino ad ora.
Spero di contribuire, nel mio piccolo, a diffondere più attenzione verso un'opera che troppo spesso è stata sottovalutata e bollata in modo negativo da una certa critica.




4 commenti:

  1. Mi hai fatto venire voglia di rivederlo, salutoni ;-)

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  2. Ho smesso di contare dopo la dodicesima visione... Condivido tutta la tua recensione e dire che amo questo film è poco. Ho cercato di coinvolgere i miei figli e fargli vedere il film ma sono troppo digitali e se non c'è la computer grafica storcono il naso. Per me è una vera opera d'arte.
    Ciao Max

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    1. che bella cosa! Purtroppo i ragazzini di oggi sono abituati male, ma credo e spero, che i bambini più piccoli non badino molto a queste cose, e che notino di più la sostanza, forse i tuoi sono già troppo grandi? Ti ringrazio tanto della tua testimonianza!

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  3. Film favoloso, visto all'epoca in cui uscì al cinema e tantissima voglia di rivederlo ora . Consigliato a tutti.

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